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Online l’esclusivo evento organizzato da Chenàbura e tenuto da Ilan Dray, brander, mental coach, partner e consulente di “ToDay Ventures”, un acceleratore di Startup con sede a Tel Aviv.
Una conferenza diretta non solo a designer, imprenditori o creativi, ma utile per chiunque abbia un ruolo nella vita di un prodotto, in un team organizzativo o debba relazionarsi con clienti. I video del convegno sono visionabili al link qui sotto.

Due mesi di incontri iniziati il 12 novembre del 2024 per raccontare a tutto tondo la cultura e la storia del popolo ebraico, con interventi di docenti universitari, studiosi di testi antichi, giuristi.
Un ricco calendario con uno spazio dedicato al cinema, ad una mostra in ricordo degli ottanta anni della deportazione degli ebrei di Rodi e al sardo Girolamo Sotgiu, alle celebrazioni del calendario festivo.
Ogni martedì un appuntamento con la cultura che ha permesso ai tanti appassionati di entrare nel profondo di costumi e usanze del popolo ebraico, con l’obiettivo di aiutare i partecipanti a contribuire alla lotta all’antisemitismo.
Una storia quella del popolo ebraico caratterizzata da continue persecuzioni, un capro espiatorio buono per tutti i periodi storici nei quali le crisi economiche unite a quelle dei valori hanno portato alla caccia di un nemico comune, cui attribuire i mali che affliggevano la società. Lotta all’antisemitismo, ma anche ricerca dei valori giudaico cristiani che accomunano gli europei e del grande contributo che questi hanno dato al progresso e alla civilizzazione, questi gli obiettivi della stagione culturale di Chenàbura.
Nell’immagine sotto la foto scattata durante una lezione tenuta dalla docente universitaria Nicoletta Bazzano “Gli ebrei in Europa: dalla peste nera al Rinascimento”.

 

Lunedì 7 ottobre 2024, l’associazione Chenàbura Sardos pro-Israele invita a una serata di riflessione e memoria presso la propria sede in Via Lamarmora 88, Cagliari. L’evento, gratuito e su prenotazione, avrà inizio alle ore 18:00 con i saluti del Presidente Mario Carboni.

A seguire, verrà proiettato il docufilm “#Nova – Yes studio 2024”, un’opera che racconta con realismo e pudore la tragica strage di Hamas al Nova Festival, attraverso i video delle vittime e dei carnefici.

La serata proseguirà con un collegamento in diretta da Tel Aviv con il giornalista e scrittore Micheal Sfaradi, e con la testimonianza del direttore Bruno Spinazzola, che ripercorrerà gli eventi del 7 ottobre attraverso immagini inedite e significative.

Dopo una discussione aperta, la serata si concluderà con la preghiera del Kaddish in memoria delle vittime.

Un’occasione per ricordare, riflettere e testimoniare la solidarietà verso le vittime di questa tragedia.

Il 15 settembre 2024 si è celebrata anche a Cagliari la Giornata Europea della Cultura Ebraica. “La famiglia ebraica europea tra valori tradizionali e adattamento alle esigenze della vita moderna” è stato il tema dell’anno che Chenàbura ha sviluppato attraverso una serie di eventi svolti nell’arco della giornata presso il MUCE.

All’interno della sede del Piccolo Museo sono stati proiettati per l’intera mattinata filmati dedicati alla vita familiare ebraica sia di quella nucleare che comunitaria, come quella dei Kibbutz. È stato inoltre approntato il tavolo delle cerimonie per poter far comprendere al pubblico uno dei riti più sentiti nella cultura ebraica, lo Shabbat, ovvero la cena del venerdì che precede la giornata di riposo del sabato.

Il programma ha incluso la visita guidata dall’esperta in storia dell’arte, Roberta Carboni, tra le vie e i luoghi dove visse la comunità ebraica cagliaritana fino al 1492, prima che l’Editto di Granada la costringesse alla fuga dall’isola.

Il pomeriggio è stato poi dedicato alle relazioni: il dottor Bruno Spinazzola ha parlato della famiglia Kibbutz; il dottor Daniele Zaccheddu delle regole giuridiche che disciplinano il matrimonio ebraico, base per la nascita della famiglia; il professor Gianluca Scroccu dell’ Università degli studi di Cagliari ha trattato invece la storia delle famiglie ebraiche devastate dalle persecuzioni; il professor Andrea Corsale, anche lui docente all’Università degli studi di Cagliari, ha continuato soffermandosi su un fatto storico raccontato nel libro “I diario di Eva Heyman”. A chiudere la serata, la dottoressa Alessandra Addari che ha riportato la discussione nella realtà attuale e sull’antisemitismo diffuso.

Nel 2023, la Regione Sardegna, in qualità di autorità di gestione del programma europeo Interreg NEXT MED, ha lanciato il concorso fotografico “Trova il Mediterraneo nella tua città”. L’iniziativa, nata per celebrare la Giornata del Mediterraneo, ha invitato giovani fotografi di età compresa tra i 18 e i 30 anni a catturare l’essenza della cultura, del patrimonio e della storia del Mediterraneo nelle città dei 15 paesi partecipanti: Algeria, Cipro, Egitto, Francia, Grecia, Israele, Italia, Giordania, Libano, Malta, Palestina, Portogallo, Spagna, Tunisia e Turchia.

I partecipanti hanno inviato le loro fotografie entro il 10 novembre, seguendo le istruzioni fornite sul sito web del programma. Le immagini, votate dal pubblico, hanno celebrato la diversità e la ricchezza del Mediterraneo, rivelando le sfumature uniche che si manifestano in ogni città.

I vincitori del concorso hanno avuto l’opportunità di presentare le loro opere durante un evento Interreg NEXT MED, con spese di viaggio e alloggio incluse. Il concorso, parte della più grande iniziativa multilaterale finanziata dall’Unione Europea nello spazio mediterraneo, ha promosso la cooperazione e la valorizzazione del patrimonio culturale condiviso.

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Il 25 aprile 2023, la cittadina di Luras è stata teatro di un evento sportivo dal forte valore simbolico: il torneo di calcio “Selis Social Goal”. L’iniziativa, nata da un’idea di Enea Selis e sostenuta dal main sponsor Le Coq Sportif, ha portato in campo bambini provenienti da contesti difficili, uniti dalla passione per il calcio.

Oltre alle squadre locali, come il Cagliari femminile, hanno partecipato al torneo una rappresentativa mista di bambini israeliani e palestinesi, e una squadra di giovani atleti ucraini, rifugiati in Lussemburgo a causa della guerra. Un messaggio di pace e inclusione, che ha visto il calcio come linguaggio universale capace di superare barriere e pregiudizi.

Il torneo, che ha fatto da apripista al 26° Torneo mondiale “Manlio Selis”, si è svolto in un clima di festa e condivisione, con sfilate, partite e premiazioni. Un’occasione per i bambini di giocare spensierati e per gli adulti di riflettere sull’importanza della pace e della solidarietà.

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Nell’agosto 2022, Sassari è stata il palcoscenico di un evento sportivo di portata internazionale: la Waterpolo Sardinia Cup. La città sarda ha ospitato le migliori nazionali di pallanuoto del mondo, sia maschili che femminili, per una settimana di gare emozionanti e spettacolari.

L’evento, organizzato dal Comitato FIN Sardegna, ha visto la partecipazione di atleti provenienti da otto nazioni: Italia, Spagna, Ungheria, Olanda, Grecia, Israele, Serbia e Croazia. Le nazionali femminili hanno aperto la competizione, seguite dalle blasonate squadre maschili, in un calendario ricco di appuntamenti e sfide avvincenti.

La Waterpolo Sardinia Cup è stata un’occasione unica per gli appassionati di pallanuoto, che hanno potuto ammirare da vicino i campioni di questo sport e assistere a partite di altissimo livello. L’evento ha rappresentato anche un’importante vetrina per la Sardegna, che ha dimostrato di essere una terra ospitale e appassionata di sport acquatici.

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Nel maggio 2019, l’Auditorium del Conservatorio di Musica “G. Pierluigi da Palestrina” di Cagliari ha ospitato un evento musicale di grande rilievo: il recital del pianista israeliano Misha Dacić. L’artista, acclamato a livello internazionale, ha offerto al pubblico cagliaritano un programma affascinante, spaziando tra le musiche di Scarlatti, Schumann, Albeniz ed Enescu.

Misha Dacić, già noto per le sue esibizioni nei più prestigiosi palcoscenici del mondo, ha incantato il pubblico con la sua tecnica impeccabile e la sua profonda interpretazione. La sua performance ha rappresentato un’esperienza emozionante attraverso epoche e stili musicali diversi, confermando il talento e la versatilità di questo straordinario pianista.

La serata è stata un’occasione per apprezzare la bravura di Misha Dacić, che ha saputo conquistare il pubblico con la sua passione e la sua maestria.

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Noa, la celebre cantante israeliana, ha un legame speciale con la Sardegna, un’isola che ama per la sua bellezza e la sua ricca tradizione musicale. Nel 2021, questo legame si è concretizzato nella collaborazione con il trombettista sardo Paolo Fresu per il brano “Due Cuori-Andimironnai”, una reinterpretazione di un’antica melodia sarda.

La canzone, composta da Andrea Granitzio, affonda le sue radici nell’Andimironnai, un canto tradizionale sardo, e fa parte di un progetto più ampio per valorizzare l’identità culturale della Sardegna. Noa, con la sua voce incantevole, ha arricchito il brano con una strofa in ebraico, creando un ponte tra culture diverse.

La carriera di Noa è costellata di successi, da “La vita è bella” alla collaborazione con Pino Daniele, e di riconoscimenti, come il premio “Artista per la Pace”. Il suo amore per la Sardegna si è manifestato anche in altre occasioni, come le esibizioni con Andrea Parodi ed Elena Ledda.

“Due Cuori-Andimironnai” è solo l’ultimo capitolo di una storia d’amore tra Noa e la Sardegna, un’isola che ha conquistato il suo cuore e la sua arte.

