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Mercoledì 29 gennaio alle ore 18:15, la libreria Le Paoline di Cagliari ospiterà un evento speciale: la presentazione del libro “Rabbino, posso farle una domanda?” di Rav Haim Fabrizio Cipriani. Un’occasione unica per incontrare l’autore e approfondire i temi trattati nel suo ultimo lavoro.

Rav Cipriani, figura di spicco della comunità ebraica italiana, ha raccolto in questo libro le domande più frequenti e significative che gli sono state poste nel corso della sua carriera. Un dialogo aperto e sincero, che spazia dai temi teologici alle questioni etiche, dalle tradizioni ebraiche alle sfide della vita moderna.

La presentazione del libro sarà un’opportunità per:

  • Ascoltare la voce dell’autore: Rav Cipriani condividerà con il pubblico le sue riflessioni e le sue risposte alle domande più complesse, offrendo una prospettiva ricca di spunti di riflessione.
  • Approfondire la conoscenza dell’ebraismo: il libro offre una panoramica completa sui temi fondamentali della fede e della cultura ebraica, rendendoli accessibili a un pubblico ampio.
  • Partecipare a un dialogo aperto: la giornalista Alessandra Addari dialogherà con l’autore, stimolando un confronto costruttivo e coinvolgente.

La serata sarà un’occasione per esplorare le domande più profonde sulla fede e la vita ebraica, in un’atmosfera di dialogo e condivisione.

L’evento è aperto a tutti coloro che desiderano approfondire la propria conoscenza dell’ebraismo e dialogare con una figura di riferimento della comunità ebraica italiana.

Non perdete l’occasione di partecipare a questa serata di dialogo e scoperta, un incontro con Rav Haim Fabrizio Cipriani per esplorare le domande più profonde sulla fede e la vita ebraica.

Per maggiori informazioni: Libreria Paoline di Cagliari – tel. 070.656277 • libreria.ca@paoline.it

Qui sono racchiusi anni di studi sulla comunità ebraica vissuta a Cagliari e nel resto dell’isola tra il XIV e il XV secolo e che hanno lasciato una importante eredità culturale nel popolo sardo. Studi in gran parte effettuati da  Cecilia Tasca docente del Dipartimento di Storia e Cultura del Territorio nell’Ateneo sardo e già raccolti in numerosi libri e saggi, ma che ora possono finalmente divenire fruibili a chiunque, attraverso questo portale di facile accesso, sostenuto dall’Amministrazione comunale del capoluogo sardo.

Qui vi si trovano atti notarili, rogiti e documenti che attestano le vicende commerciali e umane delle famiglie ebree vissute nell’isola prima della diaspora del 1492. Nomi e cognomi il cui eco è rimasto tra i sardi di oggi che forse, grazie a questo sito ritroveranno radici lontane ormai dimenticate o rimaste nella leggenda della storia di famiglia.

Una piattaforma  che nasce proprio dalla volontà di rinsaldare un legame che non si è mai interrotto, dalla volontà di unire il passato con  il presente, seguendo le indicazioni del Comune di Cagliari che con una delibera del 26 ottobre del 2020 ha dichiarato come la storia della comunità ebraica del capoluogo debba divenire parte integrande dell’identità cittadina, da riscoprire e valorizzare.

Ed in realtà la storia che ora rinasce questo racconta: quella comunità ebraica vissuta tra il XIV e il XV secolo lasciò un importante eredità in una città, divenuta  finestra della Sardegna verso il Mediterraneo ed il mondo, porta d’ingresso di popoli e culture che ne hanno forgiato l’identità attuale come luogo  inclusivo, ospitale e produttivo.

Gli ebrei arrivarono nell’isola insieme ai Fenici, ma le prime testimonianze della loro presenza si ebbero a partire dalla  rifondazione di Castello da parte dei Pisani. La comunità ebraica si raccolse attorno all’attuale via Santa Croce, per poi integrarsi ad una analoga e più forte comunità ebraica venuta in Sardegna a seguito dei conquistatori catalani e grazie ad un regime franco ritenuto indispensabile per ridare vita al commercio e alle attività finanziarie del Regno di Sardegna.

Si pensa che nel periodo di maggiore espansione la comunità costituisse circa il 10% della popolazione di Cagliari. Della sua presenza prima della espulsione nel 1492 rimangono forti tracce culturali identitarie, sia nella lingua, basti pensare al Venerdì in sardo chiamato Cenabara, cioè la Cena pura ebraica o al mese di settembre che sempre in sardo è Cabudanni cioè il Capodanno ebraico o ancora alla trottola de su barraliccu che si gioca a Cagliari e nelle comunità ebraiche in tutto il mondo a Dicembre per la festa di Chanukkah, durante il solstizio d’inverno e in quasi coincidenza con le festività natalizie. Non solo anche la cultura enogastronomica annovera piatti di derivazione ebrea, si pensi alla panada campidanese o alla bottarga (uova di pesce essiccato presenti anche nei menu degli ebrei sefarditi).  Molte anche le consuetudini e i rituali religiosi che vengono ripetuti da secoli, ma che hanno una forte radice biblica, base portante della cultura e religiosità cattolica.

Alex Bronstein, professore israeliano con un forte legame con la Sardegna, si è trovato al centro di una controversia all’Università di Cagliari. Contestato da manifestanti pro-Palestina, Bronstein ha risposto con fermezza, sottolineando il suo legame con l’isola e la sua apertura al dialogo.

Bronstein, che tiene un corso di informatica all’università, è stato accolto da manifestazioni che chiedevano il boicottaggio delle istituzioni accademiche israeliane. Le proteste sono nate dal suo legame con il Technion di Haifa, accusato di collaborare con l’esercito israeliano.

Nonostante le tensioni, Bronstein ha cercato il dialogo, invitando i manifestanti a un confronto. Tuttavia, ha espresso delusione per il “silenzio assordante” dell’Università di Cagliari, che a suo avviso non ha preso una posizione chiara.

Bronstein ha ribadito il suo legame con la Sardegna, dove vive da oltre vent’anni, e ha dichiarato di non volersi lasciare intimidire. Ha anche espresso il desiderio di rafforzare la collaborazione con l’università, portando studenti sardi in Israele per un’esperienza di scambio culturale.

Leggi l’intervista completa su Cagliari Today

La Sardegna, spesso identificata con la scintillante Costa Smeralda, cela un patrimonio storico e naturale che merita di essere scoperto. Oltre alle spiagge da sogno e ai resort di lusso, l’isola custodisce antiche città, tradizioni millenarie e un passato ebraico sorprendentemente ricco.

A Cagliari, la capitale, le tracce di una comunità ebraica fiorente si intrecciano con la storia della città. Passeggiando per le vie del centro, si incontra il “Ghetto degli Ebrei”, un quartiere che testimonia la presenza ebraica dal XIII al XV secolo. La Basilica di Santa Croce, un tempo sinagoga, è un altro luogo di interesse storico.

Il Castello, la cittadella medievale che domina la città, offre una vista panoramica mozzafiato. Tra le sue mura, si respira un’atmosfera antica, ma viva, grazie alla presenza dell’università e delle abitazioni private. Le torri pisane, come la Torre dell’Elefante, narrano storie di prigionia e di dominazione spagnola. La Cattedrale di Santa Maria, con la sua architettura stratificata, è un esempio affascinante delle diverse epoche storiche.

A breve distanza da Cagliari, sorge Nora, un’antica città fenicia e romana. Le rovine, in parte sommerse, svelano mosaici ben conservati, terme e un piccolo teatro. Un tour di snorkeling permette di esplorare la città sommersa, mentre la vicina spiaggia offre un momento di relax.

Lontano dalla costa, l’entroterra sardo rivela paesaggi selvaggi e tradizioni autentiche. Un’escursione sul Monte Santo di Pula, a bordo di un fuoristrada, conduce a un altopiano dove il tempo sembra essersi fermato. Qui, si incontrano pastori che producono il pecorino secondo metodi antichi, un’esperienza sensoriale indimenticabile.

