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Alex Bronstein, professore israeliano con un forte legame con la Sardegna, si è trovato al centro di una controversia all’Università di Cagliari. Contestato da manifestanti pro-Palestina, Bronstein ha risposto con fermezza, sottolineando il suo legame con l’isola e la sua apertura al dialogo.

Bronstein, che tiene un corso di informatica all’università, è stato accolto da manifestazioni che chiedevano il boicottaggio delle istituzioni accademiche israeliane. Le proteste sono nate dal suo legame con il Technion di Haifa, accusato di collaborare con l’esercito israeliano.

Nonostante le tensioni, Bronstein ha cercato il dialogo, invitando i manifestanti a un confronto. Tuttavia, ha espresso delusione per il “silenzio assordante” dell’Università di Cagliari, che a suo avviso non ha preso una posizione chiara.

Bronstein ha ribadito il suo legame con la Sardegna, dove vive da oltre vent’anni, e ha dichiarato di non volersi lasciare intimidire. Ha anche espresso il desiderio di rafforzare la collaborazione con l’università, portando studenti sardi in Israele per un’esperienza di scambio culturale.

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Nel 2020, la Brigata Sassari ha assunto il comando del settore Ovest della missione Unifil, la forza di interposizione delle Nazioni Unite in Libano. La cerimonia di passaggio di consegne, svoltasi nella base di Shama, ha visto la Brigata Sassari subentrare ai Granatieri di Sardegna, sotto la supervisione del generale Stefano Del Col, capo missione e comandante di Unifil.

L’evento, a cui hanno partecipato l’ambasciatrice italiana in Libano e autorità locali, ha segnato l’inizio della seconda missione della Brigata Sassari in Libano, dopo il mandato del 2016. In un contesto politico, economico e sociale complesso, aggravato dall’emergenza sanitaria, la Brigata Sassari ha assunto la responsabilità di guidare un contingente di 3.800 “caschi blu” provenienti da 16 nazioni, di cui 1.000 italiani.

La missione di Unifil, basata sulla risoluzione 1701 dell’ONU, mira a monitorare la cessazione delle ostilità tra Israele e Libano, sostenere il governo libanese nel controllo del territorio e dei confini, e assistere la popolazione civile, contribuendo alla stabilità dell’area.

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In un momento di tensione internazionale, la Lega Giovani Sardegna ha voluto manifestare la propria vicinanza alla comunità ebraica di Cagliari. Andrea Piras, coordinatore regionale del movimento, insieme ai giovani leghisti, ha incontrato i rappresentanti dell’Associazione Chenabura per esprimere solidarietà e condannare i recenti attacchi a Israele.

Durante l’incontro, è stato sottolineato il silenzio di molti governi e organizzazioni internazionali di fronte all’escalation di violenza, e ribadito il diritto di Israele all’esistenza. Inoltre, è stato avviato un dialogo con il presidente dell’Associazione, Mario Carboni, per instaurare un rapporto di collaborazione.

La Lega Giovani Sardegna ha ribadito il proprio sostegno a Israele e la necessità di una convivenza pacifica tra i popoli, soprattutto in un territorio segnato da conflitti passati.

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Nel marzo del 2022, la Sardegna ha fatto tappa a Tel Aviv, partecipando con successo all’International Mediterranean Tourism Market (IMTM). Dopo aver promosso le sue bellezze a Parigi al Salone del Turismo, l’isola ha puntato sul mercato israeliano, un bacino turistico di grande interesse.

Uno stand di 100 mq, allestito con cura, ha ospitato operatori turistici sardi e momenti di promozione enogastronomica, attirando l’attenzione di numerosi visitatori e di importanti figure istituzionali.

L’assessore regionale Gianni Chessa ha sottolineato l’importanza del mercato israeliano, che prima della pandemia rappresentava un’importante fonte di introiti per l’Italia. Ha inoltre ribadito l’impegno della Regione a promuovere la Sardegna a livello internazionale, valorizzando le sue risorse naturali, culturali e gastronomiche.

La partecipazione all’IMTM si è rivelata un’occasione preziosa per presentare l’offerta turistica sarda a un pubblico internazionale e per rafforzare i legami con il mercato israeliano.

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Lo spettro delle cavallette è tornato a ripresentarsi nelle campagne isolane, soprattutto in quelle più interne e delle piane siccitose. Tremano a Ottana, a Noragugume a Bitti dove lo scorso anno l’invasione delle locuste aveva devastato campi e raccolti. Erano così tante che persino gli automobilisti di passaggio per le strade di collegamento dovevano tenere i finestrini chiusi per non rischiare di trovarsi l’abitacolo invaso.

