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Il 12 febbraio scorso, Alessandro Matta e Bruno Spinazzola hanno avuto l’onore di intervistare Franca Marcelli Turco, una donna con una storia straordinaria di coraggio e umanità. Nata a Roma e sarda d’adozione, Franca ha vissuto da bambina nel cuore di Trastevere, un quartiere che sarebbe stato testimone di uno degli eventi più tragici della storia italiana: il rastrellamento del Ghetto di Roma il 16 ottobre 1943.

In quel giorno buio, la famiglia di Franca compì un atto di straordinaria generosità, nascondendo due dei nove bambini della famiglia Mieli. Questi bambini erano stati messi in salvo grazie all’intervento tempestivo di un agente di polizia di nome Pifferi, che aveva avvertito la famiglia del pericolo imminente.

Ma il coraggio di Pifferi e dei Marcelli non si fermò qui. L’agente di polizia, rischiando la propria vita, continuò a nascondere i bambini Mieli e altre persone ebree nella zona dei Castelli Romani, fino alla liberazione.

La testimonianza di Franca Marcelli Turco è un prezioso tassello nella ricostruzione di quei tragici eventi e un esempio di come la solidarietà e l’umanità possano trionfare sull’odio e la persecuzione.

Ora, l’obiettivo è quello di rintracciare ulteriori testimonianze che confermino la storia di Franca e di raccogliere le prove necessarie per presentare la candidatura dei Marcelli e di Pifferi allo Yad Vashem, il memoriale dell’Olocausto di Gerusalemme, per il riconoscimento di Giusti tra le Nazioni.

Questo riconoscimento onorerebbe il coraggio di queste persone e manterrebbe viva la memoria di un periodo storico che non deve essere dimenticato.

Per celebrare il Giorno della Memoria del 2025 l’associazione Chenàbura sardos pro Israele ha scelto di ricordare i “Giusti tra le Nazioni” sardi attraverso il dialogo interreligioso. E lo ha fatto all’interno dello spazio all’aperto della Fondazione Siotto che ospita le targhe dedicate ai Giusti sardi, volute dalla stessa associazione in collaborazione con la Fondazione.
Una cerimonia dedicata al significato dell’ essere uomini e donne “sovversive”, di coloro cioè che a rischio della propria vita e contro il pensiero dominante scelgono di salvare vite umane.

Coloro che lo hanno fatto in passato si ricordano come “Giusti”. Chi erano I giusti di ieri e chi sono quelli di oggi? Nel corso della cerimonia ne hanno parlato i rappresentanti di quattro confessioni religiose: Pino Siddi Diacono e responsabile del dialogo interreligioso della Chiesa Cattolica; Marco Piroddi Pastore della comunità cristiana “Cieli Aperti”, che ha sede a Quartu S. Elena; di Gian Paolo Soddu presidente dell’assemblea Spirituale Locale dei Baha’i di Cagliari; di Haim Fabrizio Cipriani, Rabbino delle comunità progressiste di Milano e Roma, ma anche in Francia a Tolosa, Montpellier e Marsiglia. In Italia è il fondatore e l’anima di Etz Haim.

La cerimonia si è svolta davanti ad alcune autorità cittadine: il Prefetto di Cagliari Giuseppe Castaldo, la Questore Rossana Lavezzaro, il presidente della fondazione Siotto Aldo Accardo.

Durante il suo intervento il rabbino Haim Fabrizio Cipriani ha rimarcano l’esigenza di lottare contro l’antisemitismo di oggi: “perché l’olocausto – ha spiegato – non è nato dal nulla, ma da un clima di generale dispregio del popolo ebraico che si è formato nei secoli e che ancora oggi vive ed è quello che impedisce ad un ebreo di camminare per strada portando liberamente i simboli della sua cultura”.

L’ambasciata di Israele ha voluto essere presente all’inaugurazione del GIARDINO DEI GIUSTI TRA LE NAZIONI DI SARDEGNA – di via dei Genovesi, 118 a Cagliari.