La Sardegna autentica è un viaggio attraverso il tempo e lo spazio, un’esperienza che va oltre i cliché turistici, alla scoperta di un’isola ricca di storia, natura e tradizioni.

Leggi l’articolo completo su The Jewish Chronicle

La Sardegna, un’isola rinomata per la sua bellezza ultraterrena, seconda solo alla Sicilia per dimensioni nel Mediterraneo, ha attirato nel corso dei secoli numerose ondate di invasori. Fenici, Cartaginesi, Romani, Bizantini, Arabi, le città-stato italiane di Pisa e Genova, e il Regno spagnolo d’Aragona si sono succeduti nel dominio dell’isola. Anche Garibaldi, affascinato dalla sua bellezza, scelse di trascorrere gli ultimi anni della sua vita a Caprera, in Sardegna.

Nonostante sia famosa per le sue spiagge e i resort di lusso, la Sardegna custodisce gelosamente i suoi antichi segreti. Tuttavia, per i pellegrini della storia ebraica, questi segreti si rivelano, una storia alla volta.

L’Inizio della Storia Ebraica Sarda

Le prime testimonianze sugli ebrei in Sardegna provengono da Flavio Giuseppe, uno studioso romano-ebraico del I secolo. Egli registrò che nel 19 d.C., quattromila ebrei furono deportati a Roma in Sardegna dall’imperatore Tiberio. Nonostante l’imperatore sperasse che gli ebrei perissero sull’isola, i loro numerosi discendenti costruirono una vita prospera, diventando indispensabili per i governanti dell’isola nel commercio, nella finanza, nel prestito di denaro, nell’artigianato e nella medicina.

Durante il dominio aragonese, gli ebrei di Alghero erano esenti dal pagamento dei dazi doganali e potevano persino esporre lo stemma reale sulla sinagoga. Oltre ad Alghero, fiorenti comunità esistevano in altre città sarde, come Sinai, Nora e Cagliari.

Tracce del Passato Ebraico

La Sardegna è uno dei pochi luoghi in Italia con catacombe contenenti iscrizioni ebraiche scritte in “ebraico-latino”. Anche la lingua sarda conserva tracce di una presenza ebraica, con parole come “caputanni” per settembre, una traduzione letterale di Rosh Hashanah.

A Cagliari, nel quartiere Il Castello, l’antico Ghetto degli Ebrei è una meta per i pellegrini della storia ebraica. La chiesa di Santa Croce, costruita sulla struttura della sinagoga principale, e il “Centro Comunale d’Arte e Cultura il Ghetto”, un’ex caserma militare, testimoniano la presenza ebraica.

Nora e l’Alfabeto Fenicio

Nora, una città antica fondata nell’XI secolo a.C., è legata alla storia ebraica attraverso la Stele di Nora, un’iscrizione del IX secolo a.C. considerata il primo alfabeto. I Fenici, un popolo semitico che parlava una lingua simile all’ebraico, colonizzarono la Sardegna, attratti dalla sua posizione strategica e dalle risorse minerarie.

La rinascita della Comunità Ebraica

Dopo l’istituzione dello stato italiano unificato nel 1880, alcune famiglie ebraiche sarde tornarono sull’isola, ma la maggior parte dei loro discendenti fu uccisa durante l’Olocausto. Oggi, nonostante la presenza di pochi ebrei e l’assenza di una comunità ebraica formale, un numero crescente di persone riscopre le proprie radici ebraiche.

Nel 2013, una piazza di Alghero è stata rinominata “Plaça de la Juharia”, e la Sardegna si impegna a preservare la memoria della sua storia ebraica. Rabbi Barbara Aiello, la prima rabbina riformata in Italia, ha officiato numerose conversioni, Bar Mitzvah e matrimoni per i discendenti degli Anousim, coloro che furono costretti a rinunciare alla loro identità ebraica.

Un futuro di tolleranza

In un contesto europeo segnato dall’antisemitismo, la Sardegna e la Sicilia rappresentano un capitolo di speranza. La distruzione delle sinagoghe non ha spento lo spirito ebraico, e la riscoperta delle radici ebraiche è una testimonianza di resilienza e identità.

Leggi l’articolo completo su Global Travel Authors

“Gli ebrei tornano in Sardegna. In fondo, non dovrebbe essere una notizia così rilevante per un’isola: ci siamo stati e ce ne siamo andati più volte nel corso della storia. Ma dopo una storia movimentata che risale a migliaia di anni fa, che include esilio, espulsione e decimazione, una comunità sta lentamente ricominciando a formarsi su queste coste.” Caron Bluestone racconta così su Jewish News la sua esperienza di viaggio sulla nostra isola.

Questa è la mia quinta volta su questa meravigliosa isola, che vanta 2.000 km di costa eccezionale, e ogni visita è diversa man mano che la nostra famiglia cresce. Gli italiani amano i bambini e si prendono cura di loro. La Sardegna è quasi un paradiso tropicale ed è a sole due ore di volo da Londra Luton con easyJet.

I primi ebrei arrivarono qui più di due millenni fa, essendo stati esiliati durante i tempi dell’Impero Romano, nell’anno 19 d.C. Non è rimasta molta storia ebraica tangibile oggi, anche se le influenze ebraiche permangono; la parola sarda per venerdì, cenabura, prende il suo significato dal latino cena pura – festa pura – o pasto di Shabbat e caputanni, che significa capo dell’anno, da Rosh Hashanah, è usato per indicare il mese di settembre.

Sant’Antioco, un’isola raggiungibile in traghetto o in auto dal sud della Sardegna, ospita probabilmente i reperti ebraici più interessanti. All’interno delle sue catacombe, i visitatori possono ancora vedere iscrizioni scritte in ebraico e latino in uno dei pochi luoghi in cui si possono trovare in Italia.

Nel 1325, quando la Sardegna passò sotto il dominio spagnolo, la vita divenne più piacevole per la comunità ebraica. Gli ebrei spagnoli iniziarono ad arrivare, così come famiglie da Marsiglia. Molti vivevano nella capitale, Cagliari, che un tempo ospitava una grande sinagoga. La comunità più grande era ad Alghero. Ma, proprio mentre la comunità iniziava a prosperare, la Spagna iniziò a perseguitare i suoi cittadini ebrei, prima rendendo illegale l’immigrazione sotto pena di morte e infine, nel 1492, con l’espulsione.

Molti andarono a Malta, in Grecia e in Calabria. Non tornarono fino al XIX secolo con le rivoluzioni negli stati italiani nel 1848 e l’emancipazione ebraica, solo per la comunità ad essere decimata ancora una volta dalla Shoah.

Oggi, la Sardegna è vista come un’isola di opulenza e lusso, e per i turisti ebrei, le cose non potrebbero andare meglio. Ci sono molte opzioni kosher disponibili e, sebbene non ci sia una sinagoga attiva, una nascente comunità ebraica ha iniziato a emergere.

Ci siamo diretti verso l’incontaminato nord-est al Delphina’s 4* Park Hotel Cala Di Lepre, situato a breve distanza con la navetta dell’hotel dal grazioso porto di Palau. I visitatori qui possono godere di suite a un piano, progettate per integrarsi perfettamente in uno splendido parco che presenta più flora e fauna di una riserva naturale e abbastanza bougainvillea da soddisfare il Chelsea Flower Show.

Eravamo a pochi passi dal mare calmo e turchese e dalla spiaggia privata, anche se ci sono anche tre piscine, tra cui un’area dedicata ai bambini, all’hotel. C’è anche un superbo club per bambini, aperto fino alle 23:00 tutti i giorni.

La nostra casa per la settimana era una bellissima suite con due camere da letto recentemente rinnovata, che offriva molto spazio per la nostra famiglia di quattro persone.