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Nel maggio 2022, il Teatro Lirico di Cagliari ha ospitato un evento musicale di grande prestigio: il concerto del pianista israeliano Tom Borrow. Il giovane artista, astro nascente del concertismo internazionale, ha offerto al pubblico cagliaritano un programma ricco e variegato, spaziando dalle atmosfere romantiche di Chopin alle sonorità più moderne di Janáček e Prokof’ev.

La serata si è aperta con la Sonata in mi bemolle minore per pianoforte “1.X.1905” di Leoš Janáček, un’opera intensa e appassionata. A seguire, Tom Borrow ha eseguito tre capolavori di Fryderyk Chopin: la Fantasia in fa minore op. 49, la Ballata n. 3 in La bemolle maggiore op. 47 e la Polacca-Fantasia in La bemolle maggiore op. 61. Il concerto si è concluso con la Sonata n. 6 in La maggiore op. 82 di Sergej Prokof’ev, un’opera complessa e virtuosistica.

La performance di Tom Borrow ha incantato il pubblico, che ha apprezzato la sua tecnica impeccabile e la sua sensibilità interpretativa. Un viaggio musicale emozionante, che ha confermato il talento di questo giovane pianista israeliano.

Nel febbraio del 2023, la Sardegna ha ospitato un evento di danza di risonanza internazionale: la Koresh Dance Company (USA) ha portato in scena “La Danse & Bolero”, uno spettacolo che ha affascinato il pubblico di Sassari e Cagliari.

Le coreografie di Ronen “Roni” Koresh, coreografo israeliano di fama mondiale, hanno dato vita a un dialogo tra arte e musica. “La Danse”, ispirata ai dipinti di Henri Matisse, ha portato sul palco un’esplosione di colori e movimenti, mentre “Bolero”, sulle note dell’omonima composizione di Maurice Ravel, ha trascinato il pubblico in un crescendo di energia e ritmo.

Gli spettacoli, tenutisi al Teatro Comunale di Sassari e al Teatro Massimo di Cagliari, hanno visto protagonisti i talentuosi ballerini Melissa Rector, Micah Geyer, Kevan Sullivan, Robert Tyler, Sarah Shaulis, Paige Devitt, Callie Hocter, Devon Larcher e Savanna Mitchell. La loro interpretazione ha reso omaggio alla versatilità e alla capacità della Koresh Dance Company di esplorare diverse sfaccettature della danza e della vita.

“La Danse & Bolero” ha rappresentato un momento di grande emozione per il pubblico sardo, che ha potuto apprezzare la bellezza e l’energia di questa compagnia, per la prima volta in Italia e in Sardegna.

Carloforte si prepara a ospitare la ventesima edizione del Girotonno, la kermesse dedicata al tonno rosso del Mediterraneo, in programma dal 30 maggio al 2 giugno 2024. Come da tradizione, l’evento clou sarà la Tuna Competition, la gara gastronomica che vedrà sfidarsi sei nazioni a colpi di ricette creative e gustose.

Quest’anno, la competizione si arricchisce di un significato speciale, con il debutto di tre nazioni: Grecia, Israele e Palestina. Un’occasione per celebrare la diversità culturale e culinaria del Mediterraneo, e per promuovere il dialogo e la comprensione tra popoli.

A sfidarsi, chef provenienti da tutto il mondo:

  • Brasile: chef Tom, al secolo Jefferson Elias Ribeiro da Silva.
  • Giappone: Yamamoto Eiji.
  • Italia: campione in carica.
  • Grecia: Vasilis Papikinos e Skandalakis “Soti” Sotirios.
  • Israele: Tze’ela Rubinstein e Mauro Galati.
  • Palestina: Shady Hasbun e Samia Sowwan.

Un melting pot di culture e sapori, che renderà questa edizione del Girotonno un evento indimenticabile.

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Il 3 aprile 2024 il Piccolo Museo ha organizzato una serata di riflessione sull’antisemitismo contemporaneo con la partecipazione di Fabrizio Cipriani, rabbino, musicista ed esperto di cultura ebraica. Cipriani, che è stato anche soggetto ad azioni antisemite a Genova e a Nizza, dove ha abitato, solo perché portava la sua kippah, ha analizzato la storia dell’antisemitismo partendo dai primi episodi storici risalenti al periodo dell’occupazione romana dei territori israeliti.

“Oggi – ha detto – si assiste ad una nuova ondata di antisemitismo che occorre combattere senza lasciarsi intimorire. Sono tornati a galla vecchi pregiudizi e beceri stereotipi che l’Europa dovrebbe avere la capacità di riconoscere”. Cipriani ha esortato dunque la piccola comunità sarda e i simpatizzanti del popolo ebraico a non avere paura e a rispondere con coraggio agli attacchi.

È possibile recuperare l’intervento del rabbino nel video qui sottostante.

 

Il 4 aprile 2024, il Centro Servizi Culturali UNLA di Oristano ospiterà un evento importante: la presentazione del libro di Alessandro Matta, “Gli ebrei della Sardegna durante le leggi antiebraiche e la Shoah”. Questo libro è il risultato di anni di ricerca e si propone di colmare una lacuna nella storia sarda, raccontando cosa successe alle poche famiglie ebree presenti sull’isola durante il periodo delle leggi razziali e della Shoah.

L’autore, Alessandro Matta, ha dedicato la sua vita allo studio della Shoah e della storia ebraica. In questo libro, ci conduce in un viaggio attraverso documenti d’archivio, testimonianze e storie di vita, per ricostruire un quadro completo di un periodo buio. Matta ci pone domande importanti: come reagirono i sardi alle leggi razziali? Quale fu il ruolo delle autorità? E come gli ebrei sopravvissuti contribuirono alla ricostruzione del dopoguerra?

Questo libro è un’occasione per riflettere sul passato, per non dimenticare le vittime della Shoah e per imparare dagli errori del passato.

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Nel marzo del 2022, la Sardegna ha fatto tappa a Tel Aviv, partecipando con successo all’International Mediterranean Tourism Market (IMTM). Dopo aver promosso le sue bellezze a Parigi al Salone del Turismo, l’isola ha puntato sul mercato israeliano, un bacino turistico di grande interesse.

Uno stand di 100 mq, allestito con cura, ha ospitato operatori turistici sardi e momenti di promozione enogastronomica, attirando l’attenzione di numerosi visitatori e di importanti figure istituzionali.

L’assessore regionale Gianni Chessa ha sottolineato l’importanza del mercato israeliano, che prima della pandemia rappresentava un’importante fonte di introiti per l’Italia. Ha inoltre ribadito l’impegno della Regione a promuovere la Sardegna a livello internazionale, valorizzando le sue risorse naturali, culturali e gastronomiche.

La partecipazione all’IMTM si è rivelata un’occasione preziosa per presentare l’offerta turistica sarda a un pubblico internazionale e per rafforzare i legami con il mercato israeliano.

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Il 26 marzo 2024, Cagliari diventa il punto di riferimento per la cooperazione europea nel Mediterraneo. L’aula Magna della Facoltà di Ingegneria ospiterà un evento informativo sul Programma Interreg NEXT MED, un’occasione imperdibile per scoprire le opportunità di finanziamento offerte dall’Unione Europea.

L’incontro, organizzato dall’Autorità di Gestione Interreg NEXT MED e dallo sportello Europe Direct “Regione Sardegna”, si rivolge a tutti gli attori del territorio sardo interessati a partecipare a progetti di collaborazione nel bacino del Mediterraneo. Un’opportunità per conoscere i programmi di cooperazione territoriale europea e, in particolare, il primo bando NEXT MED, con un finanziamento di 103 milioni di euro.

La Sardegna, in qualità di Autorità di Gestione, è al centro di questo programma, che coinvolge 15 Paesi del Mediterraneo: Algeria, Cipro, Egitto, Francia, Giordania, Grecia, Israele, Italia, Libano, Malta, Palestina, Portogallo, Spagna, Tunisia, Turchia. L’obiettivo è promuovere uno sviluppo intelligente, sostenibile ed equo. Un’occasione per costruire ponti tra culture e territori, e per dare vita a progetti innovativi e di impatto.

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La Sardegna ha fatto centro a Tel Aviv, portando a casa importanti riconoscimenti al prestigioso concorso internazionale Terravino 2016. Il protagonista indiscusso è stato il Tìros di Siddùra, un vino rosso che ha conquistato la giuria e si è aggiudicato la medaglia d’oro, unico vino sardo a ottenere il massimo riconoscimento.

Il Tìros, nato con l’ambizione di competere con i migliori vini del mondo, ha dimostrato di essere all’altezza delle aspettative, superando la concorrenza di oltre 600 vini provenienti da 24 paesi diversi. La giuria, composta da esperti internazionali, ha riconosciuto la qualità e l’eccellenza di questo vino sardo, confermando il valore del progetto della Cantina Siddùra.

Ma non è finita qui. La Sardegna ha portato a casa anche due medaglie d’argento, conquistate dal Cannonau Fòla 2014 e dal Vermentino di Gallura Bèru, entrambi della Cantina Siddùra. Un successo che conferma l’eccellenza della produzione vinicola sarda e la sua capacità di competere a livello internazionale.

L’amministratore delegato di Siddùra, Massimo Ruggero, ha espresso grande soddisfazione per i risultati ottenuti, sottolineando l’importanza di vincere premi in un paese come Israele, con una produzione di vino di alto livello e un pubblico di intenditori.

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Nel pomeriggio del 22 settembre 2013, mentre l’isola era in fermento per la visita di Papa Francesco a Cagliari, ad Alghero si svolse un evento di portata storica: la riapertura della Porta a Mare, un varco murato da quasi tre secoli. Questo evento segnò un momento di riconciliazione con il passato ebraico della città, riportando alla luce un pezzo di storia dimenticata.

La cerimonia, che vide la partecipazione dell’allora ambasciatore d’Israele in Italia, Naor Gilon, e del suo predecessore Gideon Meir, rappresentò il culmine della “Settimana della Juharia”, una serie di eventi dedicati alla riscoperta del quartiere ebraico di Alghero.