Il vice ambasciatore Alon Symhayoff nel suo discorso ha ribadito l’importanza di ricordare coloro che a costo della propria vita hanno salvato ebrei dalla morte o dall’internamento nei lager, ma ha voluto anche ribadire l’importanza dell’esistenza dello Stato di Israele che ora difende e tutela gli ebrei, in un mondo dove ancora persiste un antisemitismo strisciante.

Di seguito la registrazione del discorso:

Il Giardino dei Giusti tra le Nazioni di Sardegna si trova all’interno del Palazzo Siotto di Cagliari in via Genovesi , una antica e signorile dimora divenuta oggi  sede di una Fondazione, al cui interno trova spazio un centro culturale per convegni e spettacoli.

La posa in opera è stata voluta fortemente da Mario Carboni, presidente dell’Associazione culturale Chenàbura, attiva nel territorio da più di 10 anni con l’intento di  valorizzare la storia della comunità ebreaica  in Sardegna e nel contempo costruire legami di amicizia con Israele.

Una cerimonia molto sentita in città perchè organizzata il giorno precedente il 27 gennaio, considerato ormai universalmente il “giorno della memoria” in ricordo del  genocidio del popolo ebreo durante il nazismo.

Nel Giardino dei Giusti sardi ( in analogia col Giardino dei Giusti di Palermo ) sono state poste sette semplici targhe artistiche in ceramica smaltata realizzate su commessa dell’Associazione Chenàbura da Fabio Frau, artista che opera in Castello, quartiere storico del capoluogo, con il nome, luogo di nascita e morte dei Giusti.

Ai cinque Giusti sardi generalmente noti e certificati dallo Yad Vascem si sono aggiunti recentemente a seguito della  ricerca di Chenàbura altri due e quindi sono ad oggi sette coloro che sono ricordati nel Giardino dei Giusti fra le Nazioni di Cagliari.

Altre due targhe sono dedicate rispettivamente al ricordo del Pordajmos , il genocidio dei Rom e dei Sinti e del Metz Yeghern il genocidio degli Armeni, internazionalmente assimilati alla Shoah.

Una targa è dedicata ai Giusti fra le Nazioni ignoti.

Durante la cerimonia le autorità presenti hanno ricordato l’importanza della memoria soprattutto in un momento nel quale l’antisemitismo non sembra ancora sconfitto e l’Europa è attraversata da una guerra terribile.

Toccante il momento in cui uno dei soci di Chenàbura, Yakov Alevi ha intonato I canti cerimoniali ebraici in ricordo della Shoa con al suo fianco l’Arcivescovo di Cagliari,  Monsignor Giuseppe Baturi che di seguito a dedicato una preghiera cristiana ai Giusti tra le Nazioni di Sardegna e benedetto i presenti.

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Il giardino dei Giusti tra le Nazioni Sardi è stato allestito in  uno spazio all’aperto di Palazzo Siotto, in via dei Genovesi 118 e realizzato dall’associazione culturale Chenàbura con il Comitato sardo per la Celebrazione dei grandi eventi e la Fondazione Siotto.
Vi si trovano dodici targhe realizzate in ceramica da un artigiano sardo,  Fabio Frau,  di cui sette per  ricordare i Giusti di origine sarda e altte cinque targhe in ricordo di altri genocidi e dei Giusti ignoti.

