Home / Posts Tagged "festività"

Il 13 marzo, l’associazione Chenàbura Sardos pro Israele invita le famiglie a festeggiare Purim, una delle ricorrenze più gioiose del calendario ebraico. L’evento si terrà a partire dalle ore 18:00 presso il ristorante adiacente alla sede dell’associazione, in via Lamarmora 88, Cagliari.

Purim è una festa che celebra la salvezza del popolo ebraico dalla minaccia di Aman, un consigliere del re persiano Assuero. La tradizione prevede di travestirsi, di scambiarsi doni e di gustare cibi speciali.

Chenàbura ha organizzato una serata pensata per le famiglie, con un programma ricco di attività per grandi e piccini.

Sarà un’occasione per vivere insieme la gioia di Purim, per scoprire le tradizioni ebraiche e per trascorrere una serata speciale in compagnia.

L’associazione Chenàbura Sardos pro Israele invita il pubblico a una serata di approfondimento culturale dedicata al Libro di Ruth, un testo di grande significato nell’ebraismo. L’evento, che si terrà martedì 4 marzo alle ore 19:30 presso la sede dell’associazione in via Lamarmora 88, Cagliari, vedrà la partecipazione di Sergio Caschili, esperto di cultura ebraica.

Il Libro di Ruth è un racconto che celebra le qualità dello spirito esaltate dall’etica ebraica, come la gentilezza, la lealtà e la compassione. Durante la serata, Sergio Caschili analizzerà questi temi, offrendo una lettura approfondita del testo e mettendo in luce la sua rilevanza nel contesto della tradizione ebraica.

L’incontro sarà anche un’occasione per introdurre la festa di Shavuot e la conta dell’Omer, due momenti importanti del calendario ebraico, che saranno celebrati nelle settimane successive. Sergio Caschili spiegherà il significato di queste festività e il loro legame con il Libro di Ruth.

La serata è aperta a tutti coloro che desiderano approfondire la propria conoscenza della cultura ebraica e riflettere sui valori universali che essa promuove.

L’ingresso è gratuito, ma è necessaria la prenotazione via email all’indirizzo info@chenabura.it o tramite WhatsApp al numero 351 7829438.

Il Libro di Ruth: Un’Esplorazione dell’Etica Ebraica con Sergio Caschili

Il 15 settembre 2024 si è celebrata anche a Cagliari la Giornata Europea della Cultura Ebraica. “La famiglia ebraica europea tra valori tradizionali e adattamento alle esigenze della vita moderna” è stato il tema dell’anno che Chenàbura ha sviluppato attraverso una serie di eventi svolti nell’arco della giornata presso il MUCE.

All’interno della sede del Piccolo Museo sono stati proiettati per l’intera mattinata filmati dedicati alla vita familiare ebraica sia di quella nucleare che comunitaria, come quella dei Kibbutz. È stato inoltre approntato il tavolo delle cerimonie per poter far comprendere al pubblico uno dei riti più sentiti nella cultura ebraica, lo Shabbat, ovvero la cena del venerdì che precede la giornata di riposo del sabato.

Il programma ha incluso la visita guidata dall’esperta in storia dell’arte, Roberta Carboni, tra le vie e i luoghi dove visse la comunità ebraica cagliaritana fino al 1492, prima che l’Editto di Granada la costringesse alla fuga dall’isola.

Il pomeriggio è stato poi dedicato alle relazioni: il dottor Bruno Spinazzola ha parlato della famiglia Kibbutz; il dottor Daniele Zaccheddu delle regole giuridiche che disciplinano il matrimonio ebraico, base per la nascita della famiglia; il professor Gianluca Scroccu dell’ Università degli studi di Cagliari ha trattato invece la storia delle famiglie ebraiche devastate dalle persecuzioni; il professor Andrea Corsale, anche lui docente all’Università degli studi di Cagliari, ha continuato soffermandosi su un fatto storico raccontato nel libro “I diario di Eva Heyman”. A chiudere la serata, la dottoressa Alessandra Addari che ha riportato la discussione nella realtà attuale e sull’antisemitismo diffuso.

La festa degli alberi non è una festa sacra, ma per la comunità ebraica è altrettanto importante. Nella sede dell’associazione Chenàbura di Cagliari, domenica 5 febbraio,  si è voluto ricordare il significato di questa ricorrenza nella quale si usa mangiare  frutta di ogni varietà sia fresca che secca disposta ordinatamente in un grande piatto, secondo un preciso ordine.

Tu Bi’Shvat ha un significato profondo, non solo perchè ricorda lontani progrom, ma anche quello più recente della Shoa.

Ha provato a spiegarlo in un articolo l’ex ambasciatore di Israele Dror Eydar ospite nell’isola e dell’associazione lo scorso giugno.

Festa degli alberi

Festa degli alberi

Secondo Dror Eydar la festa non è soltanto un ricordo di ciò che ha profetizzato Ezechiele in Babilonia (attuale Irak),  2500 anni fa, in mezzo ai  profughi e esiliati ebrei  dalla Giudea (era il 570 a.C.), ma anche un segno della grande impegno degli ebrei nei ocnfronti della natura.