Un avvertimento: questo è decisamente un posto per i più attivi. La posizione dell’hotel su una collina ripida significa che le viste sono mozzafiato da quasi ogni punto di vista, ma preparatevi a smaltire quei sontuosi buffet!

I buongustai saranno molto felici qui. Scegliete l’opzione di mezza pensione, o se osate, la pensione completa e sarete accolti da buffet stracolmi di antipasti freschissimi di carne, pesce e vegetariani, oltre a opzioni senza glutine. Poi ci sono le opzioni di pasta, pizza e pesce come piatto principale e, se avete ancora spazio, dessert da far venire l’acquolina in bocca. E, per pasti extra-speciali, Le Terrazze offre un ristorante à la carte più intimo.

La nostra settimana in Sardegna è volata via, con mattinate trascorse in piscina e i ragazzi che si godono il calcio e il tiro con l’arco, e pomeriggi sulla spiaggia, guardando il mare cristallino, mentre tentavano di prendere pesci nei loro secchielli.

L’ultimo giorno, sono andata alla spa dell’hotel, una destinazione a sé stante completa di tre piscine, per un massaggio che mi ha fatto scivolare in uno stato di beatitudine.

Mentre la nostra vacanza giungeva al termine, abbiamo salutato la Sardegna ancora una volta, questa isola che offre un pezzo di paradiso. Senza dubbio torneremo.”

Leggi il racconto completo su Jewish News

Su Jewish Travel Agency, Sophia Kulich propone un itinerario di viaggio per riscoprire le radici ebraiche in Sardegna:

SULLE TRACCE DEGLI EBREI IN SARDEGNA

Esplora una delle isole più belle d’Europa! Le parole sembrano inadeguate per descrivere l’effettiva divinità dei paesaggi naturali della Sardegna. Qui, dove meravigliose scogliere incontrano acque placide e smeraldine e una flora ultraterrena ricopre pendii montuosi e letti di fiumi, ci troviamo in uno dei pochi luoghi in Europa ancora intatti e protetti dal tempo.
Scopriamo tutto questo in questo tour eccezionale!

Giorno 1: Arrivo a Cagliari e Scoperta della Juharia

  • Mattina:
    • Arrivo all’aeroporto di Cagliari e trasferimento in città.
    • Passeggiata nel quartiere di Castello e visita della Juharia, l’antico quartiere ebraico.
    • Visita della chiesa di Santa Croce, costruita sull’antica sinagoga.
    • Esplorazione dell’area impropriamente chiamata “ghetto ebraico” e analisi dell’arrivo degli ebrei in Sardegna.
  • Pomeriggio:
    • Visita di Nora, antica città costiera con le prime comunità ebraiche.
    • Incontro con la società culturale ebraica “Chenàbura-Sardos pro Israele” a Cagliari.
    • Racconti sulla comunità ebraica di Cagliari.
    • Pernottamento in hotel nel centro di Cagliari.

Giorno 2: Sant’Antioco e Carloforte: Catacombe e Tradizioni Liguri

  • Mattina:
    • Trasferimento a Sant’Antioco e visita delle catacombe, con sepolcri cristiani ed ebraici e iscrizioni in ebraico e latino.
  • Pomeriggio:
    • Trasferimento a Calasetta e traghetto per l’isola di San Pietro.
    • Visita di Carloforte, borgo ligure con stradine colorate e fortificazioni antiche.
    • Ritorno a Cagliari per cena e pernottamento.

Giorno 3: Giganti di Mont’e Prama e Tharros: Archeologia e Storia Antica

  • Mattina:
    • Esplorazione della penisola del Sinis e visita del museo dei Giganti di Mont’e Prama a Cabras.
  • Pomeriggio:
    • Visita del sito archeologico di Tharros, con testimonianze nuragiche, fenicie, cartaginesi, romane, bizantine e medievali e reperti ebraici.
    • Visita del singolare villaggio di San Salvatore.
    • Cena e pernottamento nella zona di Oristano.

Giorno 4: Fordongianus e Oristano: Terme Romane e Storia Medievale

  • Mattina:
    • Visita di Fordongianus, con terme romane, chiesa di San Lussorio e casa aragonese, e scoperta del centro ebraico con cimitero.
  • Pomeriggio:
    • Visita di Oristano, con torre di San Cristoforo, monumento di Eleonora d’Arborea, siti dell’antica sinagoga e Juharia, e museo Antiquarium Arborense.
    • Cena e pernottamento nella zona di Oristano.

Giorno 5: Bosa e Alghero: Borghi Pittoreschi e Influenze Catalane

  • Mattina:
    • Visita di Bosa, borgo colorato con case lungo il fiume Temo e testimonianze della comunità ebraica.
  • Pomeriggio:
    • Trasferimento ad Alghero, la “piccola Barcellona”, e visita dell’ex Juharia e della Torre degli Ebrei.
    • Pernottamento ad Alghero.

Giorno 6: Sassari e Porto Torres: Storia Ebraica e Archeologia Unica

  • Mattina:
    • Visita di Sassari e del suo centro storico, con il quartiere di San Nicola, l’antica Juharia.
    • Visita del sito archeologico di Monte d’Accoddi.
  • Pomeriggio:
    • Visita di Porto Torres, con ritrovamenti di iscrizioni ebraiche e un anello con menorah.
    • Pernottamento ad Alghero.

Giorno 7: Olbia e la Costa Nord-Orientale: Nuraghe e Origini Ebraiche

  • Mattina:
    • Visita del Nuraghe di Santu Antine a Torralba.
    • Trasferimento a Olbia e visita della Basilica di San Simplicio, con ipotesi sull’origine ebraica del nome “Gallura”.
  • Pomeriggio:
    • Tempo libero a Olbia.
    • Pernottamento nella zona di Olbia.

Giorno 8: Partenza da Cagliari

  • Mattina:
    • Trasferimento all’aeroporto di Cagliari e partenza.

Scopri il tour completo su Jewish Travel Agency 

In un momento di tensione internazionale, la Lega Giovani Sardegna ha voluto manifestare la propria vicinanza alla comunità ebraica di Cagliari. Andrea Piras, coordinatore regionale del movimento, insieme ai giovani leghisti, ha incontrato i rappresentanti dell’Associazione Chenabura per esprimere solidarietà e condannare i recenti attacchi a Israele.

Durante l’incontro, è stato sottolineato il silenzio di molti governi e organizzazioni internazionali di fronte all’escalation di violenza, e ribadito il diritto di Israele all’esistenza. Inoltre, è stato avviato un dialogo con il presidente dell’Associazione, Mario Carboni, per instaurare un rapporto di collaborazione.

La Lega Giovani Sardegna ha ribadito il proprio sostegno a Israele e la necessità di una convivenza pacifica tra i popoli, soprattutto in un territorio segnato da conflitti passati.

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Nel maggio 2022, il Teatro Lirico di Cagliari ha ospitato un evento musicale di grande prestigio: il concerto del pianista israeliano Tom Borrow. Il giovane artista, astro nascente del concertismo internazionale, ha offerto al pubblico cagliaritano un programma ricco e variegato, spaziando dalle atmosfere romantiche di Chopin alle sonorità più moderne di Janáček e Prokof’ev.

La serata si è aperta con la Sonata in mi bemolle minore per pianoforte “1.X.1905” di Leoš Janáček, un’opera intensa e appassionata. A seguire, Tom Borrow ha eseguito tre capolavori di Fryderyk Chopin: la Fantasia in fa minore op. 49, la Ballata n. 3 in La bemolle maggiore op. 47 e la Polacca-Fantasia in La bemolle maggiore op. 61. Il concerto si è concluso con la Sonata n. 6 in La maggiore op. 82 di Sergej Prokof’ev, un’opera complessa e virtuosistica.

La performance di Tom Borrow ha incantato il pubblico, che ha apprezzato la sua tecnica impeccabile e la sua sensibilità interpretativa. Un viaggio musicale emozionante, che ha confermato il talento di questo giovane pianista israeliano.

