Per celebrare il Giorno della Memoria del 2025 l’associazione Chenàbura sardos pro Israele ha scelto di ricordare i “Giusti tra le Nazioni” sardi attraverso il dialogo interreligioso. E lo ha fatto all’interno dello spazio all’aperto della Fondazione Siotto che ospita le targhe dedicate ai Giusti sardi, volute dalla stessa associazione in collaborazione con la Fondazione.
Una cerimonia dedicata al significato dell’ essere uomini e donne “sovversive”, di coloro cioè che a rischio della propria vita e contro il pensiero dominante scelgono di salvare vite umane.
Coloro che lo hanno fatto in passato si ricordano come “Giusti”. Chi erano I giusti di ieri e chi sono quelli di oggi? Nel corso della cerimonia ne hanno parlato i rappresentanti di quattro confessioni religiose: Pino Siddi Diacono e responsabile del dialogo interreligioso della Chiesa Cattolica; Marco Piroddi Pastore della comunità cristiana “Cieli Aperti”, che ha sede a Quartu S. Elena; di Gian Paolo Soddu presidente dell’assemblea Spirituale Locale dei Baha’i di Cagliari; di Haim Fabrizio Cipriani, Rabbino delle comunità progressiste di Milano e Roma, ma anche in Francia a Tolosa, Montpellier e Marsiglia. In Italia è il fondatore e l’anima di Etz Haim.
La cerimonia si è svolta davanti ad alcune autorità cittadine: il Prefetto di Cagliari Giuseppe Castaldo, la Questore Rossana Lavezzaro, il presidente della fondazione Siotto Aldo Accardo.
Durante il suo intervento il rabbino Haim Fabrizio Cipriani ha rimarcano l’esigenza di lottare contro l’antisemitismo di oggi: “perché l’olocausto – ha spiegato – non è nato dal nulla, ma da un clima di generale dispregio del popolo ebraico che si è formato nei secoli e che ancora oggi vive ed è quello che impedisce ad un ebreo di camminare per strada portando liberamente i simboli della sua cultura”.