Nel suo articolo l’ambasciatore richiama la  profezia della “Valle delle ossa Secche” e poi l’ altra profezia sempre di Ezechiele  che parla del “ Vento che porterà le ossa secche dalle tombe e le poserà in Israele piena di alberi da frutta”. È il ritorno degli ebrei dalle diaspore di Babilonia (Ciro il Persiano) e Herzl  nel 1900, dalla diaspora Europea dopo  2000 anni.
E qui entra l’inno di Umber “Hatikva” di pari età per scaldare i corpi e le ossa secche e bruciate nelle camere a gas e crematori di AUSCHWITZ per il secondo ritorno degli ebrei dopo la Shoà e il ritorno di Israele (Palestina – Terra Santa) alla “Terra promessa stillante latte e miele” ,  come si legge nella Bibbia orale del 1400 a.C.
Ricorda Dror Eydar: “da bambini andavamo a Tu’Bishvat in fila vestiti in Chaki o bianco – celeste con i vecchi del paese in testa e i maestri e le maestre con le zappe in mano e noi con le piantine (carrube o pini ) verso una collina di Zikhron cantando le canzoni di Tu Bi’svat per piantare nelle buche già  pronte,  con l’aiuto dei nonni,  e ricevere dall’austero direttore le buste  di carta con 2 carrube,  1 dattero e 2 fichi secchi, cantando di ritorno “Evenu Shalom Alechem”.
Questo succedeva prima dello Stato di Israele del 1947.
BIGI poi mandava i nuovi immigrati dai paesi arabi a piantare alberi in tutta Israele,  cosi sono nate le foreste della Galilea, quelle attorno a Jerusalem e nel Neghev che ogni volta faccio notare, con orgoglio, anno dopo anno alla “povera” Donata le piccole piantagioni nei wadi.
Era il KKL il fondo mondiale ebraico che pensava di coprire la Palestina, poi Israele di verde.
I Turchi nel secoli pensavano solo di abbatterli gli albeeri per fare carbone, e gli arabi con le capre nere a distruggere ogni macchia mediterranea.
Mark Twain nel 1867 visitando la Palestina l’ha descritta “la più desolata dei Paesi del mondo e senza speranza”. Questo era vero prima dell’arrivo dei pionieri ebrei dall’Est Europa, nel 1880, e la prima cosa che hanno fatto fu piantare alberi.
I villaggi ebrei sono immersi nel verde, quelli arabi senza giardini e piante, salvo i loro orti. Mentalità radicata. Così sono.
Nei disordini arabi in Palestina sotto gli Inglesi nel 1936 -1939 gli arabi hanno bruciato tutte le foreste di KKL in Galilea.
Oggi, forse c’è ancora qualche villaggio ebraico che ancora fa quanto ho descritto, ma certamente non nelle città o villaggi religiosi – “Il cattivo dirà: troppa fatica”  (meglio stare nel HEDER a leggere la Bibbia o Talmud).

La tradizionale festività ebraica di Chanukkà, la festa delle luci,  rivivrà nel cuore dell’antica Giuderia  nel Castello di Cagliari la sera di domenica 18 dicembre 2022 quando verrà accesa la prima candela della Chanukkia, il candelabro a nove braccia, immagine e simbolo della festa ebraica.

Ad organizzare l’evento Chenàbura-sardos pro Israele che da più di 10 anni opera  per la riscoperta e la valorizzazione delle radici ebraiche in Sardegna e per rafforzare i legami di amicizia tra l’Isola e Israele.

Dopo un convegno “AgriVerso, Israele incontra gli agricoltori sardi”, che il primo dicembre scorso ha messo disposizione della Sardegna le conoscenze israeliane di alta tecnologia in agricoltura e  una tavola rotonda tenutasi il 16 dicembre scorso sulla Cyber Security che ugualmente ha messo a confronto i grandi esperti israeliani su un tema tra i più caldi del contemporaneo, Chenàbura dedica un evento ad una celebrazione fortemente sentita nella comunità ebraica .

Channukka è infatti una delle feste più importanti del calendario ebraico a ricorda  del miracolo dell’olio e la vittoriosa rivolta di Giuda Maccabeo contro Antioco IV di Siria che voleva imporre il paganesimo ellenista.

In memoria di questo avvenimento è usanza accendere un lume la prima sera e a seguire gli altri, ogni sera per otto giorni nel particolare candelabro detto “Chanukkia”.

Chenàbura è stata l’ associazione sarda ad aver riportato la celebrazione a Cagliari dove le candele erano spente da oltre 500 anni, da quando la comunità ebraica residente nel cuore del quartiere di Castello fu esiliata per via dell’editto di Granada emanato dai regnanti aragonesi nel 1492.

Come di consueto il rituale dell’accensione della prima candela verrà preceduto da un tour guidato gratuito nelle vie della Giuderia ad opera di Roberta Carboni, guida turistica e storica dell’arte che accompagnerà i visitatori tra le viuzze  del quartiere dove un tempo viveva la numerosa comunità ebraica.

Dopo il tour  ci sarà la possibilità di visitare anche il MUCE-Piccolo Museo di Cultura Ebraica recentemente allestito dall’associazione e durante la cerimonia di Chanukkà verranno recitati alcuni passi dei testi sacri e le preghiere rituali.

Inizio Tour alle ore 17,00

Visita Piccolo Museo  ore18.30

Accensione Prima candela Chanukkà ore 19.30

 

Per via dei posti limitati nel tour gratuito è necessaria la prenotazione

Associazione Chenàbura
Via Alberto Lamarmora 88 09124 Cagliari
Contatti
chenabura@gmail.com mob. 339.6928227
Me&Sardinia
Via San Giacomo 83 09124 Cagliari
Contatti
meandsardinia@gmail.com

sms/whatsapp al 348.5223897