La Porta a Mare, un tunnel che collega il porto con la piazza della Juharia, era stata chiusa nel 1728 per motivi di difesa. La sua riapertura non solo restituì alla città un antico passaggio, ma riaprì anche un dialogo con la storia ebraica di Alghero, una delle comunità più importanti della Sardegna nel XIV secolo.

L’evento fu anche l’occasione per un convegno di studi sulla presenza ebraica ad Alghero, che approfondì la storia di questa comunità e il suo impatto sulla città. Alghero, infatti, fu un importante centro ebraico, con una comunità economicamente potente che lasciò un segno indelebile nella storia locale.

La riapertura della Porta a Mare rappresentò un momento di grande significato simbolico, un ponte tra passato e presente, un modo per onorare la memoria di una comunità che ha contribuito a plasmare la storia di Alghero.

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Ti sei mai chiesto perché certi piatti sardi abbiano un sapore così…antico? La risposta potrebbe affondare le radici in una storia dimenticata, fatta di incontri, migrazioni e tradizioni nascoste. Un recente studio ha riportato alla luce l’influenza della cultura ebraica sulla gastronomia sarda, svelando come ricette secolari nascondano segreti e simbolismi legati a un popolo che ha lasciato un’impronta indelebile sull’isola.

L’articolo di Cagliari Pad ci guida alla scoperta di piatti come la “burrida” cagliaritana e il “pane purile“, testimonianze viventi di un incontro tra culture avvenuto secoli fa. A causa dell’editto di Granada, molti ebrei furono costretti a scegliere se lasciare la Sardegna o convertirsi al cristianesimo. Tanti tra i rimasti sull’isola continuarono però a tramandare le loro tradizioni culinarie in segreto, mescolandole con quelle locali.

L’associazione Chenàbura ha condotto una ricerca approfondita, svelando i segreti di queste pietanze e ricostruendo la storia di una comunità che ha lasciato un’impronta indelebile sull’isola. Un tour guidato nella “giuderia” di Cagliari ci permette di immergerci in questa storia, di immaginare la vita di queste persone e di assaporare i sapori di un passato ritrovato.

Questa ricerca è un invito a riscoprire le nostre radici e a riflettere su come il cibo possa essere un ponte tra culture e generazioni. Un’occasione per celebrare la diversità culturale e l’importanza della memoria storica, e per riscoprire il valore di tradizioni che rischiavano di essere dimenticate.

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Il 26 gennaio 2024, il Conservatorio Pierluigi da Palestrina di Cagliari ha ospitato una toccante cerimonia in occasione del Giorno della Shoah. Un momento di riflessione profonda, arricchito dal dialogo tra Ignazio Artizzu, Capo redattore di Rai3 Sardegna, e Bruno Spinazzola, vicepresidente dell’associazione Chenàbura Sardos pro Israele.

Il dialogo ha affrontato il tema della persistenza dell’antisemitismo, con Spinazzola che ha sottolineato come la Shoah non sia un evento relegato al passato, ma un trauma che continua a riverberarsi nel presente.

Spinazzola, rifugiato di seconda generazione, ha condiviso la storia della sua famiglia, segnata dall’espulsione dalla Tunisia negli anni ’50. Ha poi ricordato le due tragedie che hanno colpito il popolo ebraico nel XX secolo: la Shoah e l’espulsione degli ebrei dai paesi arabi.

Il massacro del 7 ottobre in Israele è stato un punto centrale della discussione. Spinazzola ha paragonato l’evento a una “mini-Shoah”, un trauma che ha rievocato le atrocità del passato. Ha poi evidenziato la differenza tra il massacro di civili e il combattimento tra eserciti, sottolineando la crudeltà e la natura indiscriminata dell’attacco di Hamas.

Artizzu ha introdotto il termine “Pogrom”, chiedendo a Spinazzola un’analisi degli eventi del 7 ottobre. Spinazzola ha ribadito la natura di massacro dell’attacco, distinguendolo dal conflitto in corso a Gaza.

La discussione si è spostata sull’importanza di riconoscere le nuove forme di antisemitismo e le ideologie genocidarie che si manifestano nel presente. Spinazzola ha messo in guardia contro l’illusione che la Shoah non possa ripetersi, sottolineando la necessità di “cambiare occhiali” per riconoscere le nuove minacce.

Il dialogo si è concluso con una riflessione sulla pace e sulla necessità di un cessate il fuoco, condizione preliminare per qualsiasi prospettiva di pace. Spinazzola ha condiviso le lezioni apprese dalla Shoah: la necessità di rimanere lucidi, di credere alle minacce, di riconoscere l’importanza della difesa e di affrontare le notizie difficili senza illusioni.

La cerimonia ha offerto un momento di riflessione profonda sulla memoria della Shoah e sulla sua rilevanza nel presente, un monito contro l’indifferenza e l’odio.

Il 27 gennaio 2024, il Piccolo Museo di Cultura Ebraica di Cagliari ha ospitato la presentazione del libro di Alessandro Matta, “Gli ebrei della Sardegna durante le leggi antiebraiche e la Shoah”. Un’opera importante, che ricostruisce un capitolo doloroso della storia sarda, dalle leggi razziali del 1938 alla Shoah.

Il libro, edito da La Giuntina e frutto di una lunga ricerca, si interroga su cosa accadde alle poche famiglie ebree presenti in Sardegna durante quegli anni bui. Come reagirono i sardi? Quale fu il ruolo delle autorità? E come gli ebrei sopravvissuti contribuirono alla ricostruzione del dopoguerra?

Attraverso documenti d’archivio, testimonianze e storie di vita, Alessandro Matta ci restituisce un quadro vivido e commovente di un’epoca che non deve essere dimenticata. Un libro che è un monito contro l’odio e l’intolleranza, e un tributo alla memoria di chi ha sofferto.

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L’associazione Chenàbura Sardos Pro Israele celebra il Giorno della Memoria con una targa in ricordo del pogrom del 7 ottobre 2023 sferrato contro gli israeliani dai terroristi di Hamas.

La targa, la prima in Italia, verrà presentata il giorno 25 gennaio 2024 all’interno del Giardino dei Giusti di via Lamarmora, 88 alle ore 10:00.

Una targa in ricordo del terribile pogrom operato per mano di Hamas il 7 ottobre 2023.
Così l’associazione Sardos Pro Israele intende celebrare quest’anno la giornata della memoria.

La targa verrà scoperta il giorno 25 gennaio prossimo alle ore 10:00 nel Giardino dei Giusti tra le Nazioni sardi posto in via dei Genovesi 88.

Si intende ricordare le vittime del 7 ottobre, civili assassinati perché ebrei o amici di ebrei, solo perché si trovavano al di la di una frontiera, trucidati in modo efferato, uccisi dopo violenze inaudite comprese lo stupro e la mutilazione di ragazze, donne e bambine; padri massacrati davanti ai figli e figli davanti ai genitori, con centinaia di ostaggi, alcuni ancora prigionieri, compresi dei lattanti.

“Ci sembra il miglior modo per celebrare una giornata che serve a far riflettere sulla tragedia della Shoah e su come questa possa ripetersi” – afferma Mario Carboni presidente dell’Associazione Chenàbura Sardos pro Israele.

“La memoria della Shoah deve essere celebrata ricordando che l’antisemitismo non è finito con la chiusura dei campi di sterminio, ma purtroppo è ancora presente in Europa e nel mondo e si nasconde dietro l’antisionismo – prosegue – “negare una patria a chi è stato per millenni perseguitato, perché non vi era uno Stato legittimo a proteggerlo, equivale a dire che gli ebrei non hanno diritto di esistere come popolo” – ha infine concluso  Mario Carboni che con l’associazione Chenàbura Sardos Pro Israele in questi ultimi mesi trascorsi dal terribile attacco nel territorio israeliano da parte dei terroristi di Hamas e la recrudescenza dei fenomeni di antisemitismo, ha sempre cercato di riaffermare le ragioni di un popolo e il suo diritto alla difesa contro l’attacco armato e una propaganda che rivisita la storia a proprio uso e consumo, persino sulla Shoah.

Il calendario delle celebrazioni programmato dall’Associazione Chenabura Sardos Pro Israele,  inizierà la mattina di giovedì 25 gennaio 2024 a partire dalle ore 10:00 con l’inaugurazione della targa alla memoria dei 1500 civili inermi che in un solo giorno sono stati trucidati dalla furia dei terroristi il 7 ottobre 2023 e di quanti a costo della vita sono accorsi e hanno aiutato molti israeliani a salvarsi.

Proseguirà il giorno dopo 26 gennaio 2024 alle ore 10:30 con la partecipazione di una delegazione agli eventi ufficiali organizzati dalla Prefettura di Cagliari nel teatro del Conservatorio Pier Luigi da Palestrina con la presenza di una delegazione dell’associazione composta dal vicepresidente Bruno Spinazzola, sociologo e regista e Alex Zarfati esperto di social media e algoritmi. Intervento: “Il riattivarsi dell’immaginario antisemita e la Memoria del presente sui nuovi mezzi d’informazione”

Sabato 27 gennaio 2023 a partire dalle ore 16,30 un nuovo tour della giuderia con la guida Roberta Carboni  si concluderà alle 17.30 sempre nel Giardino dei Giusti sardi di palazzo Siotto in via dei Genovesi 118 con una riunione degli amici d’Israele per una riflessione collettiva sull’antisemitismo dei nostri giorni.

In seguito dalle 19.00 i convenuti si trasferiranno nella sede del Piccolo museo di cultura ebraica in via Alberto Lamarmora, 88 dove verrà presentato il libro di Alessandro Matta “gli ebrei della Sardegna durante le leggi antiebraiche e la Shoah” edito dalla casa editrice Giuntina, in presenza dell’autore.

