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Martedì 11 febbraio, l’associazione Chenàbura Sardos pro Israele invita il pubblico a una serata di suspense e intrighi con la presentazione del romanzo “Mossad – Il Cercapersone” (The Pager) di Michael Sfaradi.

L’evento, che si terrà alle ore 19:30 presso la sede dell’associazione in via Lamarmora 88, Cagliari, vedrà la partecipazione speciale dell’autore, Michael Sfaradi, in collegamento remoto direttamente da Tel Aviv. A presentare l’incontro sarà Bruno Spinazzola, che introdurrà il pubblico al mondo avvincente del romanzo.

“Mossad – Il Cercapersone” è un thriller che immerge il lettore nei meandri dello spionaggio israeliano, svelando segreti e dinamiche complesse. Michael Sfaradi, con la sua esperienza e conoscenza del contesto mediorientale, offre un ritratto realistico e avvincente del mondo dell’intelligence.

La serata sarà un’occasione per:

  • Incontrare l’autore: Michael Sfaradi condividerà con il pubblico aneddoti e curiosità sul suo romanzo, rispondendo alle domande e svelando i retroscena della sua scrittura.
  • Esplorare il mondo del Mossad: il romanzo offre uno sguardo approfondito sulle attività e le sfide dell’agenzia di intelligence israeliana, un tema di grande attualità.
  • Riflettere sul contesto geopolitico: la presentazione del libro sarà un’opportunità per approfondire la conoscenza del Medio Oriente e delle sue dinamiche complesse.

L’ingresso è gratuito, ma è necessaria la prenotazione via email all’indirizzo info@chenabura.it o tramite WhatsApp al numero 351 7829438.


In “Yalla. Il metodo Yalla Israeliano”, Bruno Spinazzola ha raccolto, attraverso interviste agli ospiti e i soci israeliani, alcune informazioni che permettono di rispondere alla domanda “Perché gli ebrei sono sempre innovativi e sono i nomi più frequenti in tutte le arti?”. Dal cinema alla scienza, gli ebrei si sono sempre distinti come personalità di spicco, con idee innovative che hanno spesso cambiato il modo in cui viene concepita una materia. Freud, Einstein, Ferenczi, Woody Allen sono soltanto alcuni dei personaggi più famosi di origine ebraica. Al fine di comprendere questa sovrarappresentazione tra le menti più geniali e la capacità degli israeliani di creare start up di successo, il presente testo raccoglie alcune delle idee che caratterizzano la cultura imprenditoriale israeliana. Non è infatti un caso che ci siano più unicorn che nelle altre nazioni. Vi sono molte spiegazioni diverse a questo particolare fenomeno, che vanno dall’influenza dell’esercito israeliano tecnologicamente più avanzato all’effetto delle tradizioni ebraiche più antiche, caratterizzate dalla dedizione allo studio e alla continua ricerca di nuove domande. Tali spiegazioni, pur non essendo prive di merito, sono troppo limitate. Quello che invece questo testo ha lo scopo di spiegare è che la chiave è nel modo unico in cui gli israeliani vengono cresciuti, all’interno di una comunità simile a una tribù e con un’infanzia piena di sfide e rischi, che è alla radice della cultura imprenditoriale israeliana.

Warren Buffett una volta disse: “Se vai in Medio Oriente a cercare petrolio, puoi saltare Israele. Se stai cercando cervelli, non cercare oltre. Israele ha dimostrato di possedere una quantità sproporzionata di cervelli ed energie”.

L’interessante ricerca è stata presentata il 19 dicembre 2024 presso la sede dell’associazione Chenàbura.

L’associazione Chenàbura, organizzatrice del convegno “L’antisemitismo oggi”, ha reso disponibile i video degli interventi tenuti durante la conferenza mirata a fare il punto sulle nuove forme di antisemitismo emerse a seguito del conflitto tra Israele e Hamas.
I dettagli dell’evento sono consultabili in questo nostro articolo.