Nel febbraio del 2023, la Sardegna ha ospitato un evento di danza di risonanza internazionale: la Koresh Dance Company (USA) ha portato in scena “La Danse & Bolero”, uno spettacolo che ha affascinato il pubblico di Sassari e Cagliari.

Le coreografie di Ronen “Roni” Koresh, coreografo israeliano di fama mondiale, hanno dato vita a un dialogo tra arte e musica. “La Danse”, ispirata ai dipinti di Henri Matisse, ha portato sul palco un’esplosione di colori e movimenti, mentre “Bolero”, sulle note dell’omonima composizione di Maurice Ravel, ha trascinato il pubblico in un crescendo di energia e ritmo.

Gli spettacoli, tenutisi al Teatro Comunale di Sassari e al Teatro Massimo di Cagliari, hanno visto protagonisti i talentuosi ballerini Melissa Rector, Micah Geyer, Kevan Sullivan, Robert Tyler, Sarah Shaulis, Paige Devitt, Callie Hocter, Devon Larcher e Savanna Mitchell. La loro interpretazione ha reso omaggio alla versatilità e alla capacità della Koresh Dance Company di esplorare diverse sfaccettature della danza e della vita.

“La Danse & Bolero” ha rappresentato un momento di grande emozione per il pubblico sardo, che ha potuto apprezzare la bellezza e l’energia di questa compagnia, per la prima volta in Italia e in Sardegna.

Nel cuore del quartiere Castello di Cagliari, si nasconde un pezzo di storia poco conosciuto: la “Juharia”, l’antico quartiere ebraico. Un luogo dove, tra il 1323 e il 1492, visse una comunità fiorente, prima di essere costretta all’esilio dall’editto di espulsione della corona spagnola.

Oggi, passeggiando tra i vicoli di Castello, è possibile ripercorrere le tracce di quella presenza: dalla sede dell’Associazione Chenàbura, che custodisce oggetti della tradizione ebraica, alla panoramica via Santa Croce, dove sorgeva l’antica sinagoga. Via de la Fontana, via de Orifanti e via Stretta raccontano di un quartiere vivace, con la sua fonte d’acqua, i suoi commerci e i suoi luoghi di culto.

La “Juharia” di Cagliari è solo un capitolo di una storia più ampia, che affonda le sue radici nell’antica Roma, quando l’imperatore Tiberio inviò in Sardegna quattromila ebrei. Una presenza che, tra alti e bassi, ha segnato la storia dell’isola, lasciando tracce ancora visibili tra le vie di Castello.

Leggi l’articolo completo su Visit Jewish Italy

Nel cuore del cimitero di San Michele a Cagliari, tra le lapidi di soldati inglesi, si nasconde una stella di David. È la tomba del soldato L. Joseph, un ebreo sudafricano caduto in Sardegna nel 1943. La sua storia è solo una delle tante che raccontano il coraggio dei soldati ebrei che hanno combattuto nella Seconda Guerra Mondiale, un legame spesso dimenticato tra la Sardegna e la Resistenza ebraica.

L’articolo di Alessandro Matta per l’Unione Sarda ci porta in un viaggio nel tempo, alla scoperta di altre storie di eroi ebrei che hanno incrociato il loro destino con la Sardegna. Renzo Cavaglione, ad esempio, dopo aver combattuto con gli Alleati, lavorò a Cagliari per l’ufficio di propaganda. Renzo Coen, nipote di una professoressa ebrea espulsa da Sassari, si unì alla lotta partigiana in Val d’Ossola. Bruno Cevidalli, cagliaritano, combatté nella Resistenza e aiutò prigionieri inglesi e americani.

Queste storie ci ricordano che la Resistenza ebraica non è solo un capitolo della storia europea, ma ha toccato da vicino anche la nostra isola. Un legame che merita di essere riscoperto e celebrato.

Leggi l’articolo completo su l’Unione Sarda

Il 26 marzo 2024, Cagliari diventa il punto di riferimento per la cooperazione europea nel Mediterraneo. L’aula Magna della Facoltà di Ingegneria ospiterà un evento informativo sul Programma Interreg NEXT MED, un’occasione imperdibile per scoprire le opportunità di finanziamento offerte dall’Unione Europea.

L’incontro, organizzato dall’Autorità di Gestione Interreg NEXT MED e dallo sportello Europe Direct “Regione Sardegna”, si rivolge a tutti gli attori del territorio sardo interessati a partecipare a progetti di collaborazione nel bacino del Mediterraneo. Un’opportunità per conoscere i programmi di cooperazione territoriale europea e, in particolare, il primo bando NEXT MED, con un finanziamento di 103 milioni di euro.

La Sardegna, in qualità di Autorità di Gestione, è al centro di questo programma, che coinvolge 15 Paesi del Mediterraneo: Algeria, Cipro, Egitto, Francia, Giordania, Grecia, Israele, Italia, Libano, Malta, Palestina, Portogallo, Spagna, Tunisia, Turchia. L’obiettivo è promuovere uno sviluppo intelligente, sostenibile ed equo. Un’occasione per costruire ponti tra culture e territori, e per dare vita a progetti innovativi e di impatto.

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Il 26 gennaio 2024, il Conservatorio Pierluigi da Palestrina di Cagliari ha ospitato una toccante cerimonia in occasione del Giorno della Shoah. Un momento di riflessione profonda, arricchito dal dialogo tra Ignazio Artizzu, Capo redattore di Rai3 Sardegna, e Bruno Spinazzola, vicepresidente dell’associazione Chenàbura Sardos pro Israele.

Il dialogo ha affrontato il tema della persistenza dell’antisemitismo, con Spinazzola che ha sottolineato come la Shoah non sia un evento relegato al passato, ma un trauma che continua a riverberarsi nel presente.

Spinazzola, rifugiato di seconda generazione, ha condiviso la storia della sua famiglia, segnata dall’espulsione dalla Tunisia negli anni ’50. Ha poi ricordato le due tragedie che hanno colpito il popolo ebraico nel XX secolo: la Shoah e l’espulsione degli ebrei dai paesi arabi.

Il massacro del 7 ottobre in Israele è stato un punto centrale della discussione. Spinazzola ha paragonato l’evento a una “mini-Shoah”, un trauma che ha rievocato le atrocità del passato. Ha poi evidenziato la differenza tra il massacro di civili e il combattimento tra eserciti, sottolineando la crudeltà e la natura indiscriminata dell’attacco di Hamas.

Artizzu ha introdotto il termine “Pogrom”, chiedendo a Spinazzola un’analisi degli eventi del 7 ottobre. Spinazzola ha ribadito la natura di massacro dell’attacco, distinguendolo dal conflitto in corso a Gaza.

La discussione si è spostata sull’importanza di riconoscere le nuove forme di antisemitismo e le ideologie genocidarie che si manifestano nel presente. Spinazzola ha messo in guardia contro l’illusione che la Shoah non possa ripetersi, sottolineando la necessità di “cambiare occhiali” per riconoscere le nuove minacce.

Il dialogo si è concluso con una riflessione sulla pace e sulla necessità di un cessate il fuoco, condizione preliminare per qualsiasi prospettiva di pace. Spinazzola ha condiviso le lezioni apprese dalla Shoah: la necessità di rimanere lucidi, di credere alle minacce, di riconoscere l’importanza della difesa e di affrontare le notizie difficili senza illusioni.

La cerimonia ha offerto un momento di riflessione profonda sulla memoria della Shoah e sulla sua rilevanza nel presente, un monito contro l’indifferenza e l’odio.

Il 27 gennaio 2024, il Piccolo Museo di Cultura Ebraica di Cagliari ha ospitato la presentazione del libro di Alessandro Matta, “Gli ebrei della Sardegna durante le leggi antiebraiche e la Shoah”. Un’opera importante, che ricostruisce un capitolo doloroso della storia sarda, dalle leggi razziali del 1938 alla Shoah.