PROGRAMMA dell’Associazione Chenaàbura Sardos pro-Israele

Il 27 Gennaio la sede dell’Associazione sarà aperta tutto il giorno dalle ore 9:00

 

25 Gennaio – ore 10:00

  • Presentazione della targa in ricordo del Pogrom del 7 Ottobre 2023 Giardino dei Giusti. Via Dei Genovesi 118, Cagliari

 

26 Gennaio – ore 10:30     

  • Cerimonia “Giorno della memoria” organizzata dalla Prefettura di Cagliari. Conservatorio G.Pierluigi da Palestrina di Cagliari
  • Partecipazione di una delegazione di Chenàbura
    Interverranno:
    Bruno Spinazzola  – “Il 7 Ottobre 2023, attualità della memoria”
    Alex Zarfati “Social media e algoritmi”Moderatore Ignazio Artizzu Capo Redattore RAI Sardegna

 

27 Gennaio

  • ore 14:00   Diretta TG – RAI 3 Sardegna nel Giardino dei Giusti
  • ore 16:30 Tour della Giuderia Partenza Piazza Aquilino – Cannas – Prenotazioni 351 829438
  • ore 17:00 Incontro nel Giardino dei Giusti degli amici dell’Associazione Chenàbura
  • ore 17:30 Presentazione del libro “Gli Ebrei della Sardegna durante le Leggi Antiebraiche e la Shoah” In presenza dell’autore Alessandro Matta,Presidente dell’Associazione  memoriale Sardo della Shoah

Sede dell’Associazione Via Lamarmora 88, Cagliari

 

Eventi di interesse durante la Giornata

25 Gennaio ore 16:30  –  Emilio Gentile “Il fascismo e le leggi razziali”,  Aula Magna “Capitini” Facoltà di Studi Umanistici, Via Is Mirrionis  Cagliari

28 Gennaio ore 17:30Alessandra Matta presentazione del libro “Gli Ebrei della Sardegna durante le Leggi Antiebraiche e la Shoah”, Centro culturale EXO, Piazza Maria Carta Poggio Dei Pini

Il mondo dopo il 7 Ottobre 2023 è cambiato, ma c’è una cosa che non è mutata é l’antisemitismo nel mondo.

Ogni episodio che mette in luce l’esistenza degli ebrei nel mondo o che coinvolge lo Stato di Israele suscita paradossalmente un incremento di espressioni, di insulti e di atti antisemiti.

Già il termine “antisemitismo” é tributario di una visione razziale che crea confusione e non rende conto di tutti gli odii anti-ebraici di oggi: l’antigiudaismo che è di matrice religiosa (concilio di Nicea, 325 e.v,) l’antisemitismo che ne é derivato di stampo politico-culturale e l’antisionismo nato dalla creazione dello Stato di Israele si accumulano, si intrecciano e si espandono nella nostra società e nei social media.

Per contrastare la “tentazione” antisemita, l’Associazione Chenàbura organizza un Convegno mirato a fare il punto sulle nuove forme di antisemitismo emerse a seguito del conflitto tra Israele e Hamas.

Nel corso del convegno “L’antisemitismo oggi” specialisti e studiosi cercheranno di rispondere alle domande più difficili : come si evolve e come si contrasta l’antisemitismo su internet e nei social media?. Quale relazione c’è tra antisemitismo e antisionismo?

E, ancora, l’antisemitismo é un razzismo come un altro? Quali sono le sue caratteristiche e particolarità?

Ai suddetti quesiti e a molti altri risponderanno i nostri relatori  partendo dalla metafora del canarino:

“L’antisemitismo è il canarino nella miniera, il barometro della salute della nostra repubblica” 

Nelle miniere, si portavano dei Canarini che avvertivano la presenza del gas esplosivo (grisù) prima dei minatori, segnalando loro il pericolo.

La nostra Repubblica deve ri-affermare l’essenziale : i valori sui quali è fondata, i principi di tolleranza e libertà, grazie ai quali tutti in Italia possono vivere in Pace, qualunque sia la loro origine e il loro credo.

L’antisemitismo Oggi”
Conoscere l’antisemitismo per contrastare la “tentazione” antisemita

 

Data e ora dell’evento: 13 Dicembre – ore 15:00
Luogo dell’evento: T.Hotel – Cagliari

Organizzatore: Associazione Chenàbura Sardos Pro-Israele

Presidente: Mario Carboni

Direttore dell’evento:  Bruno Spinazzola (cell. 335 6806182)

Patrocinio:

  • UCEI – Unione delle Comunità Ebraiche Italiane
  • Comunità Ebraica di Roma
  • MUCE – Il piccolo museo di cultura Ebraica – Cagliari
  • Federazione Italia-Israele
  • Ambasciata di Israele
  • Istituto Cattaneo
  • Associazione memorial Sardo della Shoa
  • Giuntina editore
  • Momentum.srl
  • Comune di Quartu Sant’Elena
  • Regione Auronoma della Sardegna
  • Comune di Cagliari

Streaming:

  • Youtube
  • Facebook

Programma

Ore 15.00  – Accettazione e inizio streaming

 

Ore 15.15 – Interventi

Mario Carboni – Presidente dell’associazione Chenàbura Sardos Pro-Israele

Giorgio Angius – Vice Sindaco di Cagliari

Christian Solinas – Presidente della Regione Autonoma della Sardegna

Giulio Disegni – Presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane – UCEI

Alon Bar – Ambasciatore d’Israele in Italia (online)

 

Introduzione

Dialogo tra Bruno Spinazzola Direttore scientifico del convegno “L’Antisemitismo Oggi” e Fiamma Nirenstein  Giornalista de il Giornale e Senior Fellow – Jerusalem Center for Public Affairs

 

Ore 16:00 – Panel – L’antisemitismo in Italia

Coordina Bruno Spinazzola Chenàbura

Ruth Dureghello  – Attualità dell’antisemitismo
già presidente della Comunità Ebraica di Roma

Carlo Santoro – Segretario del Prefetto per la lotta contro l’antisemitismo

Milena Santerini – L’antisemitismo e le sue metaformosi  (online)
Vicepresidente Memoriale della Shoa – Milano
Ordinaria di pedagogia, l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
Già coordinatrice nazionale per la lotta contro l’antisemitismo presso la Presidenza del Consiglio dei ministri
Autore del libro “L’antisemitismo e le sue metaformosi” 2023 Giuntina

 

Ore 16:40  – Panel –  Sviluppo dell’antisemitismo

Coordina Ignazio Artizzu  Capo redattore RAI Sardegna

Prof. Asher D. Colombo – Presentazione della ricerca “Studenti universitari, ebrei e Israele prima e dopo il 7/10/2023  (Pubblicata il 20 Novembre 2023)
Presidente dell’Istituto Cattaneo,  Professore Università di Bologna

Prof. Ugo Volli – L’antisemitismo particolarità e differenze
Storico e editorialista, Università di Torino
Direttore del CIRCE dell’Università di Torino (Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla Comunicazione)
Autore del libro “La Shoà e le sue radici, un percorso didattico” 2023 Marcianum

 Alex Zarfati – L’antisemitismo nei social media e negli algoritmi
Presidente di “Progetto Dreyfus” www.progettodreyfus.com
Consegilere UCEI

 

Ore 17:00 –  Coffee BREAK

Ore 18:00 – Panel – L’antisemitismo, espressione e vissuto nel medio oriente

Coordina Alessandra Addari Giornalista

Alessandro Matta – L’antisemitismo nei media mediorientali
Presidente dell’associazione Memoriale Sardo della Shoa
Autore del libro “”Gli Ebrei della Sardegna durante le leggi antiebraiche e la Shoa” 2023 Giuntina

Marta Proietti Orzella – Attrice

Prof.essa Sarah Kaminski –  L’antisemitismo visto da Israele
Docente di lingua e di cultura israeliana, Università di Torino
Traduttrice di David Grossman, Amos Oz, Aharon Appelfeld, Shifra Horn

 

Ore 18:30 – Dibattito

 

Ore 19:00 – Cerimonia dell’accensione delle candele di Hanouckah

L’autunno dell’archeologia sarda, già denso di appuntamenti,  inizia con un evento inedito nel suo genere ad opera dell’associazione Chenàbura: l’incontro tra una delegazione di archeologi israeliani e  i professori Giovanni Ugas e Raimondo Zucca per un tour in alcuni dei più importanti siti di età nuragica della Sardegna a cui seguirà  un convegno che per la prima volta esplorerà in maniera scientifica i dati storici sull’esistenza e i rapporti tra gli Shardana e gli altri popoli del Mediterraneo.

Si tratta di un’occasione unica di confronto, la prima nel suo genere promossa dall’associazione Chenàbura che ha come obiettivo lo studio delle similitudini tra le costruzioni sarde e il sito di el-Ahwat, scoperto nel 1992 nella regione di Haifa e ai cui scavi  hanno partecipato due missioni dell’Università degli Studi di Cagliari, nel 1997 e nel 2000 guidate dall’archeologo sardo Giovanni Ugas.

Secondo le ricerche la costruzione risalirebbe ad un periodo compreso fra l’età del bronzo e l’età del ferro e  la sua scoperta, ad opera dell’archeologo Adam Zertal, getta una nuova luce sui rapporti tra i popoli del Mediterraneo e in particolare sugli spostamenti e i radicamenti degli Shardana in altri territori come quello dell’attuale Israele.

A seguito del tour si terrà il convegno che avrà come base di partenza gli scritti del grande archeologo israeliano  scomparso nel 2015, per poi addentrarsi sui dati e le risultanze oggettive fino ad oggi merse sul popolo degli Shardana.

La visita – studio

11 ottobre 2023

La  delegazione israeliana composta dell’archeologo Shay Bar, dell’archeologa Tzilla Eshell,  docenti dell’Università di Haifa e dell’ex ambasciatore in Italia Dror Eydar, storico e scrittore,  tutti provenienti da Israele,  sarà accompagnata dagli studiosi Giovanni Ugas e Raimondo Zucca, due dei massimi esperti di archeologia sarda, in una visita- studio tra i più importanti siti nuragici del Centro – Sud Sardegna:  il nuraghe Santu Antine di Torralba, il tempio di Santa Cristina a Paulilatino, il  nuraghe di Barumini e il Protonuraghe Su Mulino Villanovafranca.

Sullo sfondo gli studi sul sito di el-Ahwat, scoperto nel 1992 nella regione di Haifa dal grande archeologo israeliano Adam Zertal e l’esigenza di validare scientificamente alcune supposizioni sugli spostamenti di alcuni soldati, probabilmente marinai nei territori dell’attuale Israele.