Online l’esclusivo evento organizzato da Chenàbura e tenuto da Ilan Dray, brander, mental coach, partner e consulente di “ToDay Ventures”, un acceleratore di Startup con sede a Tel Aviv.
Una conferenza diretta non solo a designer, imprenditori o creativi, ma utile per chiunque abbia un ruolo nella vita di un prodotto, in un team organizzativo o debba relazionarsi con clienti. I video del convegno sono visionabili al link qui sotto.

Nel settembre del 2024 una delegazione dell’associazione Chenàbura si è recata in Israele per realizzare un documentario sul 7 ottobre e racconta:
“Un colpo al cuore. Visitare il Kibbutz Be’eri è stata un’esperienza dolorosa, chi non vede con i propri occhi ciò di cui sono stati capaci i terroristi di Hamas non può rendersi conto della gravità, dell’inumanità, del sadismo di quell’aggressione. 101 le persone uccise, alcune bruciate vive, bambini e donne, anziani e anziane. E da questo posto pacifico e pacifista sono stati prelevati 32 ostaggi portati poi a Gaza. Natasha, la nostra guida, è di origini Sud Africane. E’ venuta qui per una scelta di vita tanti anni fa. Amava il sistema di condivisione – qui nulla è privato- case tutte uguali, qualcuna un po’ più grande per chi ha famiglia numerosa, la scuola per i bambini, il centro di socializzazione, la mensa dove si mangia insieme. Una comunità agricola che coltiva la terra circostante e tanti erano i palestinesi che lavoravano al suo interno, cordiali i rapporti con i residenti con i quali dividevano le fatiche di una vita dedita all’agricoltura.
Una speranza di pace spazzata via il 7 ottobre. Negli occhi di Natasha tutta la disperazione e la desolazione di aver perso soprattutto la speranza di un’umanità gentile e capace di superare le diversità. Abbiamo visto case bruciate, i buchi nei muri delle mitragliatrici, le tracce di sangue ancora visibili nei mobili o dietro qualche angolo della casa riparo inutile nella maggior parte dei casi. E le tante foto di bambini innocenti, massacrati per il solo fatto di essere ebrei”.

Un breve estratto da uno scritto di Emilio Lussu per comprendere gli avvenimenti e le contraddizioni di oggi

In “Giustizia e libertà” n.38 30 novembre 1938 pag.3
“…La futura Repubblica Sarda sarà magnanime anche col re di Sardegna. Lo accolse l’isola, fuggiasco dall’invasione giacobina, lo accoglierà ancora una volta, profugo dal dominio ariano-italico. L’isola dell’Asinara gli sarà concessa in usufrutto fino all’ultimo dei suoi discendenti. E potrà tenervi corte, liberamente, a suo piacere. Ci sia concesso ora dare uno sguardo all’avvenire, sì ricco di promesse, in mezzo a tanti disastri presenti. Noi vediamo già gli ebreo-sardi dominare il Mediterraneo: una talassocrazia di scelta razza semitica, sui solchi delle vele fenice. Dopo Mosè, Giosuè e i Maccabei, gli ebrei non conobbero glorie militari.
Ma la Sardegna è una stirpe guerriera. Dalla fusione, scaturirà un popolo scientificamente audace, che non avrà nulla da invidiare ai figli di Romolo e ai granatieri di Pomerania. Sarà l’ora dei Vichinghi del Sud.
Sarà l’ora dell’arrembaggio. E verrà la resa dei conti. La razza ariana italica avrà parecchie gatte da pelare con noi.
Dalla Sardegna, partirà la crociata per la riconquista dell’Italia perduta.”