Il libro, edito da La Giuntina e frutto di una lunga ricerca, si interroga su cosa accadde alle poche famiglie ebree presenti in Sardegna durante quegli anni bui. Come reagirono i sardi? Quale fu il ruolo delle autorità? E come gli ebrei sopravvissuti contribuirono alla ricostruzione del dopoguerra?

Attraverso documenti d’archivio, testimonianze e storie di vita, Alessandro Matta ci restituisce un quadro vivido e commovente di un’epoca che non deve essere dimenticata. Un libro che è un monito contro l’odio e l’intolleranza, e un tributo alla memoria di chi ha sofferto.

Leggi la notizia completa su Museoebraico.cagliari

L’associazione Chenàbura in collaborazione con l’UCEI col patrocinio dell’AEPJ e della Regione Sardegna

Presenta

“La bellezza”
Settimana della Cultura Ebraica 2023
10 – 17 Settembre – Cagliari

Relazioni, letture, cinema, lingua di un popolo che ancora così poco conosciamo.

Le giornate si svolgeranno a Cagliari nella Sede dell’Associazione Chenàbura in via Alberto Lamarmora, 88.

Gli appuntamenti si svilupperanno nell’arco della settimana dal 10 al 17 Settembre con ospiti, proiezioni di film, presentazioni di relazioni, discussioni, tour guidati all’interno dell’antica Giuderia cagliaritana per permettere ad un pubblico sempre più vasto di conoscere la cultura e le vicende del popolo ebraico di oggi e di ieri.

Il tema dominante dell’anno 2023 è La bellezza declinata ebraicamente e le donne in Israele protagoniste del nuovo millennio.

La rassegna dei film israeliani è a cura di Alessandro Matta, coordinamento Bruno Spinazzola.

Alle attività collaboreranno i soci dell’Associazione Chenàbura.
Tutte le partecipazioni sono gratuite.

 

Sono gradite le prenotazioni non vocali via WhatsApp con nome e cognome e numero di richieste di partecipazione ad una o più giornate al numero 339 6928227 e via chenabura@gmail.com

Per i tour prenotare tramite telefono/sms/whatsapp al numero 348 5223897 o compilando il form PRENOTA IL TUO TOUR nel sito www.meandsardinia.it

PROGRAMMA

Tutti gli eventi si svolgeranno in presenza nella sede dell’Associazione Chenàbura: Via Alberto Lamarmora, 88 Cagliari, tranne il Venerdì 15 settembre nel Giardino dei giusti – Via dei Genovesi, 118

 

Domenica 10 settembre  

Giornata europea della cultura ebraica

19:00 – Conferenza D.ssa Gigliola Sacerdoti-Mariani

LA “BELLEZZA” DI UN LIBRO DI PREGHIERE – FORLI’, 1383

Conferenza di Gigliola Sacerdoti-Mariani Università di Firenze, sul tema della Bellezza nel messaggio ebraico, attraverso l’analisi di un libro di preghiere scritto in ebraico a Forli nel 1383 e decorati da straordinarie miniature

Discussione


Lunedì 11 settembre  

19:00 – Proiezione del film MEDUSE
Regia di Shira Geffen e Etgar Keret.

Batya una cameriera a Tel Aviv si prende cura di un bambino dal passato oscuro; Keren una novella sposa scappa dai festeggiamenti rompendosi una gamba; Joy una donna filippina ha lasciato il figlio al paese d’origine.

Dibattito

 

Martedì 12 settembre  

h 19:00 – Proiezione del film VIVIANE
Regia di Shlomi e Ronit Elkabet.

Da cinque anni Viviane Amsalem cerca invano di ottenere il divorzio dal marito Elisha davanti all’unica autorità che in Israele possa concederlo: il tribunale rabbinico.

Dibattito

 

Mercoledì 13 settembre  

h 19:00 – Conversazione con Sergio Caschili

Conversazione sul tema “ LA VIA EBRAICA ALLA FELICITA’ : Intendiamoci sulle parole”. A cura di Sergio Caschili esperto di cultura e tradizioni ebraiche

h 20:00 – Proiezione del film LIBERE DISSOBBEDIENTI INNAMORATE
Regia di Maysaloun Hamoud.

Ambientato in una Tel Aviv liberale ma anche patrialcale racconta la storia di tre arabe israeliane che diverse fra di loro condividono un appartamento, con una riflessione a cuore aperto sull’indipendenza femminile dovendo fare fronte comune contro le discriminazioni.

Dibattito

 

Giovedì 14 settembre  

h 17:30 – Tour guidato della Giuderia con inizio in Piazza Aquilino Cannas (Porta Cristina ).
Tour guidato della Giuderia a cura di Roberta Carboni con visita finale al MUCE – Piccolo Museo di Cultura Ebraica

h 19:00 – Conferenza di Edoardo Tabasso

Relazione: L’IRRESISTIBILE BELLEZZA DELLE SERIE ISRAELIANE a cura di Edoardo Tabasso sociologo e scrittore

Discussione

 

Venerdì 15 settembre

h 17:30 – Tour guidato della Giuderia con inizio in Piazza Aquilino Cannas (Porta Cristina)

Tour guidato della Giuderia a cura di Roberta Carboni con visita finale al Giardino dei Giusti di Sardegna nella Shoah.

h 18:30 – Giardino dei giusti – Via dei Genovesi, 118
Incontro “PERCHE’ IL GIARDINO DEI GIUSTI” e brevi biografie dei Giusti sardi a cura di Mario Carboni

h 19:00 – Conferenza “LA BELLEZZA DELL’ALTRUISMO A RISCHIO DELLA VITA” a cura di Alessandro Matta.

 

Domenica 17 settembre  

h 17:30 – Tour guidato della Giuderia con inizio in Piazza Aquilino Cannas (Porta Cristina).
Tour guidato della Giuderia a cura di Roberta Carboni con visita finale al MUCE – Piccolo Museo di Cultura Ebraica

h 19.00 – Conferenza Audiovisivo e relazione su “LA BELLA RINASCITA DELLA LINGUA EBRAICA” esempio per le lingue minoritarie e meno diffuse.
A cura di Diego Corràine studioso di politica linguistica ed editore

Discussione

 

 

 

Ronen “Roni” Koresh ha portato in Sardegna nel febbraio scorso la sua compagnia,  ospite della Cedac/ Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna, la principale organizzazione di spettacoli dell’isola.

Due le piazze coperte, quella al Teatro Comunale di Sassari, e l’altra  al Teatro Massimo di Cagliari. Lo spettacolo  “La Danse & Bolero” comprende l’avvincente racconto per quadri ispirato ai celebri dipinti di Henri Matisse, figura di spicco della corrente artistica dei Fauves, dall’innovativo e già dirompente “Le bonheur de vivre” alle due versioni de “La Danse”, custodite rispettivamente al Museum of Modern Art di New York e al Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo e l’inedita coreografia ispirata al “Boléro” di Maurice Ravel, costruita su una metrica incalzante e ipnotica, in un crescendo ricco di energia e pathos culminante nel travolgente e quasi parossistico finale.

«Penso che questi due lavori siano una meravigliosa rappresentazione della versatilità e della capacità della Koresh Dance Company di esplorare molti aspetti diversi della vita e della danza» – ha affermato il coreografo e direttore artistico Ronen “Roni” Koresh .