La delegazione partirà la mattina dell’11 ottobre 2023 a bordo di un bus, presenti anche due filmaker che realizzeranno un documento  filmato.

Il giorno prima,  il 10 ottobre 2023, gli studiosi israeliani incontreranno le autorità cittadine a cui seguirà una visita al Museo Archeologico di Cagliari.

Il viaggio studio della delegazione israeliana  si chiuderà con un importante convegno che si terrà il 12 ottobre 2023 alla Manifattura Tabacchi di Cagliari dal titolo:  ” Sardi e Shardana nell’Est del Mediterraneo e gli Scavi di el-Ahwat. Convegno in ricordo di Adam Zertal”.

Il convegno internazionale

12 Ottobre 2023 h. 10:00 – Sa Manifattura

Il convegno di studi internazionale avrà come base di partenza gli scritti dell’archeologo Adam Zertal sulla scoperta del sito di el-Ahwat.

Sarà lo studioso Shay Bar, docente dell’Università di Haifa, ad affrontare, dopo i saluti istituzionali l’argomento con una relazione dal titolo “Adam Zertal l’uomo e lo studioso. The Sisera’s Secret”.

La sua relazione è prevista per le 11:15 del 12 ottobre 2023, seguirà poi l’intervento dell’ex Ambasciatore Dror Eydar e la relazione degli archeologi Nicola Sanna e Alassenda Placido sulle Attività e le visite guidate didattiche in Israele degli allievi dell’università di Cagliari durante le campagne di scavi del 1997 e del 2000.

Nell’arco della giornata saranno presenti:

Dror Eydar Ex Ambasciatore d’Israele in Italia, storico e giornalista che terrà una relazione dal titolo “Sisera nel contesto biblico di el-Ahwat”;

Nicola Sanna  illustrerà le “Attività e le visite guidate didattiche in Israele degli allievi dell’università di Cagliari durante le campagne di scavi del 1997 e del 2000”;

Raimondo Zucca dell’ Università di Sassari, interverrà con una relazione su “I Sardi nel Mediterraneo Orientale tra Creta, Cipro, Egitto e Levante nei secoli XIII-XI a,C”.

Giovanni Ugas già docente dell’Università degli Studi di Cagliari e ricercatore interverrà su “L’apporto dell’Università di Cagliari agli scavi in el-Ahwat e la problematicità degli stanziamenti dei Popoli del Mare nell’Est del Mediterraneo”.

Il convegno si chiuderà nel tardo pomeriggio con un confronto sulla visita studio nei siti del Centro – Sud Sardegna.

Per chi non potesse essere presente, il convegno si potra seguire in streming su Youtube cliccando qui.

Il Programma

PRESIDENZA A TURNO DEI RELATORI

con Bruno Spinazzola e Alessandra Addari dell’Associazione Chenàbura

Ore 10.00 – 10:30 Accettazione e Saluti istituzionali

  • Apertura dei lavori con Mario Carboni Presidente di Chenàbura

Ore 11.20 Shay Bar – University of Haifa e Giovanni Ugas – Già Docente dell’Università di Cagliari

  • Adam Zertal l’uomo e lo studioso

Ore 12.00 Dror Eydar Storico, editorialista, ex-Ambasciatore di Israele in Italia

  • Sisera nel contesto biblico di el-Ahwat

Ore 12:45 Discussione

Ore 13:30 Food break

Ore 15.00 Alessandra Placido e Nicola Sanna – Archeologi

  • Attività e visite didattiche in Israele dell’Università di Cagliari nelle campagne di scavi del 1997 e 2000 a el-Ahwat

Ore 15.45 Shay Bar – University of Haifa

  • El-Ahwat, a forgotten early iron age fortified city

Ore 16.30 Raimondo Zucca e Anna Paola Delogu – Università di Sassari

  • I Sardi nel Mediterraneo Orientale tra Creta, Cipro, Egitto e Levante nei secoli XIII-XI a,C.

Ore 17:15 Coffee break

Ore 17:35 Tzilla Eshel – University of Haifa

  • The metal assemblage from el-Ahwat

Ore 18.15 Giovanni Ugas – Già Docente dell’Università di Cagliari

  • L’apporto dell’Università di Cagliari agli scavi in el-Ahwat e la problematicità degli stanziamenti dei Popoli del Mare nell’Est del Mediterraneo

Ore 19:05 Dibattito condotto da Alessandra Addari

Ore 19:30 Conclusioni

Chenabura

Le tre giornate sono organizzate dall’associazione Chenàbura che da più di dieci anni opera nel territorio per valorizzare e riscoprire le radici ebraiche del popolo sardo e per rinsaldare i rapporti tra la Sardegna e Israele.

La sua attività si svolge attraverso iniziative  di tipo culturale con convegni di studi, lezioni sull’ebraismo, raccolta di scritti e di oggetti che riguardano la vita degli ebrei in Sardegna; di tipo sociale, con la celebrazione delle principali festività ebraiche aperte al pubblico  e di tipo scientifico, favorendo gli incontri tra esperti e professionisti sardi di ogni settore e gli omologhi israeliani.

Lo scorso anno Chenàbura ha inaugurato il MUCE, il Piccolo Museo di Cultura Ebraica, ha dato modo a un centinaio dipersone di partecipare gratuitamente alle visite guidate nella Giuderia di Castello, ha condotto studi sulle origini ebraiche della cucina sarda, ha promosso un convegno sull’Agricoltura 5.0 e uno sulla Cybersecurity. Ha inaugurato il Giardino dei Gisuti a Cagliari.

Nel ricco programma 2023 anche il recente evento dedicato alla “settimana europea della cultura ebraica” che ha avuto luogo tra il 10 e il 17 settembre e al cui interno era inserita una rassegna di film sulla realtà israeliana attuale e sul ruolo della donna in una società multietnica, evento che si è chiuso con una lezione sulla “bella rinascita della lingua ebraica” tenuta dallo studioso Diego Corraine.

Il presidente dell’Associazione Chenàbura è Mario Carboni, direttore artistico Bruno Spinazzola.

La sede dell’Associazione si trova in via Lamarmora, 88 dove ha sede anche il MUCE.

I progetti sono finanziati dalla Regione Sardegna –  LR 17/21 tab. A Annualità 2023”.

Per informazioni e prenotazioni 339 6928227 o via mail all’indirizo chenabura@gmail.com

L’associazione Chenàbura in collaborazione con l’UCEI col patrocinio dell’AEPJ e della Regione Sardegna

Presenta

“La bellezza”
Settimana della Cultura Ebraica 2023
10 – 17 Settembre – Cagliari

Relazioni, letture, cinema, lingua di un popolo che ancora così poco conosciamo.

Le giornate si svolgeranno a Cagliari nella Sede dell’Associazione Chenàbura in via Alberto Lamarmora, 88.

Gli appuntamenti si svilupperanno nell’arco della settimana dal 10 al 17 Settembre con ospiti, proiezioni di film, presentazioni di relazioni, discussioni, tour guidati all’interno dell’antica Giuderia cagliaritana per permettere ad un pubblico sempre più vasto di conoscere la cultura e le vicende del popolo ebraico di oggi e di ieri.

Il tema dominante dell’anno 2023 è La bellezza declinata ebraicamente e le donne in Israele protagoniste del nuovo millennio.

La rassegna dei film israeliani è a cura di Alessandro Matta, coordinamento Bruno Spinazzola.

Alle attività collaboreranno i soci dell’Associazione Chenàbura.
Tutte le partecipazioni sono gratuite.

 

Sono gradite le prenotazioni non vocali via WhatsApp con nome e cognome e numero di richieste di partecipazione ad una o più giornate al numero 339 6928227 e via chenabura@gmail.com

Per i tour prenotare tramite telefono/sms/whatsapp al numero 348 5223897 o compilando il form PRENOTA IL TUO TOUR nel sito www.meandsardinia.it

PROGRAMMA

Tutti gli eventi si svolgeranno in presenza nella sede dell’Associazione Chenàbura: Via Alberto Lamarmora, 88 Cagliari, tranne il Venerdì 15 settembre nel Giardino dei giusti – Via dei Genovesi, 118

 

Domenica 10 settembre  

Giornata europea della cultura ebraica

19:00 – Conferenza D.ssa Gigliola Sacerdoti-Mariani

LA “BELLEZZA” DI UN LIBRO DI PREGHIERE – FORLI’, 1383

Conferenza di Gigliola Sacerdoti-Mariani Università di Firenze, sul tema della Bellezza nel messaggio ebraico, attraverso l’analisi di un libro di preghiere scritto in ebraico a Forli nel 1383 e decorati da straordinarie miniature

Discussione


Lunedì 11 settembre  

19:00 – Proiezione del film MEDUSE
Regia di Shira Geffen e Etgar Keret.

Batya una cameriera a Tel Aviv si prende cura di un bambino dal passato oscuro; Keren una novella sposa scappa dai festeggiamenti rompendosi una gamba; Joy una donna filippina ha lasciato il figlio al paese d’origine.

Dibattito

 

Martedì 12 settembre  

h 19:00 – Proiezione del film VIVIANE
Regia di Shlomi e Ronit Elkabet.

Da cinque anni Viviane Amsalem cerca invano di ottenere il divorzio dal marito Elisha davanti all’unica autorità che in Israele possa concederlo: il tribunale rabbinico.

Dibattito

 

Mercoledì 13 settembre  

h 19:00 – Conversazione con Sergio Caschili

Conversazione sul tema “ LA VIA EBRAICA ALLA FELICITA’ : Intendiamoci sulle parole”. A cura di Sergio Caschili esperto di cultura e tradizioni ebraiche

h 20:00 – Proiezione del film LIBERE DISSOBBEDIENTI INNAMORATE
Regia di Maysaloun Hamoud.

Ambientato in una Tel Aviv liberale ma anche patrialcale racconta la storia di tre arabe israeliane che diverse fra di loro condividono un appartamento, con una riflessione a cuore aperto sull’indipendenza femminile dovendo fare fronte comune contro le discriminazioni.