(n.d.r.)
L’estratto si riferisce a un lungo articolo pubblicato da Emilio Lussu non appena ebbe notizia delle leggi razziali fascisto-monarchiche e conferma quanto il sardismo sia sempre stato avverso ad ogni forma di antisemitismo e solidale col popolo ebraico. Inoltre i sardisti furono sempre favorevoli alla creazione di uno Stato ebraico nel territorio del Mandato di Palestina britannico perché in questo
processo vedevano come in uno specchio la realizzazione del principio di autodeterminazione dei popoli e quindi la prefigurazione di un analoga realizzazione per i popolo sardo. Emilio Lussu che è sempre stato parco di affermazioni indipendentiste, perché pur essendolo e prefigurando generalmente nel suo lessico l’obbiettivo dello Stato sardo Autonomo per motivi politici contingenti alla sua epoca di azione politica nel secondo dopoguerra, da federalista era impegnato in ciò che definiva separatismo ma sbagliando
clamorosamente, dato che questa sua posizione l’avrebbe allontanato dal cuore dei sardisti e lo portò dopo aver perso clamorosamente il Congresso di Cagliari all’abbandono del PSdAz per una scelta che si rivelò fallimentare da tutti i punti di vista che una analisi storico-politica seria dimostra ampiamente. Tuttavia, affrontando l’orrore delle leggi razziali innalza a gran voce, anche perché
Mussolini udisse, la bandiera della Repubblica sarda come luogo di rifugio e prosperità per gli ebrei che intanto pur ostacolati moltissimo dai britannici sceglievano di fuggire dall’Europa nazifascista e dall’ Unione sovietica stalinista e andare a salvarsi nella Palestina Mandataria.

Lo scritto di Lussu ha anche una parte profetica perché prevede la potenza militare del futuro Stato di Israele creata da un popolo considerato in passato come imbelle e inadatto alle armi.

Per concludere vorrei ricordare che i sardisti furono felicissimi della nascita dello Stato d’Israele e dal dopoguerra, in coincidenza anche con la nascita dell’Autonomia regionale sarda, furono sempre sionisti contrariamente all’area socialcomunista che cambiando repentinamente opinione su ordine di Stalin eseguito cinicamente e servilmente da Togliatti divenne, e lo è anche adesso malgrado qualche ipocrita affermazione diversa, contraria allo Stato d’Israele e supporto ideologico e pratico alla ventata di antisemitismo presente in Italia e alla propaganda antisemita/antisionista del terrorismo di Hamas e Iran.

 

Nel marzo 2023, il cinema sardo ha varcato i confini nazionali, arrivando fino in Israele. Grazie all’iniziativa “Visioni Sarde”, una selezione di cortometraggi isolani è stata resa disponibile online sul canale YouTube dell’Istituto Italiano di Cultura di Tel Aviv, dal 29 marzo al 4 aprile.

L’evento, frutto della collaborazione tra l’Istituto Italiano di Cultura di Tel Aviv, la Fondazione Sardegna Film Commission, la Cineteca di Bologna e l’Associazione “Visioni da Ichnussa”, ha avuto l’obiettivo di promuovere il cinema sardo all’estero e di far conoscere la ricchezza culturale dell’isola.

Il pubblico israeliano ha potuto apprezzare una varietà di opere, tra cui: “Il Pasquino” di Alessandra Atzori e Milena Tipaldo, un’animazione sulla storia della rivista satirica; “Il volo di Aquilino” di Davide Melis, un dialogo poetico tra un anziano intellettuale e un fenicottero; “Margherita” di Alice Murgia, un racconto di formazione adolescenziale; “Di notte c’erano le stelle” di Naked Panda, un episodio di fantascienza distopica; “L’uomo del mercato” di Paola Cireddu, una storia di riscatto sociale; “Marina, Marina!” di Sergio Scavio, un’istantanea di un amore giovanile; “L’ultima Habanera” di Carlo Costantino Licheri, un flashback storico ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale; e “Un piano perfetto” di Roberto Achenza, una commedia sulla goffaggine di due aspiranti rapinatori.

Ogni cortometraggio è stato presentato con sottotitoli in inglese e un breve video introduttivo realizzato da Nevina Satta, direttrice della Fondazione Sardegna Film Commission, e dai registi stessi.

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Noa, la celebre cantante israeliana, ha un legame speciale con la Sardegna, un’isola che ama per la sua bellezza e la sua ricca tradizione musicale. Nel 2021, questo legame si è concretizzato nella collaborazione con il trombettista sardo Paolo Fresu per il brano “Due Cuori-Andimironnai”, una reinterpretazione di un’antica melodia sarda.

