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Nel maggio 2022, il Teatro Lirico di Cagliari ha ospitato un evento musicale di grande prestigio: il concerto del pianista israeliano Tom Borrow. Il giovane artista, astro nascente del concertismo internazionale, ha offerto al pubblico cagliaritano un programma ricco e variegato, spaziando dalle atmosfere romantiche di Chopin alle sonorità più moderne di Janáček e Prokof’ev.

La serata si è aperta con la Sonata in mi bemolle minore per pianoforte “1.X.1905” di Leoš Janáček, un’opera intensa e appassionata. A seguire, Tom Borrow ha eseguito tre capolavori di Fryderyk Chopin: la Fantasia in fa minore op. 49, la Ballata n. 3 in La bemolle maggiore op. 47 e la Polacca-Fantasia in La bemolle maggiore op. 61. Il concerto si è concluso con la Sonata n. 6 in La maggiore op. 82 di Sergej Prokof’ev, un’opera complessa e virtuosistica.

La performance di Tom Borrow ha incantato il pubblico, che ha apprezzato la sua tecnica impeccabile e la sua sensibilità interpretativa. Un viaggio musicale emozionante, che ha confermato il talento di questo giovane pianista israeliano.

Nel febbraio del 2023, la Sardegna ha ospitato un evento di danza di risonanza internazionale: la Koresh Dance Company (USA) ha portato in scena “La Danse & Bolero”, uno spettacolo che ha affascinato il pubblico di Sassari e Cagliari.

Le coreografie di Ronen “Roni” Koresh, coreografo israeliano di fama mondiale, hanno dato vita a un dialogo tra arte e musica. “La Danse”, ispirata ai dipinti di Henri Matisse, ha portato sul palco un’esplosione di colori e movimenti, mentre “Bolero”, sulle note dell’omonima composizione di Maurice Ravel, ha trascinato il pubblico in un crescendo di energia e ritmo.

Gli spettacoli, tenutisi al Teatro Comunale di Sassari e al Teatro Massimo di Cagliari, hanno visto protagonisti i talentuosi ballerini Melissa Rector, Micah Geyer, Kevan Sullivan, Robert Tyler, Sarah Shaulis, Paige Devitt, Callie Hocter, Devon Larcher e Savanna Mitchell. La loro interpretazione ha reso omaggio alla versatilità e alla capacità della Koresh Dance Company di esplorare diverse sfaccettature della danza e della vita.

“La Danse & Bolero” ha rappresentato un momento di grande emozione per il pubblico sardo, che ha potuto apprezzare la bellezza e l’energia di questa compagnia, per la prima volta in Italia e in Sardegna.

Un connubio di passione, tradizione e innovazione: è la storia di Giulia Mura, imprenditrice ogliastrina che ha portato la sua azienda agricola Pelau a un traguardo importante: la prima produzione sarda di olio kosher.

Giulia, 40 anni e una laurea in giurisprudenza, ha ereditato dalla sua famiglia una preziosa eredità: terreni agricoli in Ogliastra, una delle zone più fertili della Sardegna, rinomata per la produzione di olio e vino. Con la sua visione imprenditoriale, ha deciso di valorizzare questa eredità, portando i prodotti della sua terra sui mercati internazionali.

L’azienda Pelau, già premiata con un Oscar Green per l’innovazione, si distingue per l’attenzione alla sostenibilità ambientale. Giulia ha infatti investito in macchinari a basso impatto ambientale e ha avviato un progetto di recupero degli scarti del frantoio per la produzione di biomasse e biogas, in collaborazione con l’Università di Atene.

L’incontro con la cultura ebraica è avvenuto per caso, grazie a un rabbino che le ha proposto di produrre olio kosher. Giulia ha accettato la sfida, superando le difficoltà legate alle rigide regole della certificazione kosher.

La prima produzione di olio kosher è arrivata quest’anno, con la benedizione dell’autorità religiosa. Giulia è ora pronta a conquistare il mercato americano, portando nel mondo non solo un prodotto di eccellenza, ma anche l’immagine di una Sardegna produttiva e innovativa.

“Non è stato facile seguire tutte le indicazioni richieste per produrre un olio kosher”, racconta Giulia, “ma per me è stata soprattutto una fonte di crescita personale, che mi ha avvicinato a questa cultura millenaria”.

La storia di Giulia Mura è un esempio di come la passione per la propria terra, unita all’innovazione e all’apertura verso nuove culture, possa portare a risultati straordinari.

Carloforte si prepara a ospitare la ventesima edizione del Girotonno, la kermesse dedicata al tonno rosso del Mediterraneo, in programma dal 30 maggio al 2 giugno 2024. Come da tradizione, l’evento clou sarà la Tuna Competition, la gara gastronomica che vedrà sfidarsi sei nazioni a colpi di ricette creative e gustose.

Quest’anno, la competizione si arricchisce di un significato speciale, con il debutto di tre nazioni: Grecia, Israele e Palestina. Un’occasione per celebrare la diversità culturale e culinaria del Mediterraneo, e per promuovere il dialogo e la comprensione tra popoli.

A sfidarsi, chef provenienti da tutto il mondo:

  • Brasile: chef Tom, al secolo Jefferson Elias Ribeiro da Silva.
  • Giappone: Yamamoto Eiji.
  • Italia: campione in carica.
  • Grecia: Vasilis Papikinos e Skandalakis “Soti” Sotirios.
  • Israele: Tze’ela Rubinstein e Mauro Galati.
  • Palestina: Shady Hasbun e Samia Sowwan.

Un melting pot di culture e sapori, che renderà questa edizione del Girotonno un evento indimenticabile.

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Nel cuore del quartiere Castello di Cagliari, si nasconde un pezzo di storia poco conosciuto: la “Juharia”, l’antico quartiere ebraico. Un luogo dove, tra il 1323 e il 1492, visse una comunità fiorente, prima di essere costretta all’esilio dall’editto di espulsione della corona spagnola.

Oggi, passeggiando tra i vicoli di Castello, è possibile ripercorrere le tracce di quella presenza: dalla sede dell’Associazione Chenàbura, che custodisce oggetti della tradizione ebraica, alla panoramica via Santa Croce, dove sorgeva l’antica sinagoga. Via de la Fontana, via de Orifanti e via Stretta raccontano di un quartiere vivace, con la sua fonte d’acqua, i suoi commerci e i suoi luoghi di culto.

La “Juharia” di Cagliari è solo un capitolo di una storia più ampia, che affonda le sue radici nell’antica Roma, quando l’imperatore Tiberio inviò in Sardegna quattromila ebrei. Una presenza che, tra alti e bassi, ha segnato la storia dell’isola, lasciando tracce ancora visibili tra le vie di Castello.

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