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E’ arrivato alle stampe uno studio inedito e su basi giuridiche del contratto che rivela le regole di vita familiare e di coppia
nelle comunità ebraiche. Una ricerca su un contratto che ha radici antichissime, come scrive Daniele Zaccheddu giurista e socio di Chenàbura, che grazie all’associazione è stata potuta editare attraverso la casa editrice Giuntina, conosciuta per la sua selettività nelle opere da pubblicare.
Un libro che permette di scoprire la modernità di una cultura che prevedeva la possibilità di divorzio e di divisione dei beni
in base a quanto stabilito nel contratto stipulato dalle parti. Un’opera di estrema modernità che ci fa comprendere anche il modo di vivere della comunità ebraica.
Il libro è stato presentato il 29 dicembre scorso nella sede dell’associazione Chenàbura di Cagliari ed è attualmente in vendita su Amazon.

In “Yalla. Il metodo Yalla Israeliano”, Bruno Spinazzola ha raccolto, attraverso interviste agli ospiti e i soci israeliani, alcune informazioni che permettono di rispondere alla domanda “Perché gli ebrei sono sempre innovativi e sono i nomi più frequenti in tutte le arti?”. Dal cinema alla scienza, gli ebrei si sono sempre distinti come personalità di spicco, con idee innovative che hanno spesso cambiato il modo in cui viene concepita una materia. Freud, Einstein, Ferenczi, Woody Allen sono soltanto alcuni dei personaggi più famosi di origine ebraica. Al fine di comprendere questa sovrarappresentazione tra le menti più geniali e la capacità degli israeliani di creare start up di successo, il presente testo raccoglie alcune delle idee che caratterizzano la cultura imprenditoriale israeliana. Non è infatti un caso che ci siano più unicorn che nelle altre nazioni. Vi sono molte spiegazioni diverse a questo particolare fenomeno, che vanno dall’influenza dell’esercito israeliano tecnologicamente più avanzato all’effetto delle tradizioni ebraiche più antiche, caratterizzate dalla dedizione allo studio e alla continua ricerca di nuove domande. Tali spiegazioni, pur non essendo prive di merito, sono troppo limitate. Quello che invece questo testo ha lo scopo di spiegare è che la chiave è nel modo unico in cui gli israeliani vengono cresciuti, all’interno di una comunità simile a una tribù e con un’infanzia piena di sfide e rischi, che è alla radice della cultura imprenditoriale israeliana.

Warren Buffett una volta disse: “Se vai in Medio Oriente a cercare petrolio, puoi saltare Israele. Se stai cercando cervelli, non cercare oltre. Israele ha dimostrato di possedere una quantità sproporzionata di cervelli ed energie”.

L’interessante ricerca è stata presentata il 19 dicembre 2024 presso la sede dell’associazione Chenàbura.

Il 15 dicembre 2024 è stata inaugurata nella Sala della Torretta del Centro Comunale d’Arte e Cultura EXMA di Cagliari la mostra fotografica “Il destino degli ebrei di Rodi. Lo sguardo di Girolamo Sotgiu, un Giusto tra le Nazioni Sardo” organizzata dall’Associazione Chenàbura. L’esposizione arriva negli ottant’anni dai tragici eventi che hanno investito la comunità di ebrei di Rodi deportati in massa, nel luglio del 1944, nei campi di concentramento dalle forze nazi – fasciste che occuparono l’isola.

La mostra ha voluto celebrare anche la figura di Girolamo Sotgiu e della moglie Bianca Ripepi che in quegli anni si trovavano a Rodi e che a rischio della propria vita aiutarono molti ebrei, salvando in particolare una bambina, facendola passare per la propria figlia. Atto eroico che valse loro il riconoscimento di Giusti tra le Nazioni.

Nell’esposizione sono infatti stati inseriti anche gli articoli pubblicati sul quotidiano “L’Unione Sarda” che il grande politico e scrittore sardo dedicò alle vicende della comunità ebraica. Tra i documenti anche il certificato falsificato con il quale i due coniugi attestavano di aver preso in affido la bimba ebrea.

All’inaugurazione hanno voluto essere presenti, oltre a Daniela Rahmani, la cui famiglia di origini rodesiane è stata costretta ad una lunga migrazione a causa delle persecuzioni e che ha donato all’associazione le fotografie esposte, Carmina Conte, ora presidente dell’Associazione Coordinamento 3 e amica dei coniugi Sotgiu che ha testimoniato come la grande generosità della coppia debba essere oggi da esempio per tutti; Isabel Vera, fondatrice del progetto Eurinsula, che ha voluto portare la solidarietà alla comunità ebraica sarda, in rappresentanza del progetto Isole del Mediterraneo; Aldo Accardo, presidente della Fondazione Siotto e allievo di Girolamo Sotgiu, che ha sottolineato l’importanza in questo momento storico di ricordare la tragedia nazi fascista e l’esigenza ancor più forte di lottare oggi contro il nuovo antisemitismo penetrato nella società e nelle istituzioni.

L’associazione Chenàbura, organizzatrice del convegno “L’antisemitismo oggi”, ha reso disponibile i video degli interventi tenuti durante la conferenza mirata a fare il punto sulle nuove forme di antisemitismo emerse a seguito del conflitto tra Israele e Hamas.
I dettagli dell’evento sono consultabili in questo nostro articolo.

In tempi complessi, l’associazione Chenàbura propone una serata all’insegna della leggerezza e della risata, per scoprire un lato meno conosciuto della cultura israeliana: la commedia.

“Cagliari Israeli Comedy” è una rassegna di film israeliani comici, organizzata per offrire un momento di svago e di riflessione attraverso il potere dell’umorismo. Come afferma l’associazione, “crediamo ci siano due sistemi israeliani di autodifesa efficaci sul mercato: l’Iron-Dome e l’humor”.

L’evento si terrà presso la sede dell’associazione, in via Lamarmora 88, Cagliari, nelle seguenti date:

  • Venerdì 6 dicembre: ore 19:30
  • Sabato 7 dicembre: ore 18:00

A guidare le serate sarà la Prof.ssa Sarah Kaminski, docente di lingua e letteratura ebraica presso l’Università di Torino, traduttrice ed esperta di letteratura e cinema israeliano. In sua compagnia, verranno proiettate e commentate alcune commedie israeliane, offrendo al pubblico una chiave di lettura per comprendere meglio la società e la cultura di Israele.

Un’occasione per scoprire il potere dell’umorismo come strumento di resilienza e di espressione culturale.