Yoav Motro Ottana
Yoav Motro Ottana

La scorsa estate quando ormai le cavallette si erano moltiplicate ed era difficile trovare una soluzione immediata, gli esperti israeliani che accompagnavano la delegazione dell’ambasciatore Dror Eydar in visita nell’isola, si erano recati a Ottana per un sopralluogo e avevano dato consigli utili ai responsabili del settore agricoltura della Regione.

La delegazione era guidata da Yoav Motro, considerato in Israele, la massima autorità nella lotta alle locuste che già allora aveva proposto una campagna di monitoraggio, controllo e disinfestazione con l’aiuto dei droni.

Un metodo che aveva anche riproposto ai sardi partecipando al convegno tenutosi a Cagliari il primo dicembre dello scorso anno:  “agriVerso Agricoltura 5.0, Israele incontra la Sardegna” organizzato dall’associazione Chenàbura in collaborazione con la Confagricoltura Sardegna.

in quell’occasione  Motro aveva spiegato una semplice formula per vincere la battaglia contro questi insetti divoratori: “Tecnologia, con l’utilizzo dei droni, scienza, con l’aiuto di esperti, ma soprattutto un ‘comandante’ che opera e prende le decisioni sul campo”.

In una intervista rilasciata al nostro giornale Yoav Motro si era espresso in questo modo: “gli Israeliani non si possono permettere il lusso dell’inefficienza, abbiamo combattuto le invasione di cavallette con successo in Giordania, In Israele, In Etiopia in luoghi dove le cavallette potevano affamare milioni di persone. La nostra esperienza sul campo durante queste diverse campagne, ha creato un metodo abbinato ad una tecnologia molto efficace, che dobbiamo ancora continuare a sviluppare per il bene di tutti. In un mondo in crisi come il nostro, la produzione alimentare va salvaguardata e diventiamo molto più attenti a non perderla. Quando prima si poteva pensare di semplicemente compensare l’agricoltore adesso bisogna proprio proteggere la produzione e I droni sono uno strumento che permette di fare questo”.

I tempi della burocrazia però non sembrano eguire quelli della natura e tantomeno quelli della riproduzione delle cavallette. Oggi la Sardegna è spaventata, i sindaci hanno chiesto interventi immediati alla Regione Sardegna e la resposnabilità di coordinare la campagna contro le cavallette è stata affidata ad un ente pubblico, Laore che sta cercando di accelerare i tempi per chiedere le autorizzazioni necessarie all’utilizzo dei droni almeno per il monitoraggio.

Gli esperti israeliani con la società Alta sono pronti a fare la loro parte.

Di seguito un video in cui i droni di Alta lottano contro le cavallette

L’attentato perpetrato da un palestinese con documenti israeliani che ha ucciso 7 israeliani innocenti mentre uscivano dalla preghiera a Gerusalemme nel giorno della Memoria della Shoah, seguito stamani da un altro attacco a fuoco sempre nella capitale dello Stato di Israele, è impregnato di odio antisemita. La violenza contro gli ebrei, cresciuta in tutto il mondo, è nient’altro che una pericolosa arma di persecuzione non solo in Israele, ma in Europa e negli USA. Essa colpisce da decenni comunità, sinagoghe, scuole, insegnati, bambini, donne innocenti in troppe capitali Europee, proprio come a Gerusalemme, a Tel Aviv e in altre cittadine israeliane. Tutta questa violenza è sostenuta da incessanti campagne di delegittimazione e di biasimo contro il popolo ebraico e contro Israele, ed è terribile vedere quanto queste campagne di odio adesso, dopo gli attacchi siano seguite da manifestazioni di gioia a Ramallah, a Jenin, a Shkem, a Gerusalemme stessa. Il secondo terrorista che ha colpito un padre e un figlio, aveva solo 13 anni, ed è ancora più terribile quindi immaginare quanto l’odio contro gli ebrei possa in una mente soggetta a un’educazione in cui il terrorismo viene premiato e lodato.

Il CESCA si adopererà per quanto possibile nel suo compito di educazione che aiuti a capire l’ampiezza e la necessità, per tutti, della lotta contro l’antisemitismo.

I copresidenti Marco Carrai, Fiamma NIrenstein