I Giusti di origine sarda sono:

1) — CARMEN ATZERI
1892 Cagliari – 1992 Roma
Giusta fra le Nazioni

2) — SALVATORE CORRIAS
1909 San Nicolò Gerrei – 1945 Bugone di Moltrasio
Giusto fra le Nazioni

3) — Suor GIUSEPPINA DE MURO
1903 Lanusei – 1965 Torino
Giusta fra le Nazioni

4) — FRANCESCO LORIGA
1891 Sassari – 1960 Roma
Giusto fra le Nazioni

5) — BIANCA RIPEPI
1922 Reggio Calabria – 2005 Cagliari
Giusta fra le Nazioni

6) — GIROLAMO SOTGIU
1915 La Maddalena – 1996 Cagliari
Giusto fra le Nazioni

7) — VITTORIO TREDICI
1892 Iglesias – 1967 Roma
Giusto fra le Nazioni

Le altre targhe:

8) — I GIUSTI NEL PORRAJMOS
Genocidio dei Rom/Sinti

9) — I GIUSTI NEL METZ YEGHÉRN
Genocidio degli Armeni

10) — I GIUSTI FRA LE NAZIONI IGNOTI

11) — targa 80 x 30 ( 2 targhe unite 40 x 30 ) GIARDINO DEDICATO AI GIUSTI FRA LE NAZIONI NEL MONDO

 

Il termine Giusto fra le Nazioni indica i non ebrei che a rischio della vita, senza alcun interesse personale hanno salvato anche un solo ebreo dal genocidio nazista della Shoah.
L’Associazione Chenàbura, come articolazione del proprio MUCE-Piccolo Museo di Cultura Ebraica di Via Alberto Lamarmora 88 a Cagliari, ha progettato il Giardino dei Giusti sardi realizzato nello spazio aperto della Fondazione Siotto sempre a Cagliari che è situato nell’area dell’antica Giuderia di Castello, per rendere omaggio e ricordare queste figure coraggiose nel cuore di un quartiere dal quale ingustamente altri ebrei molto tempo prima erano stati cacciati.

COS’E’ IL GIARDINO DEI GIUSTI DELLE NAZIONI

E’ un luogo simbolico dove ricordare figure esemplari di donne e uomini che hanno rischiato la propria vita per salvare quella di un ebreo o ne abbiano evitato la deportazione.
Il Memoriale ufficiale di Israele Yad Vaschem, si trova a Gerusalemme dove è stata istituita questa onorificenza che viene conferita da una Commissione a seguito di una lunga e severa procedura d’indagine rivolta a tutti i non ebrei riconosciuti come Giusti in base a precise  regole:
a) l’atto di salvataggio deve essere stato effettuato da un non ebreo nei confronti di un ebreo;
b) deve essere un atto che abbia evitato a uno o più ebrei il pericolo di morte immediata o la deportazione in campi di concentramento;
c) il salvatore deve aver rischiato la propria vita per salvare uno o più ebrei;
d) il salvatore non deve averne tratto alcun vantaggio, né di natura economica né di altro genere, né immediato né futuro.
La Commissione prende inoltre in considerazione:
• i rapporti specifici tra salvatore e salvato;
• le condizioni del paese o della zona in cui avvennero i fatti;
• il periodo storico in cui ciò accadde;
• tutti gli elementi in grado di evidenziare le caratteristiche di eccezionalità dell’azione del salvatore rispetto a un normale comportamento di aiuto al prossimo (degno comunque di rispetto).
Ai Giusti di tante nazionalità e paesi d’origine il cui elenco è vicino alle trentamila unità viene concessa la Cittadinanza onoraria dello Stato d’Israele e una serie di facilitazioni.
Al loro nome è dedicato un albero messo a dimora nel Giardino dei Giusti fra le Nazioni nel Monte della Memoria presso lo Yad Vaschem a Gerusalemme o una targa nel contiguo Muro della Memoria.

 

Associazione Chenàbura-sardos pro Israele
sede operativa
Via Alberto Lamarmora 88 Cagliari 09124

MUCE-piccolo museo di cultura ebraica
Via Alberto Lamarmora 88 Cagliari 09124
si visita su prenotazione

Giardino dei Giusti fra le Nazioni
Via dei genovesi 118 Cagliari 09124
si visita su prenotazione

presidente@chenabura.it

cell. +393396928227

www.chenabura.it

www.museoebraico.cagliari.it

Giardino dei Giusti