Dibattito

 

Giovedì 14 settembre  

h 17:30 – Tour guidato della Giuderia con inizio in Piazza Aquilino Cannas (Porta Cristina ).
Tour guidato della Giuderia a cura di Roberta Carboni con visita finale al MUCE – Piccolo Museo di Cultura Ebraica

h 19:00 – Conferenza di Edoardo Tabasso

Relazione: L’IRRESISTIBILE BELLEZZA DELLE SERIE ISRAELIANE a cura di Edoardo Tabasso sociologo e scrittore

Discussione

 

Venerdì 15 settembre

h 17:30 – Tour guidato della Giuderia con inizio in Piazza Aquilino Cannas (Porta Cristina)

Tour guidato della Giuderia a cura di Roberta Carboni con visita finale al Giardino dei Giusti di Sardegna nella Shoah.

h 18:30 – Giardino dei giusti – Via dei Genovesi, 118
Incontro “PERCHE’ IL GIARDINO DEI GIUSTI” e brevi biografie dei Giusti sardi a cura di Mario Carboni

h 19:00 – Conferenza “LA BELLEZZA DELL’ALTRUISMO A RISCHIO DELLA VITA” a cura di Alessandro Matta.

 

Domenica 17 settembre  

h 17:30 – Tour guidato della Giuderia con inizio in Piazza Aquilino Cannas (Porta Cristina).
Tour guidato della Giuderia a cura di Roberta Carboni con visita finale al MUCE – Piccolo Museo di Cultura Ebraica

h 19.00 – Conferenza Audiovisivo e relazione su “LA BELLA RINASCITA DELLA LINGUA EBRAICA” esempio per le lingue minoritarie e meno diffuse.
A cura di Diego Corràine studioso di politica linguistica ed editore

Discussione

 

 

 

Ronen “Roni” Koresh ha portato in Sardegna nel febbraio scorso la sua compagnia,  ospite della Cedac/ Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna, la principale organizzazione di spettacoli dell’isola.

Due le piazze coperte, quella al Teatro Comunale di Sassari, e l’altra  al Teatro Massimo di Cagliari. Lo spettacolo  “La Danse & Bolero” comprende l’avvincente racconto per quadri ispirato ai celebri dipinti di Henri Matisse, figura di spicco della corrente artistica dei Fauves, dall’innovativo e già dirompente “Le bonheur de vivre” alle due versioni de “La Danse”, custodite rispettivamente al Museum of Modern Art di New York e al Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo e l’inedita coreografia ispirata al “Boléro” di Maurice Ravel, costruita su una metrica incalzante e ipnotica, in un crescendo ricco di energia e pathos culminante nel travolgente e quasi parossistico finale.

«Penso che questi due lavori siano una meravigliosa rappresentazione della versatilità e della capacità della Koresh Dance Company di esplorare molti aspetti diversi della vita e della danza» – ha affermato il coreografo e direttore artistico Ronen “Roni” Koresh .

La Dance”, trasfigurazione coreutica dell’arte di Matisse su musiche composte da John Levis, impreziosita dai testi poetici scritti e recitati da Karl Mullen, nasce da uno spunto quasi autobiografico: «Il poster de “La Danse” era appeso nella mia camera da letto quando ero bambino, e mi piaceva per i colori e il disegno dei corpi, ma non lo guardavo da persona matura, ero un bambino… e l’ho adorato» – racconta Ronen Koresh –. «Cinque anni fa, questo dipinto è apparso su Facebook insieme alla storia di un’opera di Matisse rubata a una famiglia durante la seconda guerra mondiale e successivamente recuperata e restituita ai legittimi proprietari. Allora si è risvegliato di nuovo il mio interesse, mi sono soffermato a guardarlo, ma questa volta con occhi diversi. Ho iniziato a vedere il vero significato dietro a questo meraviglioso dipinto. Potevo vedere la vita intorno a noi, il cielo blu e la terra verde e le persone in cerchio che si aggrappavano. Potevo vedere il dolore, potevo vedere la gioia, potevo vedere la lotta e la forza all’interno del cerchio della vita. Questo mi ha ispirato a creare le mie storie su ciò che avevo vissuto, guardando il dipinto. Il mio lavoro come coreografo si occupa di umanità, relazioni e comunità. Ecco perché questo dipinto era perfetto per ciò che aspiro a creare».

Tra i capolavori della storia del balletto, il “Boléro” di Maurice Ravel, creato per Ida Rubinštejn (che lo eseguì per la prima volta all’Opéra national de Paris il 22 novembre 1928, con la coreografia di Bronislava Nijinska), ha affascinato grandi coreografi: «Ho sempre voluto coreografare il “Boléro” e sono sempre stato ispirato dalla musica di Ravel» – rivela Ronen Koresh –. «Trovo che abbia molti strati diversi e poiché molti coreografi si sono espressi attraverso questo particolare brano musicale, ho voluto condividere anche la mia interpretazione. Dopo molti tentativi, ho trovato la mia strada attraverso la grande quantità di infinite espressioni, ed è così che il mio “Bolero” ha preso vita. Nel mio studio c’era una finestra sull’atrio, dove i ragazzi si incontrano per socializzare e aspettano l’inizio della lezione dopo le mie prove. Ci stavano guardando mentre provavamo Boléro, e io ho guardato attraverso la finestra e ho visto tutti i bambini che ballavano intorno. Erano davvero buffi e si muovevano in modo molto naturale seguendo la musica. Sono rimasto stupito e ho pensato: “ecco il mio Bolero”. È stato proprio lì, con i bambini intenti a ballare senza paura, con la semplicità e l’innocenza dell’infanzia, che ho trovato l’ispirazione per creare la mia versione del “Bolero”. Il coreografo israeliano non teme i confronti con i grandi maestri: «Il passato mi ha sempre guidato e mi ha portato dove sono oggi, quindi sono grato a tutti i grandi coreografi che sono venuti prima di me. Ho imparato così tanto da loro e oggi esprimo le mie esperienze. Spero di essere un’ispirazione per i coreografi più giovani che verranno».

«La danza è la mia vita e la vita è una danza» – dichiara Ronen “Roni” Koresh –. «Fin da quando ero bambino, mi è sempre piaciuto mostrare ad altri bambini i passi che stavo inventando. Mi piaceva condividere il movimento con le persone. Penso che sia stato l’inizio della mia carriera di coreografo. Amo la narrazione. Amo intrattenere le persone e amo condividere il mio amore per l’arte, specialmente attraverso la danza». Tra i suoi maestri, gli insegnanti che hanno contribuito alla sua formazione, l’artista cita: «In Israele mia madre, Yona Koresh, e poi Alida Gera, Micah Deri, Nira Paz, Moshe Romano. In America Martha Graham, molti insegnanti di Alvin Ailey, Shimon Brown, Luigi e molti altri».

Nel 1991 il coreografo ha fondato la sua compagnia, la Koresh Dance Company: «Ho sempre avuto un certo talento nel creare la danza, nel costruire coreografie per gli studenti. Quando insegnavo alla University of the Arts, ho visto molti studenti laurearsi e la prima domanda che si ponevano era: “dove vado da qui?”. Non era facile trovare una risposta, perché non c’erano molte compagnie di danza in giro mentre c’erano molti ballerini» – ricorda Ronen “Roni” Koresh –. «I miei danzatori mi chiedevano di fondare una compagnia. Ero spaventato. Non pensavo di poterlo fare, ma quando mi sono guardato intorno e ho visto tutti quei meravigliosi volti di artisti pieni di talento, ho deciso di farlo. È stata una decisione difficile e ha richiesto un grande impegno, tanto duro lavoro. Ci sono voluti molti anni perché la compagnia si affermasse e diventasse ciò che è oggi. Col senno di poi, è stato un modo per me di restituire qualcosa alla mia comunità».

Come nasce una coreografia? «La mia ispirazione viene principalmente dalle persone e dagli eventi che danno forma alle nostre vite, e dal desiderio di affinare la mia capacità di comunicare in modo più efficace e significativo attraverso l’arte della danza» – dichiara Ronen “Roni” Koresh –. E annuncia: «Il mio prossimo progetto si chiama “Masquerade”: è una creazione collettiva, un’opera teatrale impreziosita dalla presenza del canto e della danza dal vivo. Il pubblico si troverà immerso in un ambiente imprevedibile, di nuova musica elettronica e sinfonica e di movimento, che mette in risalto lo spazio liminale della realtà che si ripiega su se stessa. Il confine tra realtà e finzione non esiste più. La verità appartiene all’immaginazione di chi guarda».

Le sue origini ebraiche hanno influenzato il suo lavoro? «La mia eredità ebraica e il fatto di vivere in Israele mi hanno dato la possibilità di fare molte esperienze uniche nella vita, che differiscono da quelle degli altri. Il cibo, il clima, le persone, la diversità delle culture all’interno del paese e della comunità e l’aver dovuto prestare servizio militare all’età di 18 anni mi hanno permesso di apprezzare la libertà e il senso di responsabilità. Non do mai nulla per scontato nella mia vita e il concetto di limite è fuori dall’equazione».

L’arte può cambiare la società? «Io credo senza dubbio nel potere delle arti; in caso contrario, non vi avrei dedicato la mia vita» – sostiene Ronen “Roni” Koresh –. La pandemia ha avuto delle conseguenze sul suo lavoro? «La pandemia ha sicuramente influenzato il mio lavoro e il modo in cui lavoro» – rivela il coreografo –. «Ha aggiunto un’urgenza a tutto ciò che faccio e mi ha fatto apprezzare maggiormente le opportunità che si presentano a ciascuno di noi». E conclude: «Non dare mai nulla per scontato, fai sempre meglio che puoi e sii consapevole delle tue fortune (Never take it for granted, always do the best that you can ,and count your blessings)».

Nel nostro tempo attraversato da guerre e epidemie, quale messaggio vorrebbe affidare alle sue opere? «Non importa quanto le cose sembrino difficili, la vita è meravigliosa».

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Lo storico sostiene che – “capire le cause del disprezzo significa individuare l’origine della paura.