La canzone, composta da Andrea Granitzio, affonda le sue radici nell’Andimironnai, un canto tradizionale sardo, e fa parte di un progetto più ampio per valorizzare l’identità culturale della Sardegna. Noa, con la sua voce incantevole, ha arricchito il brano con una strofa in ebraico, creando un ponte tra culture diverse.

La carriera di Noa è costellata di successi, da “La vita è bella” alla collaborazione con Pino Daniele, e di riconoscimenti, come il premio “Artista per la Pace”. Il suo amore per la Sardegna si è manifestato anche in altre occasioni, come le esibizioni con Andrea Parodi ed Elena Ledda.

“Due Cuori-Andimironnai” è solo l’ultimo capitolo di una storia d’amore tra Noa e la Sardegna, un’isola che ha conquistato il suo cuore e la sua arte.

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Nel marzo del 2022, la Sardegna ha fatto tappa a Tel Aviv, partecipando con successo all’International Mediterranean Tourism Market (IMTM). Dopo aver promosso le sue bellezze a Parigi al Salone del Turismo, l’isola ha puntato sul mercato israeliano, un bacino turistico di grande interesse.

Uno stand di 100 mq, allestito con cura, ha ospitato operatori turistici sardi e momenti di promozione enogastronomica, attirando l’attenzione di numerosi visitatori e di importanti figure istituzionali.

L’assessore regionale Gianni Chessa ha sottolineato l’importanza del mercato israeliano, che prima della pandemia rappresentava un’importante fonte di introiti per l’Italia. Ha inoltre ribadito l’impegno della Regione a promuovere la Sardegna a livello internazionale, valorizzando le sue risorse naturali, culturali e gastronomiche.

La partecipazione all’IMTM si è rivelata un’occasione preziosa per presentare l’offerta turistica sarda a un pubblico internazionale e per rafforzare i legami con il mercato israeliano.

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La Sardegna ha fatto centro a Tel Aviv, portando a casa importanti riconoscimenti al prestigioso concorso internazionale Terravino 2016. Il protagonista indiscusso è stato il Tìros di Siddùra, un vino rosso che ha conquistato la giuria e si è aggiudicato la medaglia d’oro, unico vino sardo a ottenere il massimo riconoscimento.

Il Tìros, nato con l’ambizione di competere con i migliori vini del mondo, ha dimostrato di essere all’altezza delle aspettative, superando la concorrenza di oltre 600 vini provenienti da 24 paesi diversi. La giuria, composta da esperti internazionali, ha riconosciuto la qualità e l’eccellenza di questo vino sardo, confermando il valore del progetto della Cantina Siddùra.

Ma non è finita qui. La Sardegna ha portato a casa anche due medaglie d’argento, conquistate dal Cannonau Fòla 2014 e dal Vermentino di Gallura Bèru, entrambi della Cantina Siddùra. Un successo che conferma l’eccellenza della produzione vinicola sarda e la sua capacità di competere a livello internazionale.

L’amministratore delegato di Siddùra, Massimo Ruggero, ha espresso grande soddisfazione per i risultati ottenuti, sottolineando l’importanza di vincere premi in un paese come Israele, con una produzione di vino di alto livello e un pubblico di intenditori.

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Una scoperta sensazionale dell’università di Haifa sta riscrivendo la storia, svelando un legame profondo e antichissimo tra la Sardegna e Israele. Lingotti di piombo, rinvenuti nel porto di Cesarea, portano infatti la firma inequivocabile della terra sarda, precisamente del Sulcis, e marchi cipro-minoici, rivelando un’epoca in cui le due terre erano unite da rotte commerciali e scambi culturali.

Questa scoperta straordinaria ci parla degli Shardana, un popolo di guerrieri del mare, che secondo molti studiosi erano i navigatori nuragici della Sardegna. I lingotti, risalenti all’epoca del faraone Ramses II, testimoniano la presenza sarda in Medio Oriente, un legame che affonda le sue radici in un passato lontano.

Ma le connessioni non si fermano qui. I nuraghi, simboli della civiltà sarda, trovano eco in costruzioni simili in Israele, a testimonianza di un popolo che non conosceva confini e che navigava attraverso il Mediterraneo. La scoperta dei lingotti di piombo non solo conferma la presenza degli Shardana in Israele, ma ci offre anche una nuova prospettiva sulla civiltà nuragica, un popolo di navigatori e commercianti che collegava la Sardegna al Medio Oriente.