La Dance”, trasfigurazione coreutica dell’arte di Matisse su musiche composte da John Levis, impreziosita dai testi poetici scritti e recitati da Karl Mullen, nasce da uno spunto quasi autobiografico: «Il poster de “La Danse” era appeso nella mia camera da letto quando ero bambino, e mi piaceva per i colori e il disegno dei corpi, ma non lo guardavo da persona matura, ero un bambino… e l’ho adorato» – racconta Ronen Koresh –. «Cinque anni fa, questo dipinto è apparso su Facebook insieme alla storia di un’opera di Matisse rubata a una famiglia durante la seconda guerra mondiale e successivamente recuperata e restituita ai legittimi proprietari. Allora si è risvegliato di nuovo il mio interesse, mi sono soffermato a guardarlo, ma questa volta con occhi diversi. Ho iniziato a vedere il vero significato dietro a questo meraviglioso dipinto. Potevo vedere la vita intorno a noi, il cielo blu e la terra verde e le persone in cerchio che si aggrappavano. Potevo vedere il dolore, potevo vedere la gioia, potevo vedere la lotta e la forza all’interno del cerchio della vita. Questo mi ha ispirato a creare le mie storie su ciò che avevo vissuto, guardando il dipinto. Il mio lavoro come coreografo si occupa di umanità, relazioni e comunità. Ecco perché questo dipinto era perfetto per ciò che aspiro a creare».

Tra i capolavori della storia del balletto, il “Boléro” di Maurice Ravel, creato per Ida Rubinštejn (che lo eseguì per la prima volta all’Opéra national de Paris il 22 novembre 1928, con la coreografia di Bronislava Nijinska), ha affascinato grandi coreografi: «Ho sempre voluto coreografare il “Boléro” e sono sempre stato ispirato dalla musica di Ravel» – rivela Ronen Koresh –. «Trovo che abbia molti strati diversi e poiché molti coreografi si sono espressi attraverso questo particolare brano musicale, ho voluto condividere anche la mia interpretazione. Dopo molti tentativi, ho trovato la mia strada attraverso la grande quantità di infinite espressioni, ed è così che il mio “Bolero” ha preso vita. Nel mio studio c’era una finestra sull’atrio, dove i ragazzi si incontrano per socializzare e aspettano l’inizio della lezione dopo le mie prove. Ci stavano guardando mentre provavamo Boléro, e io ho guardato attraverso la finestra e ho visto tutti i bambini che ballavano intorno. Erano davvero buffi e si muovevano in modo molto naturale seguendo la musica. Sono rimasto stupito e ho pensato: “ecco il mio Bolero”. È stato proprio lì, con i bambini intenti a ballare senza paura, con la semplicità e l’innocenza dell’infanzia, che ho trovato l’ispirazione per creare la mia versione del “Bolero”. Il coreografo israeliano non teme i confronti con i grandi maestri: «Il passato mi ha sempre guidato e mi ha portato dove sono oggi, quindi sono grato a tutti i grandi coreografi che sono venuti prima di me. Ho imparato così tanto da loro e oggi esprimo le mie esperienze. Spero di essere un’ispirazione per i coreografi più giovani che verranno».

«La danza è la mia vita e la vita è una danza» – dichiara Ronen “Roni” Koresh –. «Fin da quando ero bambino, mi è sempre piaciuto mostrare ad altri bambini i passi che stavo inventando. Mi piaceva condividere il movimento con le persone. Penso che sia stato l’inizio della mia carriera di coreografo. Amo la narrazione. Amo intrattenere le persone e amo condividere il mio amore per l’arte, specialmente attraverso la danza». Tra i suoi maestri, gli insegnanti che hanno contribuito alla sua formazione, l’artista cita: «In Israele mia madre, Yona Koresh, e poi Alida Gera, Micah Deri, Nira Paz, Moshe Romano. In America Martha Graham, molti insegnanti di Alvin Ailey, Shimon Brown, Luigi e molti altri».

Nel 1991 il coreografo ha fondato la sua compagnia, la Koresh Dance Company: «Ho sempre avuto un certo talento nel creare la danza, nel costruire coreografie per gli studenti. Quando insegnavo alla University of the Arts, ho visto molti studenti laurearsi e la prima domanda che si ponevano era: “dove vado da qui?”. Non era facile trovare una risposta, perché non c’erano molte compagnie di danza in giro mentre c’erano molti ballerini» – ricorda Ronen “Roni” Koresh –. «I miei danzatori mi chiedevano di fondare una compagnia. Ero spaventato. Non pensavo di poterlo fare, ma quando mi sono guardato intorno e ho visto tutti quei meravigliosi volti di artisti pieni di talento, ho deciso di farlo. È stata una decisione difficile e ha richiesto un grande impegno, tanto duro lavoro. Ci sono voluti molti anni perché la compagnia si affermasse e diventasse ciò che è oggi. Col senno di poi, è stato un modo per me di restituire qualcosa alla mia comunità».

Come nasce una coreografia? «La mia ispirazione viene principalmente dalle persone e dagli eventi che danno forma alle nostre vite, e dal desiderio di affinare la mia capacità di comunicare in modo più efficace e significativo attraverso l’arte della danza» – dichiara Ronen “Roni” Koresh –. E annuncia: «Il mio prossimo progetto si chiama “Masquerade”: è una creazione collettiva, un’opera teatrale impreziosita dalla presenza del canto e della danza dal vivo. Il pubblico si troverà immerso in un ambiente imprevedibile, di nuova musica elettronica e sinfonica e di movimento, che mette in risalto lo spazio liminale della realtà che si ripiega su se stessa. Il confine tra realtà e finzione non esiste più. La verità appartiene all’immaginazione di chi guarda».

Le sue origini ebraiche hanno influenzato il suo lavoro? «La mia eredità ebraica e il fatto di vivere in Israele mi hanno dato la possibilità di fare molte esperienze uniche nella vita, che differiscono da quelle degli altri. Il cibo, il clima, le persone, la diversità delle culture all’interno del paese e della comunità e l’aver dovuto prestare servizio militare all’età di 18 anni mi hanno permesso di apprezzare la libertà e il senso di responsabilità. Non do mai nulla per scontato nella mia vita e il concetto di limite è fuori dall’equazione».

L’arte può cambiare la società? «Io credo senza dubbio nel potere delle arti; in caso contrario, non vi avrei dedicato la mia vita» – sostiene Ronen “Roni” Koresh –. La pandemia ha avuto delle conseguenze sul suo lavoro? «La pandemia ha sicuramente influenzato il mio lavoro e il modo in cui lavoro» – rivela il coreografo –. «Ha aggiunto un’urgenza a tutto ciò che faccio e mi ha fatto apprezzare maggiormente le opportunità che si presentano a ciascuno di noi». E conclude: «Non dare mai nulla per scontato, fai sempre meglio che puoi e sii consapevole delle tue fortune (Never take it for granted, always do the best that you can ,and count your blessings)».

Nel nostro tempo attraversato da guerre e epidemie, quale messaggio vorrebbe affidare alle sue opere? «Non importa quanto le cose sembrino difficili, la vita è meravigliosa».

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L’ambasciata di Israele ha voluto essere presente all’inaugurazione del GIARDINO DEI GIUSTI TRA LE NAZIONI DI SARDEGNA – di via dei Genovesi, 118 a Cagliari.

Il vice ambasciatore Alon Symhayoff nel suo discorso ha ribadito l’importanza di ricordare coloro che a costo della propria vita hanno salvato ebrei dalla morte o dall’internamento nei lager, ma ha voluto anche ribadire l’importanza dell’esistenza dello Stato di Israele che ora difende e tutela gli ebrei, in un mondo dove ancora persiste un antisemitismo strisciante.

Di seguito la registrazione del discorso:

Il Giardino dei Giusti tra le Nazioni di Sardegna si trova all’interno del Palazzo Siotto di Cagliari in via Genovesi , una antica e signorile dimora divenuta oggi  sede di una Fondazione, al cui interno trova spazio un centro culturale per convegni e spettacoli.

La posa in opera è stata voluta fortemente da Mario Carboni, presidente dell’Associazione culturale Chenàbura, attiva nel territorio da più di 10 anni con l’intento di  valorizzare la storia della comunità ebreaica  in Sardegna e nel contempo costruire legami di amicizia con Israele.

Una cerimonia molto sentita in città perchè organizzata il giorno precedente il 27 gennaio, considerato ormai universalmente il “giorno della memoria” in ricordo del  genocidio del popolo ebreo durante il nazismo.