La paura porta sempre a disprezzare e nasce dalla debolezza, dall’inettitudine. Avere paura porta con sé l’esigenza di trovare colpevoli su cui riversare le proprie frustrazioni. Per intendere in profondità l’antisemitismo è necessario fare un volo ‘à rebours’ fino ai prodromi del Medioevo, atterrando nel cuore di quel ‘laboratorio’ generativo della religione cristiana che furono i cosiddetti Padri della Chiesa.

L’interpretazione preconcetta di alcuni passi evangelici determinò una serie di valutazioni e convincimenti sulla vita e la morte di Cristo, in cui il complesso del popolo ebraico assunse responsabilità e caratteri atemporali, costituendo l’avvio di una visione ‘razzista’ della redenzione messianica, ovviamente sbagliata e ovviamente incoerente rispetto all’originaria Buona Novella (il Vangelo). L’Ebreo divenne il polo negativo di una necessità provvidenziale, una sorta di trasposizione in chiave ‘terrestre’ della ribellione luciferina.

Gli Ebrei iniziarono ad essere visti come i colpevoli della morte di Gesù, non riconosciuto come Messia ma soprattutto negato nella sua natura divina. Necessari e orribili come il demonio, essi assunsero – anche per mezzo delle immagini artistiche – il ruolo di causa di tutti i mali. Nel Sette-Ottocento il negativo della ‘razza’ ebraica venne trasposto su un piano sociale, praticamente biologico e pseudoscientifico, dando avvio alla linea di pensiero assunta e poi reinterpretata in termini di supremazia politica dal nazismo e dal fascismo. Ma le radici di quell’orribile pianta affondano nel cuore della religione. Solo la conoscenza – a tratti imbarazzante – di quanto abbia inciso il pregiudizio religioso sulla vita di milioni di persone innocenti consente, da un lato di comprendere una parte importante dell’intera storia occidentale, dall’altro di poter rifondare i concetti del ‘sacro’ e del ‘divino’ su valori non divisivi. Fare memoria significa diventare consapevoli di una storia complessa, quasi mai raccontata, una storia sgradevole ma che costituisce l’intelaiatura di tanti ‘sviluppi umani’ di ciò che ci circonda, ancora oggi”.

L’ambasciata di Israele ha voluto essere presente all’inaugurazione del GIARDINO DEI GIUSTI TRA LE NAZIONI DI SARDEGNA – di via dei Genovesi, 118 a Cagliari.

Il vice ambasciatore Alon Symhayoff nel suo discorso ha ribadito l’importanza di ricordare coloro che a costo della propria vita hanno salvato ebrei dalla morte o dall’internamento nei lager, ma ha voluto anche ribadire l’importanza dell’esistenza dello Stato di Israele che ora difende e tutela gli ebrei, in un mondo dove ancora persiste un antisemitismo strisciante.

Di seguito la registrazione del discorso:

Il Giardino dei Giusti tra le Nazioni di Sardegna si trova all’interno del Palazzo Siotto di Cagliari in via Genovesi , una antica e signorile dimora divenuta oggi  sede di una Fondazione, al cui interno trova spazio un centro culturale per convegni e spettacoli.

La posa in opera è stata voluta fortemente da Mario Carboni, presidente dell’Associazione culturale Chenàbura, attiva nel territorio da più di 10 anni con l’intento di  valorizzare la storia della comunità ebreaica  in Sardegna e nel contempo costruire legami di amicizia con Israele.

Una cerimonia molto sentita in città perchè organizzata il giorno precedente il 27 gennaio, considerato ormai universalmente il “giorno della memoria” in ricordo del  genocidio del popolo ebreo durante il nazismo.

Nel Giardino dei Giusti sardi ( in analogia col Giardino dei Giusti di Palermo ) sono state poste sette semplici targhe artistiche in ceramica smaltata realizzate su commessa dell’Associazione Chenàbura da Fabio Frau, artista che opera in Castello, quartiere storico del capoluogo, con il nome, luogo di nascita e morte dei Giusti.

Ai cinque Giusti sardi generalmente noti e certificati dallo Yad Vascem si sono aggiunti recentemente a seguito della  ricerca di Chenàbura altri due e quindi sono ad oggi sette coloro che sono ricordati nel Giardino dei Giusti fra le Nazioni di Cagliari.

Altre due targhe sono dedicate rispettivamente al ricordo del Pordajmos , il genocidio dei Rom e dei Sinti e del Metz Yeghern il genocidio degli Armeni, internazionalmente assimilati alla Shoah.

Una targa è dedicata ai Giusti fra le Nazioni ignoti.

Durante la cerimonia le autorità presenti hanno ricordato l’importanza della memoria soprattutto in un momento nel quale l’antisemitismo non sembra ancora sconfitto e l’Europa è attraversata da una guerra terribile.

Toccante il momento in cui uno dei soci di Chenàbura, Yakov Alevi ha intonato I canti cerimoniali ebraici in ricordo della Shoa con al suo fianco l’Arcivescovo di Cagliari,  Monsignor Giuseppe Baturi che di seguito a dedicato una preghiera cristiana ai Giusti tra le Nazioni di Sardegna e benedetto i presenti.

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Presentazione del libro

“Mossad, una notte a Teheran”

Di MICHAEL SFARADI

Prefazione di Nicola Porro

Edizione  La nave di Teseo – 2020

 

Evento Organizzato da Associazione Chenàbura – Sardos pro Israele

 Luogo Fondazione “Giuseppe Siotto

Via dei Genovesi, 114

09124 Cagliari,

 

Venerdì 11 Novembre 2022

Orario 18:30

MOSSAD

Una parola che suscita ammirazione e timore allo stesso tempo. Si tratta del servizio di intelligence israeliano che opera all’estero dello Stato ebraico, con analisti ed agenti efficienti e determinati preparati con addestramenti durissimi, sostenuti da tecnologie avanzatissime, informazioni e segreti database sempre aggiornati . Lo scrittore e giornalista Michael Sfaradi ci racconta con due successive spy story basate su straordinarie operazioni veramente accadute questa “macchina da guerra” inarrestabile portandone alla luce il cuore pulsante fatto di esseri umani, donne e uomini con storie, traumi, dubbi ed incertezze.

 

“ Mossad una notte a Teheran”

Il 30 aprile 2018 il premier Benjamin Netanyahu mostrò in diretta televisiva parte dell’archivio segreto sul nucleare iraniano che agenti del Mossad avevano trafugato a Teheran e portato in Israele. In un’operazione unica nella storia dello spionaggio, furono sottratti oltre 55.000 documenti, cartacei ed elettronici, che avevano un peso totale di cinquecento chilogrammi. Secondo gli esperti dell’Intelligence israeliana e della CIA, che visionarono il materiale in anteprima, quei documenti erano la prova che l’Iran stava ingannando il mondo intero e cercava ancora di creare l’atomica. Israele aveva voluto provare al mondo la malafede iraniana, e lo fece attraverso una vasta operazione d’intelligence. Una spy story tesa e incalzante che ricostruisce le tensioni politiche, diplomatiche e militari, che caratterizzarono il periodo che precedette le rivelazioni di Netanyahu e che, basandosi sui misteri dei documenti recuperati, racconta, sotto il velo della fiction, come potrebbe essersi svolta una delle più grandi e controverse operazioni della storia dello spionaggio.

 

“ Operazione fuori dagli schemi”

Nell’ottobre del 2005, arriva sulla scrivania del Memuneh, il direttore del Mossad, un rapporto inaspettato. A inoltrarlo sono gli agenti infiltrati in Siria e quello che contiene lascia il servizio di intelligence israeliano senza parole: il governo di Damasco, con la collaborazione di esperti nord- coreani, sta costruendo un reattore nucleare per scopi militari nel sito sperduto di Al-Kibar. Le informazioni sono dettagliate, l’allerta è altissima, ma prima di agire, prima di prendere qualsivoglia decisione, il Primo ministro israeliano ha bisogno di prove schiaccianti, la cosiddetta “pistola fumante”. È così che scatta l’operazione “Fuori dagli schemi”: un piano perfettamente congegnato, rischiosissimo e non convenzionale, grazie al quale le spie del Mossad proveranno a sventare quella che sembra a tutti gli effetti una delle più grandi minacce di sempre allo Stato ebraico.

Chenabura Museo Sfaradi

Di seguito il link alla registrazione video

La tradizionale festività ebraica di Chanukkà, la festa delle luci,  rivivrà nel cuore dell’antica Giuderia  nel Castello di Cagliari la sera di domenica 18 dicembre 2022 quando verrà accesa la prima candela della Chanukkia, il candelabro a nove braccia, immagine e simbolo della festa ebraica.

Ad organizzare l’evento Chenàbura-sardos pro Israele che da più di 10 anni opera  per la riscoperta e la valorizzazione delle radici ebraiche in Sardegna e per rafforzare i legami di amicizia tra l’Isola e Israele.

Dopo un convegno “AgriVerso, Israele incontra gli agricoltori sardi”, che il primo dicembre scorso ha messo disposizione della Sardegna le conoscenze israeliane di alta tecnologia in agricoltura e  una tavola rotonda tenutasi il 16 dicembre scorso sulla Cyber Security che ugualmente ha messo a confronto i grandi esperti israeliani su un tema tra i più caldi del contemporaneo, Chenàbura dedica un evento ad una celebrazione fortemente sentita nella comunità ebraica .

Channukka è infatti una delle feste più importanti del calendario ebraico a ricorda  del miracolo dell’olio e la vittoriosa rivolta di Giuda Maccabeo contro Antioco IV di Siria che voleva imporre il paganesimo ellenista.

In memoria di questo avvenimento è usanza accendere un lume la prima sera e a seguire gli altri, ogni sera per otto giorni nel particolare candelabro detto “Chanukkia”.

Chenàbura è stata l’ associazione sarda ad aver riportato la celebrazione a Cagliari dove le candele erano spente da oltre 500 anni, da quando la comunità ebraica residente nel cuore del quartiere di Castello fu esiliata per via dell’editto di Granada emanato dai regnanti aragonesi nel 1492.