Questa scoperta è un tassello fondamentale per comprendere le antiche connessioni tra la Sardegna e Israele, un legame che ci invita a riflettere sulla ricchezza e la complessità della storia del Mediterraneo.

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Lo spettro delle cavallette è tornato a ripresentarsi nelle campagne isolane, soprattutto in quelle più interne e delle piane siccitose. Tremano a Ottana, a Noragugume a Bitti dove lo scorso anno l’invasione delle locuste aveva devastato campi e raccolti. Erano così tante che persino gli automobilisti di passaggio per le strade di collegamento dovevano tenere i finestrini chiusi per non rischiare di trovarsi l’abitacolo invaso.

Yoav Motro Ottana
Yoav Motro Ottana

La scorsa estate quando ormai le cavallette si erano moltiplicate ed era difficile trovare una soluzione immediata, gli esperti israeliani che accompagnavano la delegazione dell’ambasciatore Dror Eydar in visita nell’isola, si erano recati a Ottana per un sopralluogo e avevano dato consigli utili ai responsabili del settore agricoltura della Regione.

La delegazione era guidata da Yoav Motro, considerato in Israele, la massima autorità nella lotta alle locuste che già allora aveva proposto una campagna di monitoraggio, controllo e disinfestazione con l’aiuto dei droni.

Un metodo che aveva anche riproposto ai sardi partecipando al convegno tenutosi a Cagliari il primo dicembre dello scorso anno:  “agriVerso Agricoltura 5.0, Israele incontra la Sardegna” organizzato dall’associazione Chenàbura in collaborazione con la Confagricoltura Sardegna.

in quell’occasione  Motro aveva spiegato una semplice formula per vincere la battaglia contro questi insetti divoratori: “Tecnologia, con l’utilizzo dei droni, scienza, con l’aiuto di esperti, ma soprattutto un ‘comandante’ che opera e prende le decisioni sul campo”.

In una intervista rilasciata al nostro giornale Yoav Motro si era espresso in questo modo: “gli Israeliani non si possono permettere il lusso dell’inefficienza, abbiamo combattuto le invasione di cavallette con successo in Giordania, In Israele, In Etiopia in luoghi dove le cavallette potevano affamare milioni di persone. La nostra esperienza sul campo durante queste diverse campagne, ha creato un metodo abbinato ad una tecnologia molto efficace, che dobbiamo ancora continuare a sviluppare per il bene di tutti. In un mondo in crisi come il nostro, la produzione alimentare va salvaguardata e diventiamo molto più attenti a non perderla. Quando prima si poteva pensare di semplicemente compensare l’agricoltore adesso bisogna proprio proteggere la produzione e I droni sono uno strumento che permette di fare questo”.

I tempi della burocrazia però non sembrano eguire quelli della natura e tantomeno quelli della riproduzione delle cavallette. Oggi la Sardegna è spaventata, i sindaci hanno chiesto interventi immediati alla Regione Sardegna e la resposnabilità di coordinare la campagna contro le cavallette è stata affidata ad un ente pubblico, Laore che sta cercando di accelerare i tempi per chiedere le autorizzazioni necessarie all’utilizzo dei droni almeno per il monitoraggio.

Gli esperti israeliani con la società Alta sono pronti a fare la loro parte.

Di seguito un video in cui i droni di Alta lottano contro le cavallette

L’ambasciata di Israele ha voluto essere presente all’inaugurazione del GIARDINO DEI GIUSTI TRA LE NAZIONI DI SARDEGNA – di via dei Genovesi, 118 a Cagliari.

Il vice ambasciatore Alon Symhayoff nel suo discorso ha ribadito l’importanza di ricordare coloro che a costo della propria vita hanno salvato ebrei dalla morte o dall’internamento nei lager, ma ha voluto anche ribadire l’importanza dell’esistenza dello Stato di Israele che ora difende e tutela gli ebrei, in un mondo dove ancora persiste un antisemitismo strisciante.