Nel Giardino dei Giusti sardi ( in analogia col Giardino dei Giusti di Palermo ) sono state poste sette semplici targhe artistiche in ceramica smaltata realizzate su commessa dell’Associazione Chenàbura da Fabio Frau, artista che opera in Castello, quartiere storico del capoluogo, con il nome, luogo di nascita e morte dei Giusti.

Ai cinque Giusti sardi generalmente noti e certificati dallo Yad Vascem si sono aggiunti recentemente a seguito della  ricerca di Chenàbura altri due e quindi sono ad oggi sette coloro che sono ricordati nel Giardino dei Giusti fra le Nazioni di Cagliari.

Altre due targhe sono dedicate rispettivamente al ricordo del Pordajmos , il genocidio dei Rom e dei Sinti e del Metz Yeghern il genocidio degli Armeni, internazionalmente assimilati alla Shoah.

Una targa è dedicata ai Giusti fra le Nazioni ignoti.

Durante la cerimonia le autorità presenti hanno ricordato l’importanza della memoria soprattutto in un momento nel quale l’antisemitismo non sembra ancora sconfitto e l’Europa è attraversata da una guerra terribile.

Toccante il momento in cui uno dei soci di Chenàbura, Yakov Alevi ha intonato I canti cerimoniali ebraici in ricordo della Shoa con al suo fianco l’Arcivescovo di Cagliari,  Monsignor Giuseppe Baturi che di seguito a dedicato una preghiera cristiana ai Giusti tra le Nazioni di Sardegna e benedetto i presenti.

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Il giardino dei Giusti tra le Nazioni Sardi è stato allestito in  uno spazio all’aperto di Palazzo Siotto, in via dei Genovesi 118 e realizzato dall’associazione culturale Chenàbura con il Comitato sardo per la Celebrazione dei grandi eventi e la Fondazione Siotto.
Vi si trovano dodici targhe realizzate in ceramica da un artigiano sardo,  Fabio Frau,  di cui sette per  ricordare i Giusti di origine sarda e altte cinque targhe in ricordo di altri genocidi e dei Giusti ignoti.

I Giusti di origine sarda sono:

1) — CARMEN ATZERI
1892 Cagliari – 1992 Roma
Giusta fra le Nazioni

2) — SALVATORE CORRIAS
1909 San Nicolò Gerrei – 1945 Bugone di Moltrasio
Giusto fra le Nazioni

3) — Suor GIUSEPPINA DE MURO
1903 Lanusei – 1965 Torino
Giusta fra le Nazioni

4) — FRANCESCO LORIGA
1891 Sassari – 1960 Roma
Giusto fra le Nazioni

5) — BIANCA RIPEPI
1922 Reggio Calabria – 2005 Cagliari
Giusta fra le Nazioni

6) — GIROLAMO SOTGIU
1915 La Maddalena – 1996 Cagliari
Giusto fra le Nazioni

7) — VITTORIO TREDICI
1892 Iglesias – 1967 Roma
Giusto fra le Nazioni

Le altre targhe:

8) — I GIUSTI NEL PORRAJMOS
Genocidio dei Rom/Sinti

9) — I GIUSTI NEL METZ YEGHÉRN
Genocidio degli Armeni

10) — I GIUSTI FRA LE NAZIONI IGNOTI

11) — targa 80 x 30 ( 2 targhe unite 40 x 30 ) GIARDINO DEDICATO AI GIUSTI FRA LE NAZIONI NEL MONDO

 

Il termine Giusto fra le Nazioni indica i non ebrei che a rischio della vita, senza alcun interesse personale hanno salvato anche un solo ebreo dal genocidio nazista della Shoah.
L’Associazione Chenàbura, come articolazione del proprio MUCE-Piccolo Museo di Cultura Ebraica di Via Alberto Lamarmora 88 a Cagliari, ha progettato il Giardino dei Giusti sardi realizzato nello spazio aperto della Fondazione Siotto sempre a Cagliari che è situato nell’area dell’antica Giuderia di Castello, per rendere omaggio e ricordare queste figure coraggiose nel cuore di un quartiere dal quale ingustamente altri ebrei molto tempo prima erano stati cacciati.

COS’E’ IL GIARDINO DEI GIUSTI DELLE NAZIONI

E’ un luogo simbolico dove ricordare figure esemplari di donne e uomini che hanno rischiato la propria vita per salvare quella di un ebreo o ne abbiano evitato la deportazione.
Il Memoriale ufficiale di Israele Yad Vaschem, si trova a Gerusalemme dove è stata istituita questa onorificenza che viene conferita da una Commissione a seguito di una lunga e severa procedura d’indagine rivolta a tutti i non ebrei riconosciuti come Giusti in base a precise  regole:
a) l’atto di salvataggio deve essere stato effettuato da un non ebreo nei confronti di un ebreo;
b) deve essere un atto che abbia evitato a uno o più ebrei il pericolo di morte immediata o la deportazione in campi di concentramento;
c) il salvatore deve aver rischiato la propria vita per salvare uno o più ebrei;
d) il salvatore non deve averne tratto alcun vantaggio, né di natura economica né di altro genere, né immediato né futuro.
La Commissione prende inoltre in considerazione:
• i rapporti specifici tra salvatore e salvato;
• le condizioni del paese o della zona in cui avvennero i fatti;
• il periodo storico in cui ciò accadde;
• tutti gli elementi in grado di evidenziare le caratteristiche di eccezionalità dell’azione del salvatore rispetto a un normale comportamento di aiuto al prossimo (degno comunque di rispetto).
Ai Giusti di tante nazionalità e paesi d’origine il cui elenco è vicino alle trentamila unità viene concessa la Cittadinanza onoraria dello Stato d’Israele e una serie di facilitazioni.
Al loro nome è dedicato un albero messo a dimora nel Giardino dei Giusti fra le Nazioni nel Monte della Memoria presso lo Yad Vaschem a Gerusalemme o una targa nel contiguo Muro della Memoria.

 

Associazione Chenàbura-sardos pro Israele
sede operativa
Via Alberto Lamarmora 88 Cagliari 09124

MUCE-piccolo museo di cultura ebraica
Via Alberto Lamarmora 88 Cagliari 09124
si visita su prenotazione

Giardino dei Giusti fra le Nazioni
Via dei genovesi 118 Cagliari 09124
si visita su prenotazione

presidente@chenabura.it

cell. +393396928227

www.chenabura.it

www.museoebraico.cagliari.it

Giardino dei Giusti

A Cagliari, il 1°dicembre 2022, nella Sala Convegni Thotel in via dei Giudicati, 66 è stato presentato l’evento Agriverso Agricoltura 5.0

AgriVerso è un evento voluto e ideato dall’associazione Chenàbura Sardos Pro- Israele nell’ambito della sua attività di amicizia e collaborazione con Israele. L’evento è finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna e patrocinato dall’ambasciata di Israele in Italia. E’ stato realizzato grazie alla collaborazione e il sostegno di Confagricoltura Sardegna che ha creduto nel progetto con l’obbiettivo di favorire lo scambio di conoscenze e di tecnologie con realtà agricole al avanguardia nel mediterraneo e dalla società Momentum.srl, incubatore tecnologico e finanziario per le imprese.

AgriVerso offre una panoramica sui temi caldi dell’agricoltura mondiale quali la Robotica, l’Automazione, l’agricoltura di precisione, la sensoristica, l’utilizzo dei droni aerei, l’Agrivoltaico e le tecniche di Micro-Irrigazione e l’impiego dell’Intelligenza Artificiale in agricoltura.

Protagonisti d’eccezione sono la Robotic Perception System, azienda israeliana leader nella produzione di veicoli elettrici terrestri automatizzati a scopo agricolo; l’Alta Innovation Ltd, produttrice di droni aerei per il monitoraggio e la distribuzione di antiparassitari per l’agricoltura; la Shikun e Doral Energy of Innovation, entrambe leader mondiali nel settore agri-voltaico; la NaanDanJain, produttrice di sistemi di automazione e riduzione dei consumi per mezzo dell’irrigazione di precisione.