Come di consueto il rituale dell’accensione della prima candela verrà preceduto da un tour guidato gratuito nelle vie della Giuderia ad opera di Roberta Carboni, guida turistica e storica dell’arte che accompagnerà i visitatori tra le viuzze  del quartiere dove un tempo viveva la numerosa comunità ebraica.

Dopo il tour  ci sarà la possibilità di visitare anche il MUCE-Piccolo Museo di Cultura Ebraica recentemente allestito dall’associazione e durante la cerimonia di Chanukkà verranno recitati alcuni passi dei testi sacri e le preghiere rituali.

Inizio Tour alle ore 17,00

Visita Piccolo Museo  ore18.30

Accensione Prima candela Chanukkà ore 19.30

 

Per via dei posti limitati nel tour gratuito è necessaria la prenotazione

Associazione Chenàbura
Via Alberto Lamarmora 88 09124 Cagliari
Contatti
chenabura@gmail.com mob. 339.6928227
Me&Sardinia
Via San Giacomo 83 09124 Cagliari
Contatti
meandsardinia@gmail.com

sms/whatsapp al 348.5223897

Il 5 febbraio scorso i server di tutto il mondo hanno subito un massiccio attacco tramite ransomware, colpita pesantemente anche l’Italia insieme ad altri Paesi europei come la Francia, il Paese più danneggiato e la Finlandia, ma anche il Nord America, con Canada e Stati Uniti.

Secondo l’Agenzia Nazione per la Sicurezza Informatica si tratterebbe di cyber-criminali comuni, interessati a estorcere denaro alle aziende e istituzioni colpite.

Soltanto due mesi prima durante un convegno dal titolo “Ready, Cyber Security  Ready, un’isola da proteggere” che si è tenuto a Cagliari il 15 dicembre 2022, alcuni esperti sardi e israeliani avevano messo in guardia contro i pericoli di questa nuova criminalità che si insinua in sistemi protetti male, la maggior parte delle volte per estorcere denaro in cambio della restituzione di preziosi dati.

Il convegno sostenuto dalla Regione Autonoma della Sardegna ha posto le basi per creare anche nell’isola un team di esperti capace di mettere in sicurezza soprattutto i sistemi informatici pubblici, paradossalemente i più fragili, per la mancanza di adeguate procedure di sicurezza.

Tra i relatori anche Riccardo Porcu, direttore generale della direzione generale dell’innovazione e sicurezza IT presso l’assessorato agli affari generali e riforma della Regione Sardegna, Mauro Addari esperto sardo canadese, responsabile dei sistemi di sicurezza Nord americani, Eylam Tamary esperto di cyber intelligence, Giorgio Giacinto, professore ordinario degli Studi di Cagliari, dipartimento di Ingegneria Elettrica ed Elettronica, coordinatore del Computer Engineering Cybersecurity and Artificial Intelligence. Bruno Spinazzola della Momentum S.r.l. società di sviluppo impresa che ha ideato il convegno Mario Carboni Presidente dell’associazione Chenàbura, promotrice dell’incontro.

Un dibattito franco nel quale è emerso quanto  la cybersicurezza non sia sentita ancora  come una necessità impellente, ma al contrario vengano sottovalutati i pericoli di una  nuova criminalità capace di azzerare sofisticati sistemi informatici che sovraintendono l’organizzazione di strutture strategiche per i cittadini, come uffici pubblici, ospedali, cabine di controllo di mezzi di trasporto. E’ emersa l’esigenza di una nuova consapevolezza che deve essere partecipata tra tutti gli attori del sistema, principalmente i dipendenti di organizzazioni pubbliche ai quali deve essere chiesto di non mettere in pericolo le reti informatiche  con comportamenti superficiali e disattenti.

Per una sintesi del convegno:

A Cagliari, il 1°dicembre 2022, nella Sala Convegni Thotel in via dei Giudicati, 66 è stato presentato l’evento Agriverso Agricoltura 5.0

AgriVerso è un evento voluto e ideato dall’associazione Chenàbura Sardos Pro- Israele nell’ambito della sua attività di amicizia e collaborazione con Israele. L’evento è finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna e patrocinato dall’ambasciata di Israele in Italia. E’ stato realizzato grazie alla collaborazione e il sostegno di Confagricoltura Sardegna che ha creduto nel progetto con l’obbiettivo di favorire lo scambio di conoscenze e di tecnologie con realtà agricole al avanguardia nel mediterraneo e dalla società Momentum.srl, incubatore tecnologico e finanziario per le imprese.

AgriVerso offre una panoramica sui temi caldi dell’agricoltura mondiale quali la Robotica, l’Automazione, l’agricoltura di precisione, la sensoristica, l’utilizzo dei droni aerei, l’Agrivoltaico e le tecniche di Micro-Irrigazione e l’impiego dell’Intelligenza Artificiale in agricoltura.

Protagonisti d’eccezione sono la Robotic Perception System, azienda israeliana leader nella produzione di veicoli elettrici terrestri automatizzati a scopo agricolo; l’Alta Innovation Ltd, produttrice di droni aerei per il monitoraggio e la distribuzione di antiparassitari per l’agricoltura; la Shikun e Doral Energy of Innovation, entrambe leader mondiali nel settore agri-voltaico; la NaanDanJain, produttrice di sistemi di automazione e riduzione dei consumi per mezzo dell’irrigazione di precisione.

AgriVerso è anche un panel di discussione sulla piattaforma finanziaria dell’Agricoltura 5.0. Una parte del convegno sarà infatti dedicata alle opportunità di finanziamento e alle modalità di accesso ai bandi regionali, nazionali e comunitari.

SALUTI ISTITUZIONALI

I lavori saranno aperti da Christian Solinas, Presidente della Regione Autonoma della Sardegna e dal nuovo ambasciatore di Israele in Italia Alon Bar. Seguirà l’intervento del Presidente di Confagricoltura Sardegna Paolo Mele e da Tiziana Allegra, della Caromote.srls di Torino, esperta in start-up, la quale offrirà un quadro d’insieme sulla leadership tecnologica di Israele nel mondo.

Modererà I lavori Ignazio Artizzu, giornalista e attuale Capo Ufficio stampa della Regione Sardegna.

Il dott. Bruno Spinazzola, amministratore della società Momentum.srl e ideatore della conferenza AgriVerso, interverrà per fornire un quadro d’insieme sull’opportunità offerta alle aziende sarde a contatto con il mondo imprenditoriale israeliano che incarna un esempio di efficienza tecnologica grazie al meccanismo delle start-up innovative. Start-up Nation.

OSPITI

Agostino Curreli, Nicola Gherardi

Yoav Motro

Antonio Belloi, Giacomo Cao Tiziana Allegra

Rossella Racugno

Antonio Solinas Mario Carboni, Bruno Spinazzola,

Direttore generale dell’Assessorato all’Agricoltura e di riforma agro-pastorale

Massimo esperto mondiale alla lotta contro le cavallette e rappresentante del ministero dell’agricoltura israeliano

Agriverso - Agricultura 5.0

Nel 2022 a  Cagliari si sono tenute diverse manifestazioni culturali che si sono dispiegate nell’arco di una settimana e che sono state ospitate nel quartiere dove una nutrita comunità ebraica visse fino al 1492, lantica Giuderia di Castello.

Nel cuore di questo quartiere trova sede anche l’Associazione Chenàbura, attiva da più di 10 anni  e che nel tempo è riuscita a risvegliare l’interesse verso un popolo, i cui segni sono rimasti in maniera indelebile nella cultura sarda. Gli eventi previsti come sempre, infatti, puntano a far conoscere meglio ciò che sta avvenendo nell’isola: un vero e proprio risveglio di interesse verso la cultura ebraica sempre in linea con i temi scelti dall’UCEI, l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane per celebrare la giornata: nel 2022 il tema scelto è stato il Rinnovamento, inteso sia dal punto di vista di una nuova apertura del mondo ebraico alla cittadinanza, sia dal punto di vista interno, di incoraggiamento alle attività associative.

Tre gli incontri organizzati: un tour guidato, offerto dall’associazione, nel quartiere di Castello, tra viuzze e palazzi che un tempo ospitarono quella laboriosa comunità, per far scoprire i segreti dell’antica Giuderia con una guida di grande esperienza, Roberta Carboni.

Il tour è terminato all’interno del piccolo museo della cultura ebraica, il MUCE, allestito ad opera dei volontari con una serie di pezzi unici e di oggetti simbolici spiegati agli ospiti da due esperti dell’associazione.

Nella stessa serata è stato proiettato il documentario “Il risveglio della comunità ebraica di Cagliari” a cura del regista Bruno Spinazzola.

Altro importante evento organzzato all’interno del Muce in occasione della Settimana della Cultura ebraica è stata la conferenza su  El Hawat e sui legami tra i mitici Shardana e gli altri popoli del Mediterraneo compreso quello ebraico, tenuta dall’archeologo Nicola Dessì .

La sera del 25 settembre sempre nella sede museale è stato presentato il libro di Elio Moncelsi, “Storia degli ebrei in Sardegna” con una breve introduzione del presidente dell’Associazione Mario Carboni.

Entrambe le conferenze possono essere viste attraverso i link

PROGRAMMA

SALUTI:
ALBACHIARA BERGAMINI – Presidente FIDAPA BPW Italy Sezione di Cagliari
SILVIA TROIS – Vice Presidente FIDAPA BPW Italy Distretto Sardegna
Coordina: GABRIELLA OLANDA – FIDAPA BPW Italy Sezione di Cagliari

INTERVENTI:
ANGELA QUAQUERO – Presidente Ordine degli Psicologi della Sardegna
Miti e paure nello sterminio
RINA SALIS – Psicologa
….incominciarono dai disabili….
ALESSANDRO MATTA – Presidente Ass. Memoriale Sardo della Shoah
L’AKTION T4 nella cinematografia della Germania nazista
Con la partecipazione degli studenti della Scuola secondaria di primo grado “Ugo Foscolo” di Cagliari

Cagliari , 11 Febbraio 2023
Ore 9,30
Sala Conferenze Fondazione di Sardegna
Via San