Di seguito la registrazione del discorso:

Presentazione del libro

“Mossad, una notte a Teheran”

Di MICHAEL SFARADI

Prefazione di Nicola Porro

Edizione  La nave di Teseo – 2020

 

Evento Organizzato da Associazione Chenàbura – Sardos pro Israele

 Luogo Fondazione “Giuseppe Siotto

Via dei Genovesi, 114

09124 Cagliari,

 

Venerdì 11 Novembre 2022

Orario 18:30

MOSSAD

Una parola che suscita ammirazione e timore allo stesso tempo. Si tratta del servizio di intelligence israeliano che opera all’estero dello Stato ebraico, con analisti ed agenti efficienti e determinati preparati con addestramenti durissimi, sostenuti da tecnologie avanzatissime, informazioni e segreti database sempre aggiornati . Lo scrittore e giornalista Michael Sfaradi ci racconta con due successive spy story basate su straordinarie operazioni veramente accadute questa “macchina da guerra” inarrestabile portandone alla luce il cuore pulsante fatto di esseri umani, donne e uomini con storie, traumi, dubbi ed incertezze.

 

“ Mossad una notte a Teheran”

Il 30 aprile 2018 il premier Benjamin Netanyahu mostrò in diretta televisiva parte dell’archivio segreto sul nucleare iraniano che agenti del Mossad avevano trafugato a Teheran e portato in Israele. In un’operazione unica nella storia dello spionaggio, furono sottratti oltre 55.000 documenti, cartacei ed elettronici, che avevano un peso totale di cinquecento chilogrammi. Secondo gli esperti dell’Intelligence israeliana e della CIA, che visionarono il materiale in anteprima, quei documenti erano la prova che l’Iran stava ingannando il mondo intero e cercava ancora di creare l’atomica. Israele aveva voluto provare al mondo la malafede iraniana, e lo fece attraverso una vasta operazione d’intelligence. Una spy story tesa e incalzante che ricostruisce le tensioni politiche, diplomatiche e militari, che caratterizzarono il periodo che precedette le rivelazioni di Netanyahu e che, basandosi sui misteri dei documenti recuperati, racconta, sotto il velo della fiction, come potrebbe essersi svolta una delle più grandi e controverse operazioni della storia dello spionaggio.

 

“ Operazione fuori dagli schemi”

Nell’ottobre del 2005, arriva sulla scrivania del Memuneh, il direttore del Mossad, un rapporto inaspettato. A inoltrarlo sono gli agenti infiltrati in Siria e quello che contiene lascia il servizio di intelligence israeliano senza parole: il governo di Damasco, con la collaborazione di esperti nord- coreani, sta costruendo un reattore nucleare per scopi militari nel sito sperduto di Al-Kibar. Le informazioni sono dettagliate, l’allerta è altissima, ma prima di agire, prima di prendere qualsivoglia decisione, il Primo ministro israeliano ha bisogno di prove schiaccianti, la cosiddetta “pistola fumante”. È così che scatta l’operazione “Fuori dagli schemi”: un piano perfettamente congegnato, rischiosissimo e non convenzionale, grazie al quale le spie del Mossad proveranno a sventare quella che sembra a tutti gli effetti una delle più grandi minacce di sempre allo Stato ebraico.

Chenabura Museo Sfaradi

Di seguito il link alla registrazione video

A Cagliari, il 1°dicembre 2022, nella Sala Convegni Thotel in via dei Giudicati, 66 è stato presentato l’evento Agriverso Agricoltura 5.0

AgriVerso è un evento voluto e ideato dall’associazione Chenàbura Sardos Pro- Israele nell’ambito della sua attività di amicizia e collaborazione con Israele. L’evento è finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna e patrocinato dall’ambasciata di Israele in Italia. E’ stato realizzato grazie alla collaborazione e il sostegno di Confagricoltura Sardegna che ha creduto nel progetto con l’obbiettivo di favorire lo scambio di conoscenze e di tecnologie con realtà agricole al avanguardia nel mediterraneo e dalla società Momentum.srl, incubatore tecnologico e finanziario per le imprese.

