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Orwell e la Neolingua: Un Monito Tradotto per i Tempi Moderni

L'associazione Chenàbura ripropone il classico di Orwell in diverse lingue, per riflettere sull'uso manipolatorio del linguaggio nei media e nella società contemporanea.

Il capolavoro di George Orwell e la sua Neolingua torna a risuonare con forza nel nostro presente. L’associazione Chenàbura Sardos pro Israele ha intrapreso un’iniziativa di grande rilevanza culturale, traducendo estratti del celebre romanzo in diverse lingue: l’inglese originale, l’italiano, l’ucraino e il sardo.

L’obiettivo è quello di stimolare una riflessione critica sul linguaggio, uno strumento che può essere manipolato per controllare il pensiero e la percezione della realtà. Orwell immaginava un mondo distopico in cui una dittatura onnipotente imponeva una lingua artificiale, la Neolingua, per limitare la capacità di espressione e di pensiero dei cittadini.

Ma la Neolingua non è solo una finzione letteraria. Essa rappresenta un monito contro l’uso distorto del linguaggio, una pratica che ritroviamo nei regimi totalitari, nella propaganda politica e, sempre più spesso, nei media contemporanei.

L’iniziativa di Chenàbura vuole sensibilizzare il pubblico sui pericoli di un linguaggio manipolatorio, che può alterare la verità, diffondere disinformazione e incitare all’odio. Le traduzioni in diverse lingue, tra cui l’ucraino, assumono un significato particolare nel contesto attuale, segnato da conflitti e tensioni internazionali.

La scelta di includere il sardo, una lingua minoritaria, sottolinea l’importanza di preservare la diversità linguistica e culturale, un baluardo contro l’omologazione e il pensiero unico.

L’associazione Chenàbura invita tutti a riscoprire Orwell e a riflettere sul potere delle parole, per difendere la libertà di pensiero e di espressione in un mondo sempre più complesso e interconnesso.

cagliariebraica@gmail.com

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