AgriVerso è anche un panel di discussione sulla piattaforma finanziaria dell’Agricoltura 5.0. Una parte del convegno sarà infatti dedicata alle opportunità di finanziamento e alle modalità di accesso ai bandi regionali, nazionali e comunitari.

SALUTI ISTITUZIONALI

I lavori saranno aperti da Christian Solinas, Presidente della Regione Autonoma della Sardegna e dal nuovo ambasciatore di Israele in Italia Alon Bar. Seguirà l’intervento del Presidente di Confagricoltura Sardegna Paolo Mele e da Tiziana Allegra, della Caromote.srls di Torino, esperta in start-up, la quale offrirà un quadro d’insieme sulla leadership tecnologica di Israele nel mondo.

Modererà I lavori Ignazio Artizzu, giornalista e attuale Capo Ufficio stampa della Regione Sardegna.

Il dott. Bruno Spinazzola, amministratore della società Momentum.srl e ideatore della conferenza AgriVerso, interverrà per fornire un quadro d’insieme sull’opportunità offerta alle aziende sarde a contatto con il mondo imprenditoriale israeliano che incarna un esempio di efficienza tecnologica grazie al meccanismo delle start-up innovative. Start-up Nation.

OSPITI

Agostino Curreli, Nicola Gherardi

Yoav Motro

Antonio Belloi, Giacomo Cao Tiziana Allegra

Rossella Racugno

Antonio Solinas Mario Carboni, Bruno Spinazzola,

Direttore generale dell’Assessorato all’Agricoltura e di riforma agro-pastorale

Massimo esperto mondiale alla lotta contro le cavallette e rappresentante del ministero dell’agricoltura israeliano

Agriverso - Agricultura 5.0

Il Percorso

Il percorso ha l’obiettivo di tracciare, attraverso il cammino dei partecipanti, i confini dell’antica judaria di Castello, raccontando la storia, la vita e i principali avvenimenti storici che hanno portato alla formazione e alla dissoluzione della comunità ebraica di Cagliari.

I PARTECIPANTI VENGONO ACCOMPAGNATI DA ROBERTA CARBONI, STORICA  DELL’ARTE E GUIDA TURISTICA

Tappe e principali argomenti trattati:

  • Piazza Aquilino Cannas(guardando dall’alto la Juderia)

Introduzione: Gli ebrei in Sardegna. Prime testimonianze cronologiche e dati storico-archeologici

  • Ex Caserma San Carlo(fronte ingresso con epigrafe)

L’equivoco storiografico del “Ghetto degli ebrei” e breve storia dei Dragoni.

  • Bastione Santa Croce

Gli ebrei a Cagliari tra Pisani e Aragonesi e la formazione dell’aljama cagliaritana.

Le politiche filo-giudaiche del Regno d’Aragona.

  • Torre dell’Elefante (scalette della chiesa di San Giuseppe)

Tra l’aljama e la judaria: l’organizzazione e la gestione catalana delle comunità giudaiche (il consiglio, il baiulo regio e il rabbino)

  • Via Cammino Nuovo(fronte ingresso della Regia Università)

L’espansione della Judaria verso il Bastione del Balice.

La vita degli ebrei nella Cagliari del XVI e XV secolo: mercati, macelli, forni, botteghe, osterie ecc.

  • Slargo via Corte d’Appello/via Stretta

L’aumento demografico e l’espansione della juharia minore verso il forte di San Pancrazio.

Le prime restrizioni e le accuse nei confronti degli ebrei

L’aumento delle tasse e le speculazioni della Corona a danno degli ebrei

  • Piazzetta Santa Croce(fronte chiesa Santa Croce)

Il ruolo sociale e l’importanza della Sinagoga

I re cattolici e il decreto di Granada: gli ebrei lasciano l’isola

  • Via Corte d’Appello(fronte chiesa di Santa Maria del Monte)

La distruzione materiale della sinagoga e la demonizzazione della cultura ebraica.

La persecuzione dei “conversos” da parte del Tribunale dell’Inquisizione Spagnola

La superstizione popolare: ebrei e streghe

L’eredità della cultura ebraica nella cultura e nella tradizione sarda

 

 

VISITE PROGRAMMATE per novembre e dicembre 2022

LUOGO E ORARIO DI INCONTRO
Piazza Aquilino Cannas, fronte Porta Cristina.

– Venerdì 11 Novembre ore 17.30
– Domenica 22 Novembre ore 10.00
– Domenica 29 Novembre ore 10.00
– Giovedì 10 Dicembre ore 16.30
– Domenica 13 Dicembre ore 10.00
– Giovedì 17 Dicembre ore 16.30

Nel 2022 a  Cagliari si sono tenute diverse manifestazioni culturali che si sono dispiegate nell’arco di una settimana e che sono state ospitate nel quartiere dove una nutrita comunità ebraica visse fino al 1492, lantica Giuderia di Castello.

Nel cuore di questo quartiere trova sede anche l’Associazione Chenàbura, attiva da più di 10 anni  e che nel tempo è riuscita a risvegliare l’interesse verso un popolo, i cui segni sono rimasti in maniera indelebile nella cultura sarda. Gli eventi previsti come sempre, infatti, puntano a far conoscere meglio ciò che sta avvenendo nell’isola: un vero e proprio risveglio di interesse verso la cultura ebraica sempre in linea con i temi scelti dall’UCEI, l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane per celebrare la giornata: nel 2022 il tema scelto è stato il Rinnovamento, inteso sia dal punto di vista di una nuova apertura del mondo ebraico alla cittadinanza, sia dal punto di vista interno, di incoraggiamento alle attività associative.

Tre gli incontri organizzati: un tour guidato, offerto dall’associazione, nel quartiere di Castello, tra viuzze e palazzi che un tempo ospitarono quella laboriosa comunità, per far scoprire i segreti dell’antica Giuderia con una guida di grande esperienza, Roberta Carboni.

Il tour è terminato all’interno del piccolo museo della cultura ebraica, il MUCE, allestito ad opera dei volontari con una serie di pezzi unici e di oggetti simbolici spiegati agli ospiti da due esperti dell’associazione.

Nella stessa serata è stato proiettato il documentario “Il risveglio della comunità ebraica di Cagliari” a cura del regista Bruno Spinazzola.

Altro importante evento organzzato all’interno del Muce in occasione della Settimana della Cultura ebraica è stata la conferenza su  El Hawat e sui legami tra i mitici Shardana e gli altri popoli del Mediterraneo compreso quello ebraico, tenuta dall’archeologo Nicola Dessì .

La sera del 25 settembre sempre nella sede museale è stato presentato il libro di Elio Moncelsi, “Storia degli ebrei in Sardegna” con una breve introduzione del presidente dell’Associazione Mario Carboni.

Entrambe le conferenze possono essere viste attraverso i link

PROGRAMMA

SALUTI:
ALBACHIARA BERGAMINI – Presidente FIDAPA BPW Italy Sezione di Cagliari
SILVIA TROIS – Vice Presidente FIDAPA BPW Italy Distretto Sardegna
Coordina: GABRIELLA OLANDA – FIDAPA BPW Italy Sezione di Cagliari

INTERVENTI:
ANGELA QUAQUERO – Presidente Ordine degli Psicologi della Sardegna
Miti e paure nello sterminio
RINA SALIS – Psicologa
….incominciarono dai disabili….
ALESSANDRO MATTA – Presidente Ass. Memoriale Sardo della Shoah
L’AKTION T4 nella cinematografia della Germania nazista
Con la partecipazione degli studenti della Scuola secondaria di primo grado “Ugo Foscolo” di Cagliari

Cagliari , 11 Febbraio 2023
Ore 9,30
Sala Conferenze Fondazione di Sardegna
Via San