AgriVerso offre una panoramica sui temi caldi dell’agricoltura mondiale quali la Robotica, l’Automazione, l’agricoltura di precisione, la sensoristica, l’utilizzo dei droni aerei, l’Agrivoltaico e le tecniche di Micro-Irrigazione e l’impiego dell’Intelligenza Artificiale in agricoltura.

Protagonisti d’eccezione sono la Robotic Perception System, azienda israeliana leader nella produzione di veicoli elettrici terrestri automatizzati a scopo agricolo; l’Alta Innovation Ltd, produttrice di droni aerei per il monitoraggio e la distribuzione di antiparassitari per l’agricoltura; la Shikun e Doral Energy of Innovation, entrambe leader mondiali nel settore agri-voltaico; la NaanDanJain, produttrice di sistemi di automazione e riduzione dei consumi per mezzo dell’irrigazione di precisione.

AgriVerso è anche un panel di discussione sulla piattaforma finanziaria dell’Agricoltura 5.0. Una parte del convegno sarà infatti dedicata alle opportunità di finanziamento e alle modalità di accesso ai bandi regionali, nazionali e comunitari.

SALUTI ISTITUZIONALI

I lavori saranno aperti da Christian Solinas, Presidente della Regione Autonoma della Sardegna e dal nuovo ambasciatore di Israele in Italia Alon Bar. Seguirà l’intervento del Presidente di Confagricoltura Sardegna Paolo Mele e da Tiziana Allegra, della Caromote.srls di Torino, esperta in start-up, la quale offrirà un quadro d’insieme sulla leadership tecnologica di Israele nel mondo.

Modererà I lavori Ignazio Artizzu, giornalista e attuale Capo Ufficio stampa della Regione Sardegna.

Il dott. Bruno Spinazzola, amministratore della società Momentum.srl e ideatore della conferenza AgriVerso, interverrà per fornire un quadro d’insieme sull’opportunità offerta alle aziende sarde a contatto con il mondo imprenditoriale israeliano che incarna un esempio di efficienza tecnologica grazie al meccanismo delle start-up innovative. Start-up Nation.

OSPITI

Agostino Curreli, Nicola Gherardi

Yoav Motro

Antonio Belloi, Giacomo Cao Tiziana Allegra

Rossella Racugno

Antonio Solinas Mario Carboni, Bruno Spinazzola,

Direttore generale dell’Assessorato all’Agricoltura e di riforma agro-pastorale

Massimo esperto mondiale alla lotta contro le cavallette e rappresentante del ministero dell’agricoltura israeliano

Agriverso - Agricultura 5.0

L’attentato perpetrato da un palestinese con documenti israeliani che ha ucciso 7 israeliani innocenti mentre uscivano dalla preghiera a Gerusalemme nel giorno della Memoria della Shoah, seguito stamani da un altro attacco a fuoco sempre nella capitale dello Stato di Israele, è impregnato di odio antisemita. La violenza contro gli ebrei, cresciuta in tutto il mondo, è nient’altro che una pericolosa arma di persecuzione non solo in Israele, ma in Europa e negli USA. Essa colpisce da decenni comunità, sinagoghe, scuole, insegnati, bambini, donne innocenti in troppe capitali Europee, proprio come a Gerusalemme, a Tel Aviv e in altre cittadine israeliane. Tutta questa violenza è sostenuta da incessanti campagne di delegittimazione e di biasimo contro il popolo ebraico e contro Israele, ed è terribile vedere quanto queste campagne di odio adesso, dopo gli attacchi siano seguite da manifestazioni di gioia a Ramallah, a Jenin, a Shkem, a Gerusalemme stessa. Il secondo terrorista che ha colpito un padre e un figlio, aveva solo 13 anni, ed è ancora più terribile quindi immaginare quanto l’odio contro gli ebrei possa in una mente soggetta a un’educazione in cui il terrorismo viene premiato e lodato.

Il CESCA si adopererà per quanto possibile nel suo compito di educazione che aiuti a capire l’ampiezza e la necessità, per tutti, della lotta contro l’antisemitismo.

I copresidenti Marco Carrai, Fiamma NIrenstein